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Grandi temi - approfondimenti


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Tanti gli appuntamenti religiosi nell'isola in occasione della Pasqua
Settimana Santa in Sicilia, viaggio in giro per i Comuni
Da Palermo a Palermo, passando attraverso le province dell'isola. Un viaggio fra i riti e le usanze del popolo siciliano, tra ricordi pagani e commistioni cristiane. Pasqua come celebrazione della terra che ritorna a fiorire, della madre che festeggia il figlio risorto, tra morti danzerine, processioni faticosissime e celebrazioni di reminiscenza sheakespeariana

     
Partendo da quelli in provincia di Palermo con soste in tutta l'isola, ecco i Comuni che ospitano i riti più originali della Sicilia. Si comincia già con la Domenica delle Palme. A Gangi, in provincia di Palermo, ad esempio, una grande processione di confraternite, con gli stendardi e le tradizionali casacche con le effigi dei santi protettori accompagnano un Gesù giovinetto che, a dorso di mulo, giunge in piazza sul sagrato della Matrice a ripetere ritualmente l’ingresso di Gesù a Gerusalemme.
Il mercoledì successivo, a Caltanissetta, si svolge poi l’importante rituale della «Real Maestranza» a consacrare l’uomo ed il suo lavoro. Per strada i “maestri d’arte” indossati il vestito nero, la camicia bianca e il papillon, categoria per categoria, (pittori, muratori, marmisti, falegnami, carpentieri, ferraioli, calzolai, fabbri, panificatori, idraulici, barbieri) sfilano dietro il loro Capitano, cioè l’artigiano che, per un giorno, li rappresenta tutti e contende al Sindaco il potere di comando della comunità. Il pomeriggio è il momento della processione delle cosiddette “varicedde”, piccoli gruppi di gesso e cartapesta che ripropongono i più importanti momenti della via Crucis, sfilando lungo il percorso delle “Vare”, il tragitto che il giorno dopo seguiranno i sedici imponenti gruppi statuari della processione maggiore. Questi gruppi, ognuno facente capo a una maestranza, sono opera dei due scultori napoletani, Francesco e Vincenzo Biancardi. Padre e figlio, su commissione dei minatori della "Gessolungo", l'“antica” Caltanissetta basava la sua economia sull' estrazione dello zolfo, iniziarono il lavoro di scultura nel 1780.
Altrettanto famosi sono i Misteri di Trapani. Nel giorno del Venerdì Santo venti “vare”, pesanti ognuna quasi una tonnellata, vengono portate a spalla, secondo il tipico movimento dell' "annacata", lungo un percorso reso sacro dalla tradizione, fin dall’uscita della chiesa del Purgatorio.
Anche a Palermo, nel centro storico si svolgono importanti e suggestive processioni. Tipica quella di S. Maria di Soledad in Rua Formaggi, organizzata dall’omonima confraternita, eco antica della città spagnola, e quella di S. Maria dell’Itria dei Cocchieri risalente al 1594 che muove da Via Alloro, cioè da quella strada della Palermo nobile alle cui dipendenze erano appunto i cocchieri.
Per vedere il “Cristo delle Fasce” basta andare a Pietraperzia, nell'ennese. Un Cristo posizionato sulla sommità di un lungo palo viene portato in processione a spalla da 100 persone e mantenuto in equilibrio da circa 300 fasce bianche.
A Messina 12 varette risalenti al '600 vengono portate a spalla dalle varie confraternite. Stesso posto per il rito di San Fratello, la festa dei giudei trionfanti per la morte del Cristo, con oltre 1500 persone incappucciate.
La domenica di Pasqua alle 12, nelle piazze dei Comuni dell’isola, Maria incontra Gesù risorto. Si tratta della cosiddetta Paci, o Junta, o ancora n‘Ncontru, a seconda delle zone. A San Cataldo, nel nisseno
per esempio, è l'ora dei Sampauluna, giganti di cartapesta raffiguranti gli undici apostoli che portati a spalla dai devoti, accompagnano attraverso un complesso itinerario la Madonna all’incontro con il figlio risorto.
A Prizzi con l’Abballu di li diavuli, la morte, accompagnata da tre diavoli lotta con gli angeli per ostacolare l’atteso ricongiungimento della Madre con il Figlio. A San Biagio Platani, in provincia di Agrigento, ormai da tre secoli si propone la grande sfida tra Madunnara e Signurara per chi realizzerà il più bello arco di Pasqua. Triangoli di ferle intrecciati con canne, rivestiti con bordure di arance amare e addobbati con pane, nimpe di datteri, bianche marmurate, sanciscono il trionfo della terra rinata.
E di ritorno a Palermo, per la precisione a Terrasini, ecco la festa degli schetti, dove i ragazzi nel giorno di Pasqua, devono sollevare un albero infiocchettato ed addobbato fino al balcone della donna amata perché lei possa staccarne un ramo nel caso in cui accetti di sposarlo.

Carla Incorvaia
rev cave
(6 aprile 2004)

 

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