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040512sic
La campagna del ministero Pari opportunità
Elezioni europee, più voti alle donne
Per le prossime
elezioni del 12 e 13 giugno
ciascuna lista non potrà avere più di 2/3 di candidati dello
stesso sesso: rispetto alle precedenti esperienze, in cui le liste erano
composte quasi esclusivamente da uomini, almeno un terzo dei candidati
dovranno essere donne.
I partiti che non si adegueranno rischiano di perdere fino alla metà
del rimborso elettorale
“Io
voto donna”. E’ questo il messaggio dello spot tv, promosso
dal ministro per le Pari opportunità Stefania Prestigiacomo nella
campagna a sostegno del voto rosa per le prossime elezioni europee che
si terranno il prossimo 12 e 13 giugno. Lo spot ha per protagoniste persone
ritratte in situazioni lavorative. Una voce fuori campo spiega che “dalle
prossime elezioni europee una legge dello stato tutela la rappresentanza
politica femminile assegnando alle donne almeno un terzo delle candidature
per dimostrare con i fatti la grande risorsa che le donne rappresentano
per la politica”.
Per le elezioni europee, ciascuna lista non potrà avere più
di 2/3 di candidati dello stesso sesso: rispetto alle precedenti esperienze,
in cui le liste erano composte quasi esclusivamente da uomini, almeno
un terzo dei candidati dovranno essere donne. Il Governo ha, infatti,
approvato un apposito disegno di legge delle "quote rosa", in
quanto la presenza delle donne è allo stata molto bassa. Nell’attuale
governo le donne sono 8 (due ministri) e a Strasburgo le europarlamentari
italiane sono 10 su 87. Mentre nel parlamento italiano ci sono 26 senatrici
su 321 e 71 donne su 630 deputati. Nelle ultime elezioni politiche del
2001 su 4.910 candidati le donne furono 635. I partiti che non si adegueranno
rischiano di perdere fino alla metà del rimborso elettorale.
Nella prossima tornata elettorale il numero degli elettori interessati
alla consultazione, sulla base degli ultimi dati rilevati, è di
poco più di 50 milioni di cui 24 milioni uomini e 26 milioni donne.
A fare presente l’attuale situazione è stato il Presidente
della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, che in occasione della Festa delle
donne lo scorso 8 marzo, ha detto che l’Italia è al penultimo
posto prima della Grecia nella graduatoria dei parlamenti nazionali per
quanto riguarda la presenza femminile. Negli altri paesi europei, infatti,
la media delle parlamentari è del 25 per cento, mentre in Italia
siamo solo all’11,5 per cento di parlamentari. A livello locale
solo un presidente di regione è donna, 4 i presidenti di provincia
e 5 i prefetti donna su 103 province.
Bisogna riflettere su questi dati e chiedersi che cos’è che
fa sì che a volte le donne, anziché cooperare tra loro per
raggiungere la meritata visibilità, diventino rivali o si ostacolino
a vicenda? Secondo una studiosa Gloria Cowan, psicologa ed esponente di
punta del movimento per i diritti delle donne, le donne non hanno un buon
rapporto con se stesse, hanno una minore autostima personale e un minore
senso di autoefficacia, sono meno ottimiste e meno soddisfatte della propria
esistenza, La conclusione sta nel fatto che dubitando del proprio valore,
dubitano anche del valore delle altre.
Silvia Iacono
rev.bute
(12 maggio 2004)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore
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