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Cronaca universitaria
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"Un
nuovo biomateriale" per la ricostruzione dei tessuti
Ateneo palermitano, arriva il primo brevetto
Presenta all'ufficio italiano per il deposito
da un gruppo di ricercatori dell'Università di Palermo, guidato
dal professore Gaetano Giammona. Protagonista fondamentale l'uffico Liaison
Office, che ha curato tutti gli aspetti burocratici
E' "un nuovo biomateriale di natura
macromolecolare" il primo brevetto dell'Ateneo di Palermo. A parlarne
è il professore Gaetano Giammona, docente in tecnologie farmaceutiche
all'Università di Palermo, che insieme alla professoressa Giovanna
Pitarresi, docente dello stesso insegnamento e a Fabio Palumbo, dottorando
in tecnologie delle sostanze biologiacamente attive, un anno e mezzo fa
ha iniziato la sperimentazione che oggi ha portato a questo risultato.
Ma che tipo di utilizzo potrà avere questo nuovo materiale?
"Potrà essere utilizzato come scaffolds nell'ingegneria
tissutale oppure per il rilascio modificato di farmaci. L'ingegneria tissutale
è un nuovo settore di ricerca multidisciplinare, finalizzato alla
realizzazione di sostituti biologici contenenti cellule viventi e funzionali,
per la rigenerazione, il mantenimento o il miglioramento delle prestazioni
dei tessuti. In particolare lo scaffold è un supporto
poroso che serve per l'iniziale adesione delle cellule e la successiva
formazione di tessuto. Le cellule in pratica aderiscono allo scaffold,
si riproducono e moltiplicandosi generano nuovo tessuto. I potenziali
prodotti sono la pelle, la cartilagine".
La presentazione del brevetto all'apposito ufficio italiano è stata
assegnata all'ingegnere Marina Banchetti, consulente dello studio Barzanò
& Zanardo di Roma dal Liaison Office dell'Ateneo palermiatno, al suo
primo compito istituzionale. "Ci siamo attivati per presentarlo ufficialmente
a nome dell'università", spiega Valerio Castiglia, segretario
amministrativo del Liaison Office, di cui il professore Antonio Valenza
è direttore.
Qual è l'iter burocratico previsto per la presentazione
di un brevetto?
"Dopo aver sviluppato il progetto e tenuta la dovuta segretezza,
il gruppo di brevettatori presenta al nostro ufficio un modello che contiene
il titolo dell'invenzione, i nomi dei comproprietari e una piccola relazione
che dia un'idea circa il nuovo prodotto, sempre comunque curandone l'anonimato.
Successivamente il Liaison Office sceglie uno studio di consulenza, che
ha il compito di assistere il ricercatore nella stesura di un documento
che protegga l'idea da brevettare e da presentare all'ufficio italiano
Brevetti e Marchi. Una volta pagate le tasse per il mantenimento del brevetto,
che dura tre anni, l'inventore ha due possibilità di scelta: rimanere
titolare del brevetto e così gestirlo economicamente oppure cederlo
gratuitamente e tramite contratto all'Università, che tramite il
Liaison Office si impegna a portarne avanti lo sfruttamento economico".
Avete avuto qualche difficoltà iniziale con il primo brevetto?
"Dato che il regolamento è stato approvato lo scorso 22 gennaio,
i tempi per individuare la procedura da seguire sono stati più
lunghi del previsto. Procedura che da adesso sarà più snella
e veloce". Altri brevetti in arrivo? "Ne verranno
depositati altri due, ma non vorrei aggiungere altro".
Carla Incorvaia
rev cave
(6 maggio 2004)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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al n. 10 del 1/6/2001
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