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E quindici miliziani di Sadr sarebbero rimasti uccisi

Nassiriya: scontri con gli sciiti, 12 i bersaglieri feriti

I militari italiani non sono gravi. Trattative in corso per ristabilire la normalità nella città irachena. "In città - spiega Paola Della Casa. portavoce della Cpa - c'è ancora qualche sparo isolato, ma certo non come stamani"

Sono dodici i bersaglieri italiani rimasti feriti anche se in maniera non grave, e non 11 come inizialmente era stato detto dalle autorità.La controparte irachena conta invece almeno 15 morti e diversi feriti sempre tra gli iracheni.
" Ci sono state delle vittime durante gli scontri - ha detto Paola Della Casa, portavoce della Cpa - e al momento ci risulta che i morti siano una quindicina, anche se si tratta di stime approssimative".
La portavoce del governo provvisorio della coalizione sottolinea anche che i manifestanti, nella loro azione ostile contro i militari italiani, non si sono fatti scrupolo nel mandare avanti, o farsi scudo, di donne e bambini. "In città - ha aggiunto Della Casa - c'è ancora qualche scontro isolato, ma certo non della portata di quelli di stamani".
L'operazione è partita dalla base della task force Eleven e vi hanno partecipato circa 500 militari italiani. L'intervento, raccontano fonti militari, si è reso necessario per ripristinare l'ordine pubblico in città e riprendere la normale attività gravemente compromessa dall'occupazione dei tre ponti su l'Eufrate che consentono lo spostamento tra un quartiere e l'altro. I bersaglieri al loro arrivo nella zona del fiume sono stati fatto segno da numerosi colpi di arma da fuoco ed hanno risposto con le armi in dotazione provocando il ritiro dei rivoltosi, almeno di quelli armati perchè manifestazioni pacifiche continuano ancora nel centro della città.
La tensione resta però altissima anche se le le trattative diplomatiche con i capi tribù continuano incessanti. I vertici del contingente militare italiano a Nassiriya e la responsabile della Cpa, l'autorità provvisoria della coalizione, stanno ora conducendo trattative con i seguaci del leader sciita radicale Moqtada Sadr per far tornare la situazione alla normalità. Il generale Giammarco Chiarini, comandante dell'Italian Joint task force, e la governatrice italiana della provincia, Barbara Contini, stanno avendo colloqui con i capi tribù e i leader religiosi locali, in particolare con il rappresentante del movimento di al Sadr a Nassiriya, lo sceicco Aus Al-kharfaji. Al centro delle trattative, ovviamente, la fine delle ostilità.
Daniela Mogavero

Gli scontri iniziati alle 2 ora italiana

(6 aprile 2004, ore 11:35)

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