|
|
|
|
Economia |
|
|
040505ermiAPeco
In Italia la popolazione più anziana
del mondo
Secondo una ricerca presentata in anteprima mondiale, nell'aula magna
di Economia, da Antonio Golini, ordinario di Demografia alla "Sapienza"
di Roma, il Belpaese rischia l'implosione demografica
Tra cinquant’anni, in Italia, ci
saranno 4 milioni in più di ultra ottantenni e 16 milioni in meno
di persone al di sotto degli ottant’anni. La società italiana
invecchierà così velocemente che sarà molto difficile
per le strutture socio-economiche reggere il passo. Sono alcune delle
conclusioni a cui è giunto Antonio Golini, ordinario di Demografia
alla “Sapienza” di Roma, che ha presentato in anteprima, nell’aula
magna di Economia, la ricerca “A domestic and international view
on population from a demographic window”. Gli studi di Golini e
di Cristiano Marini, anche lui docente de “La Sapienza”, saranno
presentati per la prima volta tra qualche giorno a un convegno internazionale
a Pechino, ma sono stati illustrati in anteprima agli studenti del corso
di laurea in Sviluppo economico e cooperazione internazionale. Il seminario,
dal titolo “Dinamiche demografiche, globalizzazione e mobilità”,
è stato organizzato dalla facoltà di Economia e da quella
di Scienze della Formazione.
”Perché la popolazione sia stabile – ha spiegato il
docente – occorre
che ci siano due figli per ogni coppia, in modo da sostituire, nel ciclo
della vita, i genitori. Ma la nostra società è andata molto
al di sotto di questa soglia, c’è una fecondità bassissima.
Se a ciò si aggiunge il declino della mortalità, è evidente
come ciò provochi un cambiamento devastante della struttura della
società”. L’Italia, infatti, è il Paese
con la popolazione più vecchia al mondo e con la più bassa
fecondità. Per questo motivo è diventata un vero e proprio
laboratorio di studio delle tendenze demografiche, a cui tutti i paesi
del mondo guardano con interesse.
Secondo le previsioni presentate dal professore Golini, basate su dati
dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, ci aspettano, in Italia,
800mila morti all’anno a fronte di 250mila nascite. E’ evidente
che la sopravvivenza della nostra popolazione sia molto difficile. Inoltre,
sempre secondo le previsioni della ricerca, ci sarà un aumento
di quattro milioni di persone sopra gli ottanta anni e una diminuzione
di 16 milioni di persone al di sotto di questa soglia di età. “Questa
situazione – ha affermato Golini – comporta un rapido declino
della popolazione e un peso eccessivo delle generazioni vecchie. E’ difficile
la sopravvivenza del sistema di produzione e si rischia l’implosione
demografica. Un altro problema, inoltre, è la velocità del
cambiamento della struttura della società. Infatti, i sistemi
economico e sociale sono già in affanno perché non hanno
la capacità di reagire ”.
Golini presenta, però, delle soluzioni. Innanzitutto, per il professore,
è inevitabile lo spostamento in avanti dell’età lavorativa:
“Bisogna elevare l’età di pensionamento e lavorare
fino ai 65/70 anni. Ciò però non è sufficiente, perché
è diverso far lavorare un giovane piuttosto che una persona anziana.
Una risorsa molto importante, è il lavoro delle donne. Ma questo
non deve andare a discapito della fecondità. E' necessaria, perciò,
una politica di sostegno e di aiuto alla maternità. Non solo lo
Stato, ma anche gli uomini dovrebbero aiutare in questo le donne”.
Secondo Golini, inoltre, occorre una presa di coscienza del cambiamento.
Bisogna rinnovare le strutture della società. “Infine, c’è
la soluzione migratoria. Abbiamo assoluta necessità di immigrati
per non fare collassare il sistema produttivo” ha concluso il docente.
Erminia Guastella
(5 maggio 2004)
rev anme
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo
al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore
responsabile: Dario Fidora
Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
laurea in Scienze della Comunicazione
Presidente: Antonio La Spina
|