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Grandi temi - approfondimenti |
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040406inca
Tanti
gli appuntamenti religiosi nell'isola in occasione della Pasqua
Settimana Santa in Sicilia,
viaggio in giro per i Comuni
Da Palermo a Palermo,
passando attraverso le province dell'isola. Un viaggio fra i riti e le
usanze del popolo siciliano, tra ricordi pagani e commistioni cristiane.
Pasqua come celebrazione della terra che ritorna a fiorire, della madre
che festeggia il figlio risorto, tra morti danzerine, processioni faticosissime
e celebrazioni di reminiscenza sheakespeariana
Partendo
da quelli in provincia di Palermo con soste in tutta l'isola, ecco i Comuni
che ospitano i riti più originali della Sicilia. Si comincia già
con la Domenica delle Palme. A Gangi, in provincia di
Palermo, ad esempio, una grande processione di confraternite, con gli
stendardi e le tradizionali casacche con le effigi dei santi protettori
accompagnano un Gesù giovinetto che, a dorso di mulo, giunge in
piazza sul sagrato della Matrice a ripetere ritualmente l’ingresso
di Gesù a Gerusalemme.
Il mercoledì successivo, a Caltanissetta, si svolge
poi l’importante rituale della «Real Maestranza» a consacrare
l’uomo ed il suo lavoro. Per strada i “maestri d’arte”
indossati il vestito nero, la camicia bianca e il papillon, categoria
per categoria, (pittori, muratori, marmisti, falegnami, carpentieri, ferraioli,
calzolai, fabbri, panificatori, idraulici, barbieri) sfilano dietro il
loro Capitano, cioè l’artigiano che, per un giorno, li rappresenta
tutti e contende al Sindaco il potere di comando della comunità.
Il pomeriggio è il momento della processione delle cosiddette “varicedde”,
piccoli gruppi di gesso e cartapesta che ripropongono i più importanti
momenti della via Crucis, sfilando lungo il percorso delle “Vare”,
il tragitto che il giorno dopo seguiranno i sedici imponenti gruppi statuari
della processione maggiore. Questi gruppi, ognuno facente capo a una maestranza,
sono opera dei due scultori napoletani, Francesco e Vincenzo Biancardi.
Padre e figlio, su commissione dei minatori della "Gessolungo",
l'“antica” Caltanissetta basava la sua economia sull' estrazione
dello zolfo, iniziarono il lavoro di scultura nel 1780.
Altrettanto famosi sono i Misteri di Trapani. Nel giorno
del Venerdì Santo venti “vare”, pesanti ognuna quasi
una tonnellata, vengono portate a spalla, secondo il tipico movimento
dell' "annacata", lungo un percorso reso sacro dalla tradizione,
fin dall’uscita della chiesa del Purgatorio.
Anche a Palermo, nel centro storico si svolgono importanti
e suggestive processioni. Tipica quella di S. Maria di Soledad in Rua
Formaggi, organizzata dall’omonima confraternita, eco antica della
città spagnola, e quella di S. Maria dell’Itria dei Cocchieri
risalente al 1594 che muove da Via Alloro, cioè da quella strada
della Palermo nobile alle cui dipendenze erano appunto i cocchieri.
Per vedere il “Cristo delle Fasce” basta andare a Pietraperzia,
nell'ennese. Un Cristo posizionato sulla sommità di un lungo palo
viene portato in processione a spalla da 100 persone e mantenuto in equilibrio
da circa 300 fasce bianche.
A Messina 12 varette risalenti al '600 vengono portate
a spalla dalle varie confraternite. Stesso posto per il rito di San Fratello,
la festa dei giudei trionfanti per la morte del Cristo, con oltre 1500
persone incappucciate.
La domenica di Pasqua alle 12, nelle piazze dei Comuni dell’isola,
Maria incontra Gesù risorto. Si tratta della cosiddetta Paci,
o Junta, o ancora n‘Ncontru, a seconda delle
zone. A San Cataldo, nel nisseno
per esempio, è l'ora dei Sampauluna, giganti di cartapesta raffiguranti
gli undici apostoli che portati a spalla dai devoti, accompagnano attraverso
un complesso itinerario la Madonna all’incontro con il figlio risorto.
A Prizzi con l’Abballu di li diavuli,
la morte, accompagnata da tre diavoli lotta con gli angeli per ostacolare
l’atteso ricongiungimento della Madre con il Figlio. A San
Biagio Platani, in provincia di Agrigento, ormai da tre secoli
si propone la grande sfida tra Madunnara e Signurara per chi realizzerà
il più bello arco di Pasqua. Triangoli di ferle intrecciati con
canne, rivestiti con bordure di arance amare e addobbati con pane, nimpe
di datteri, bianche marmurate, sanciscono il trionfo della terra rinata.
E di ritorno a Palermo, per la precisione a Terrasini, ecco la festa degli
schetti, dove i ragazzi nel giorno di Pasqua, devono sollevare
un albero infiocchettato ed addobbato fino al balcone della donna amata
perché lei possa staccarne un ramo nel caso in cui accetti di sposarlo.
Carla Incorvaia
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cave
(6 aprile 2004)
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