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040506alr
Un
altro allarme virus fa tremare Microsoft
Sasser, nuova minaccia per i pc di tutto
il mondo
Dopo
alcuni casi di attacco informatico nel recente passato, in questi giorni
il nuovo baco di Windows ha infettato milioni di pc creando notevoli disagi
in tutto il mondo. In Italia, colpiti Vimiinale e Ferrovie dello Stato.
Sasser è un virus che sfrutta una vulnerabilità nel sistema
operativo. La caratteristica di un virus è quella di replicarsi
infettando un altro oggetto. Per minimizzare i rischi di contagio, esiste
un dispositivo che blocca pacchetti indesiderati
Un nuovo episodio di attacco informatico getta delle ombre sulla invulnerabilità
di Windows e mette in seria apprensione gli esperti di sicurezza informatica.
Il worm Sasser, il nuovo virus del sistema operativo della Microsoft,
ha sviluppato in questi giorni tutto il suo potenziale, infettando milioni
di computer in tutto il mondo e creando notevoli disagi per gli utenti
e gli amministratori di sistema che non hanno scaricato gli ultimi aggiornamenti
per Windows 2000 e Windows XP. In base ad una stima della casa di sicurezza
Panda Software, al momento sono circa 18 milioni i terminali colpiti mentre
a risultare potenzialmente vulnerabili sarebbero circa 300 milioni di
computer. In Italia, rientrato lallarme per le Poste e per Telecom
Italia da cui erano arrivate segnalazioni di qualche problema poi prontamente
risolto, le situazioni più preoccupanti si sono verificate alle
Ferrovie dello Stato e al Viminale dove i computer hanno smesso di funzionare
correttamente a causa del virus.
In Finalndia, inoltre, la banca Sampo, terzo istituto di credito del Paese,
ha dovuto chiudere oltre 130 filiali per contenere lepidemia.
Ad uscire peggio da questa situazione è comunque Microsoft, i cui
sistemi operativi risultano essere ancora una volta involontari veicoli
di un contagio mondiale, tanto da indurre la società di Bill Gates
a mettere in palio 250 mila dollari per chiunque comunicherà informazioni
utili allidentificazione del creatore del virus.
Sasser è lennesima dimostrazione dei danni provocati dalluso
di sistemi non aggiornati. Si tratta di un worm particolarmente temibile,
in quanto non si diffonde tramite posta elettronica. Le maggiori case
di antivirus, inoltre, hanno assegnato a Sasser il livello di pericolosità
più alto, temendo in particolare il fatto che molti utenti non
aggiornano il proprio sistema operativo con grande frequenza.
Il caso Sasser è lultimo di una serie di episodi che nel
recente passato hanno colpito Microsoft tenendo sotto scacco milioni di
computer con ripercussioni serie e in alcuni casi particolarmente gravi,
per il funzionamento dei network. Lo scorso agosto, ad esempio, il virus
informatico Sobig ha attivato un impressionante traffico di email in entrata
e in uscita che ha messo in crisi le reti e il worm Swen o Gibe, in grado
di attivarsi anche senza che nessuno apra il file infetto, si è
installato in molti pc, bloccando il funzionamento di molti programmi
antivirus. Ma il caso più grave risale allo scorso febbraio quando
la società di Bill Gates ha denunciato la diffusione illegale su
Internet delle informazioni contenute nel codice sorgente di Windows.
Alla luce di questi fatti, qual è, dunque, la reale natura dei
virus informatici e come è possibile difendersi dalle epidemie
in rete per poter navigare senza rischio di contagio?
Quello
dei virus è un fenomeno sempre più diffuso, grazie anche
alla rapidità con cui riescono a propagarsi tramite Internet e
ogni anno causano danni per diversi miliardi. Si tratta di una sequenza
di istruzioni che il sistema è in grado di interpretare ed eseguire,
ma a differenza dei programmi tradizionali, quali Word o Exel, il virus
fa di tutto per non rendere visibile la sua presenza, almeno fino a quando
non decide di palesarsi provocando danni al computer che ha infettato.
Come i virus biologioci, inoltre, un baco informatico può replicarsi
infettando un organismo ospite che può essere un programma presente
nel nostro computer, un documento generato da applicazioni, una zona del
floppy disk o dei dischi rigidi. Sicuramente Internet, ma in particolare
la posta elettronica ha aiutato i virus a diffondersi in maniera sempre
più veloce ed efficace. La mancanza quasi assoluta di antivirus
installati nel computer dellutente medio e la leggerezza
nellaprire allegati di posta elettronica di dubbia provenienza ha
permesso ai virus di espandersi in pochi giorni a livello mondiale. Per
difendersi dallazione dei virus esistono delle regole di comportamento
che permettono sia di minimizzare il rischio di infezione sia di contenere
i danni nel caso in cui un virus riesca ad inserirsi nel sistema. Tra
le armi più comuni, è consigliabile fare il back up dei
dati, aggiornare regolarmente lantivirus, non aprire mai direttamente
un allegato di posta elettronica, rimuovere il floppy dalla sequenza di
avvio ed eseguire con regolarità una scansione diretta del sistema.
Ma per prevenire gli attacchi dei virus informatici, che colpiscono non
solo i grandi server mondiali ma anche i pc dei privati, la scelta più
seguita è quella di innalzare un muro di fuoco, il cosiddetto FireWall.
Si tratta di un dispositivo, software o hardware, che si occupa di bloccare
eventuali pacchetti indesiderati o sconosciuti attraverso il bloccaggio
di accesso da parte di particolari indirizzi ritenuti pericolosi e la
registrazione di tutto ciò che accade per fornire allamministatore
di sistema il quadro preciso della navigazione personale.
Il problema della sicurezza si inserisce in uno scenario che si presenta
oggi sempre più complesso a chi opera nel mondo dellinformatica.
Le cronache di tutti i giorni confermano che questo fenomeno è
spesso sottovalutato in quanto molte aree informatiche pubbliche e private
in tutto il mondo sono sprovviste di adeguati sistemi di protezione. Nonostante
le tecnologie oggi consentano di mettere a punto valide difese contro
le intrusioni, lo sviluppo di sistemi assolutamente sicuri è praticamente
impossibile ed anche i sistemi più curati dal punto di vista della
sicurezza possono poi rivelarsi vulnerabili, magari da parte di utenti
legittimi che abusano di privilegi loro concessi.
Antonio La Rosa
rev.bute
(20 maggio 2004)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo
al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore
responsabile: Dario Fidora
Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
laurea in Scienze della Comunicazione
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