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Cultura e spettacoli
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040512vaso
I Voli imprevedibili di chi vuol
tributar Battiato
È uscito Voli imprevedibili (Tributo a Battiato).
Da Carmen Consoli alla Premiata Forneria Marconi, da Morgan a Paola Turci,
tutti insieme
per mostrare il loro amore a uno dei migliori cantautori italiani. Con
qualche sbavatura eccessiva Povera
patria canta Paola Turci, ma anche povero Franco Battiato. Ma è
sempre cosi quando si fa un disco-tributo. È una tassa da pagare.
Ci sono canzoni che riescono e altre molto meno.
D’altra parte rifare una canzone di un altro è molto complicato.
Ma tutto ha un limite. Così La cura nelle mani dei Delta
V sembra una canzone insignificante.
Per fortuna poi arriva Carmen Consoli, l’unica che poteva cantare
senza problemi Stranizza d’amuri. Fa centro anche Morgan
con L’oceano del silenzio e Prospettiva Nievsky.
Riesce anche la evergreen Giuni Russo, che Battiato lo conosce bene, con
la versione dal vivo di Il re del mondo.
La qualità comincia a scendere con la Premiata Forneria Marconi
e la loro versione, sulle note di Like a rolling stone di Bob
Dylan, di Bandiera bianca.
Già conosciuta era la trasposizione dei Csi dell’intima
E ti vengo a cercare (con un cameo del Franco Battiato originale).
Cantata con una perfezione tale da mettere ingiustamente in cattiva luce
Summer o cantata da Filippo Gatti.
La traccia più brutta è sicuramente Gli uccelli
cantata dai Planet funk, completamente fuori sintonia.
E gli altri? Pacifico, Marina Rei, i Negrita, Lele Battista, i Megahertz
e Alice? Troppo scolastici, troppo noiosi, troppo composti, troppo fuori
dalla cultura di Battiato.
Vassily Sortino
(12 maggio 2004)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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al n. 10 del 1/6/2001
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Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
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