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Scienze motorie
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Un
atleta può essere anche un bravo studente? Risponde l'esperto
"Formarsi è basilare per chi vuole un futuro oltre
lo sport"
Il
club spagnolo del Barcellona ha minacciato di non far giocare i calciatori
che non conseguono risultati soddisfacenti a scuola o all'Università.
In Italia le società sono attrezzate per garantire ai propri tesserati
una preparazione fisica ma anche culturale. Gennaro Gravante, fisiologo:
"I calciatori possono trovare il tempo per studiare"
Un calciatore professionista abituato a giocare ad alti livelli, può
nel corso delle sue giornate frenetiche, ritagliarsi uno spazio da dedicare
alla sua formazione culturale, magari finalizzata al conseguimento di
un titolo di studio?
Il rapporto tra studio e attività agonistica, tema spesso sottovalutato
dalla maggior parte dei giocatori di oggi che, condizionati dalle logiche
del calcio moderno, tendono a perseguire interessi di altro tipo, è
tornato di attualità in virtù di uniniziativa del
Barcellona.
Dopo aver scoperto, attraverso unindagine relativa alle formazioni
giovanili del proprio club, che tra i baby-calciatori il tasso di ignoranza
è piuttosto elevato,
il presidente del club Joan Laporta ha imposto una nuova regola in base
alla quale chi non prosegue gli studi alle scuole superiori o alluniversità
e non consegue buoni risultati, non avrà più diritto ad
un posto in squadra.
Prendendo spunto da questa iniziativa, Gennaro Gravante, docente di Fisiologia
umana alla facoltà di Scienze motorie, si è soffermato sullimportanza
che riveste lo studio nella carriera di un calciatore. Lo studio
- spiega - costituisce uno strumento in grado di aprire gli orizzonti
della mente e per questo fondamentale nella maturazione globale dellatleta.
Nonostante le società di calcio, davanti ad un giovane talento,
puntino soprattutto sui vantaggi economici derivanti dal suo sfruttamento,
in Italia i club sono sempre più dotati di un sistema in grado
di andare incontro alle esigenze dellatleta, garantendogli non solo
una struttura adeguata alla sua preparazione fisica, ma mettendolo anche
nelle condizioni di perfezionare quella culturale. Tutte le società
di calcio di serie A, ad esempio, hanno sotto contratto un tutor che segue
gli studi dei ragazzi, soprattutto quelli che vengono affidati loro completamente
e che vivono lontano dalle famiglie. I club, inoltre, chiedono spesso
alle scuole un trattamento benevolo nei confronti dei propri tesserati
o quanto meno compatibile con gli impegni derivanti dallattività
di calciatore, non rinunciando peraltro a sopportare le spese per liscrizione
ad istituti privati o per il pagamento di insegnanti di ripetizione. In
particolare, lAtalanta, che storicamente possiede uno dei vivai
più fertili dItalia, affida listruzione dei propri
calciatori ad un collegio di sacerdoti, la Casa del Giovane; a Lecce la
società ha stabilito che i giovani che frequentano ancora la scuola
hanno lobbligo di presentare la pagella al responsabile del settore
e infine lInter ha siglato un accordo con lIstituto Milano,
centro tecnico commerciale e liceo scientifico con indirizzo sportivo
appositamente creato.
Nel campionato italiano, inoltre, esistono dei casi di calciatori che
nel pieno della loro attività, sono riusciti a completare il loro
percorso di studi sino ad ottenere una laurea. Tra questi il trentunenne
centrocampista del Bologna, Fabio Pecchia, laureato in Legge con una tesi
sulla rescissione dei contratti dei calciatori, il difensore del Modena
Luca Ungari (Legge) e lattaccante del Piacenza Luigi Beghetto, laureato
in Scienze politiche con una tesi sulla violenza negli stadi. Questi
esempi - aggiunge il docente - sono una chiara testimonianza di come i
calciatori, se disposti talvolta a sacrificare il loro tempo libero, possano
riuscire a trovare il modo di dedicarsi allo studio e a fare dei progetti
a lungo termine che vadano oltre la carriera, limitata nel tempo, di calciatore
professionista.
Sempre a proposito di rapporti tra studio e professionismo, è interessante
esaminare il modello americano, relativo ai giovani che vogliono sfondare
nel basket entrando nel circuito professionistico Nba, la principale federazione
statunitense di basket.. Fino a pochi anni fa i colleges universitari
attiravano i talenti offrendo ricche borse di studio che avrebbero loro
permesso di diventare una star e nello stesso tempo di ottenere una laurea.
Oggi, a causa delle cifre spropositate, alimentate da sponsor e network
televisivi, i ricchi contratti da professionista possono arrivare già
alle scuole superiori e i talenti sportivi che si iscrivono alluniversità
finiscono per lasciarla in anticipo.
Quando una promessa dello sport entra a far parte di un circolo
vizioso determinato da contratti miliardari - conclude il docente - rischia
di deragliare. Ritengo dunque lo studio uno strumento necessario per la
completa affermazione di chi voglia costruirsi un futuro oltre lo sport.
Antonio La Rosa
rev mpu
(16 giugno 2004)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo
al n. 10 del 1/6/2001
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