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E' la nuova Laurea specialistica in Economia e finanza
Un biennio
per formare economisti "completi"
Il corso di secondo livello, del quale è attivo
il primo anno, si propone di preparare laureati con elevate competenze
economiche in senso stretto, ma anche aziendali, matematico-statistiche
e giuridiche, che potranno occupare posizioni di rilievo in imprese private,
enti pubblici oppure esercitare la libera professione di commercialisti
Conseguire un titolo di studio avanzato in Economia è possibile,
da quest'anno, iscrivendosi al nuovo corso di Laurea specialistica in
Scienze economiche e finanziarie, della durata di due anni. Vi possono
accedere i laureati in entrambi i corsi triennali che con la riforma universitaria
sono stati attivati in questo settore: sia Economia e finanza, che Economia
e valutazione delle politiche pubbliche e territoriali.
Gli sbocchi professionali. L'obiettivo è quello
di formare figure professionali in grado di spendere con profitto, nel
mercato del lavoro, il proprio curriculum di studi: specialisti che possano
ricoprire tutti i ruoli propri degli economisti, presso imprese o enti
pubblici, oppure esercitare la libera professione.
I laureati delle due classi di corsi specialistici in Economia, infatti,
possono accedere agli esami di abilitazione per diventare commercialisti.
"Anche per questo motivo - spiega il professore Fabio Mazzola, presidente
del corso - l'impostazione che abbiamo voluto dare quest'anno al corso
è quella di una laurea 'completa'. Proprio perchè nei corsi
triennali si fanno delle scelte - opzioni dovute alla possibilità
di un raccordo più breve con il mondo del lavoro - chi invece vuole
seguire la laurea specialistica deve avere competenze relative a tutti
i profili delle aree disciplinari: economica in senso stretto, economico-aziendale,
matematico-statistica e giuridica. Ovviamente, essendo un corso della
classe specialistica 64/S (Scienze dell'economia), l'attenzione principale
è data alla prima di queste aree" (la classe 84/S identifica
invece le Scienze economico-aziendali).
Il piano di studi. Alcune novità, rispetto ai
corsi quinquennali del 'vecchio' ordinamento, sono state introdotte quest'anno.
"Abbiamo delle nuove materie - continua Mazzola - come 'Storia della
moneta e della banca', o 'Mercati monetari regionali'. Ad esempio, quest'ultima
è stata introdotta - dice ancora il docente - perchè ormai
anche enti subnazionali come le regioni o i comuni emettono buoni ordinari
(cioè titoli, come i Bot del Tesoro) detti rispettivamente Bor
e Boc. Inoltre, ci sono materie diventate fondamentali, come Matematica
finanziaria 2 che era opzionale nel 'vecchio' corso di Laurea in Economia
e Commercio; e materie 'avanzate' come 'Analisi economica' ed 'Economia
pubblica'".
Le cifre. Il 2004 è un anno di transizione. "Per
ora abbiamo pochi iscritti effettivi, soprattutto ragazzi che hanno fatto
un passaggio al nuovo ordinamento e hanno un piano di studi particolare.
Il primo laureato del nuovo ordinamento, in Economia e finanza, è
stato a giugno del 2003, e qualche altro si è laureato a febbraio.
Non sono numeri sufficienti per fare statistiche, ma adesso cominceranno
ad arrivare i 'nuovi laureati', quelli che sono entrati già con
il nuovo ordinamento: dovrebbero essere una trentina fino al prossimo
febbraio. Più di quattrocento sono state le immatricolazioni alla
laurea triennale nell'anno in corso, quindi aumenteranno i passaggi".
Il futuro. Nei prossimi mesi non dovrebbero essere introdotti
cambiamenti sostanziali. "Credo che ci saranno poche novità
di rilievo finchè non avremo elementi certi, perchè aspettiamo
di conoscere le modifiche che il Ministero dell'Università dovrebbe
fare al decreto 509/99" (quello che ha introdotto la riforma universitaria
creando il sistema formativo 3+2). "Comunque - dice ancora Mazzola
- se il Ministero cambierà il contesto di riferimento faremo degli
aggiustamenti".
Andrea Paternostro
(7 giugno 2004)
rev-nu
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1/6/2001
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