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Facoltà di Farmacia

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Informatore scientifico, professione in crescita
Ogni mese trecento posti disponibili

Problematiche legate alla professione e prospettive lavorative future. Se ne è parlato alla facoltà di Farmacia durante un seminario, organizzato dal Cot, nel quale è intervenuto Francesco Lupinacci, informatore per l’azienda Gsk. “Onestà e capacità comunicative, ha detto, sono l’arma vincente per diventare ottimi professionisti”

Negli ultimi anni gli informatori scientifici sono raddoppiati: da 11 mila sono passati a 30 mila. Un settore, dunque, in grande crescita che offre agli studenti ottime prospettive lavorative. Il dato è emerso durante un convegno organizzato dal Centro orientamento e tutorato (Cot) all’interno del ciclo di seminari sul tema “Il mercato del lavoro e delle professioni”. Per l’occasione gli studenti hanno incontrato Francesco Lupinacci, informatore scientifico sul farmaco dell’azienda Gsk. Grandi numeri per una professione sempre in crescita. "Il lavoro per cui state studiando - dice Salvatore Plescia, preside della Facoltà, - è una professione molto antica che si è sempre saputa adattare ai cambiamenti della società nel corso degli anni. Il mestiere dell’informatore scientifico durerà a lungo”.
Il discorso di Plescia e di Lupinacci è rivolto ai numerosi iscritti al corso di laurea. Per tutelarli e assicurare loro una posizione futura più sicura, dal prossimo anno il corso di laurea diventerà a numero programmato. “Abbiamo preso questa decisione - spiega Plescia - perché il numero degli iscritti è molto alto. Per seguire meglio gli studenti, la Facoltà, nell’anno accademico 2004 - 2005, farà le selezioni per un numero massimo di 25 iscritti”.
Il seminario è stato soprattutto l’occasione per gli studenti di toccare con mano le problematiche legate alla professione che vorrebbero svolgere dopo la laurea. “Sono cambiate molte cose dal punto di vista legislativo e sociale rispetto a quando ho iniziato - dice Lupinacci - ma sono ancora pochi coloro che sanno esattamente quello che facciamo. Molti ci chiamano rappresentanti e non sbagliano del tutto. Però ci sono molte differenze tra noi e i rappresentanti degli altri settori”. Il professionista della Gsk ha sottolineato più volte la grande responsabilità degli informatori sulla gente. “Non siamo venditori di automobili - sottolinea Lupinacci - Non dobbiamo convincere ad acquistare il veicolo non preoccupandoci se questo è perfetto o meno. Noi vendiamo farmaci ed abbiamo una responsabilità nei confronti degli ammalati. Quando riusciamo a convincere il medico a prescrivere il farmaco che gli abbiamo proposto, dobbiamo essere sicuri che il prodotto non provochi danni al paziente. E’ per questo che non possiamo considerarci dei semplici venditori”. Proprio per evitare questi problemi, il corso di laurea prepara lo studente alla conoscenza della composizione, efficacia teraupetica, controindicazioni e modi d’impiego dei medicinali. “Nel nostro settore - continua Lupinacci - ci sono colleghi che non si fanno scrupoli sugli eventuali danni che il farmaco che loro vendono possa arrecare al paziente. Per loro la cosa più importante è la vendita, fare molti soldi. Io vi dico, invece, che questo è sbagliato e lo dimostra il fatto che negli ultimi anni informatori scientifici come loro sono stati arrestati”. Onestà dunque, ma anche ottima predisposizione nei rapporti interpersonali. “Una qualità che un informatore deve assolutamente possedere - sottolinea Lupinacci - è la capacità comunicativa. L’informatore è prima di tutto un ottimo comunicatore, uno che deve sapere convincere il medico ad acquistare un determinato farmaco. Per riuscirci, però, non basta avere un’ottima parlantina, ma bisogna instaurare un rapporto di fiducia con il medico. Solo così si diventa un ottimo professionista”.
Ma quali sono le prospettive lavorative per chi vuole intraprendere questa professione? Anche in questo caso Lupinacci parla chiaro. “Negli ultimi 20 anni - dice - gli informatori sono aumentati di 13 mila unità. Ogni anno circa 2500 persone rinunciano a svolgere la professione. Questo vuol dire 300 posti liberi al mese”.
Veronica Eracleo
rev mpu

(10 maggio 2004)



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