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Architettura

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Rilievo e rappresentazione dell'architettura e dell'ambiente
Non solo ricercatori ma professionisti sul campo
Il dottorato di ricerca è finalizzato a dare una formazione sia professionale che culturale ai giovani laureati. Il corso, da tre anni con sede autonoma a Palermo e non più consorziata, è coordinato dal professore Michele Inzerillo

“Non basta più essere dei bravi ricercatori. Ogni dottorato di ricerca è chiamato a formare i giovani anche sotto il profilo culturale e professionale”. E’ il professore Michele Inzerillo ad esordire con una frase che non lascia spazio a dubbi. Il coordinatore del dottorato di ricerca in Rilievo e rappresentazione dell’architettura e dell’ambiente sottolinea così il massimo impegno profuso da tutto il corpo docente per creare dei giovani professionisti. “I ragazzi dovranno essere in grado, una volta concluso il triennio, di avere rapporti con una qualsiasi committenza, ma anche di fare esposizioni e tenere lezioni.”
Michele Inzerillo è divenuto coordinatore di questo dottorato tre anni fa, nel momento in cui la sede di Palermo ha cessato di essere consorziata all’Ateneo di Reggio Calabria, divenendo sede autonoma.
Cosa è cambiato nel passaggio da sede consorziata a sede autonoma?
Sicuramente ci sono stati miglioramenti a livello organizzativo. Fino a tre anni fa la situazione non era ottimale in quanto vivevamo di luce riflessa.
Si aveva più difficoltà nell’organizzare le lezioni e i corsi; le stesse borse di studio che venivano assegnate, andavano divise tra le due sedi. Decentramento organizzativo a parte, non ci sono stati altri svantaggi e il dottorato a Palermo si è sviluppato anche prima di acquisire l’autonomia.
Che importanza riveste un dottorato in Rilievo e rappresentazione?
Il rilievo e la rappresentazione sono i due momenti basilari di ogni progetto. Sono il supporto necessario per andare avanti nella progettazione. Non per altro questo è un settore di richiesta fondamentale, che non risente dell’andamento dell’economia perché c'è sempre bisogno di professionisti che sappiano rilevare e rappresentare. Inoltre queste tecniche vanno modificandosi così velocemente che studi ed aziende spesso non riescono a tenere il personale aggiornato. Il dottorato invece consente un continuo ricambio di giovani che vengono istruiti in riferimento alle più recenti scoperte nei vari settori.
Quali sono i campi di applicazione in cui si cimentano i ragazzi?

Innanzitutto il settore del rilievo; fortunatamente la nostra sede è affiancata da un’ottima squadra di topografi che riesce ad ottimizzare la formazione dei ragazzi nel campo dei rilevamenti. Ai dottorandi viene insegnato ad utilizzare tecnologie molto avanzate, come il rilievo attraverso l’uso del laser scanner. L’altro campo di applicazione è quello della rappresentazione, ovvero della traduzione in disegno di tutte le operazioni di rilevamento. Diventa importante il fattore informatico, saper utilizzare particolari software ma anche conoscere i vari supporti tecnologici. Non meno basilare nel percorso che gli studenti sono chiamati a superare, è il momento della comunicazione visiva. Ogni singolo progetto o disegno creato, dev’essere infatti comunicato al committente; agli studenti viene dunque insegnato ad individuare le strategie per rendere più diretto il messaggio da proporre.
Quali sono gli sbocchi professionali?
È evidente che chiunque abbia attitudini alla ricerca, potrà continuare la carriera universitaria come ricercatore. Se si vuole invece entrare nel campo professionale si hanno svariate possibilità di scelta, a seconda delle peculiarità di ogni studente. C’è molta richiesta di personale da parte di studi di ingegneria e architettura nonché da enti pubblici come alcuni assessorati. Peraltro la scelta è ampliata dalle possibilità che offre la Comunità europea che finanzia un certo numero di posti nei dottorati. Resta però un dato di fatto: sia l’Ateneo sia la Comunità stanno stringendo la cinghia, con il risultato che diminuisce il numero di borse di studio disponibili.
Come si accede al dottorato e come si sviluppa il carico di lavoro all’interno del ciclo di studi?
"Il concorso di dottorato - spiega Laura Inzerillo, ricercatore e docente a contratto dello stesso dottorato - è aperto a tutti i laureati. L’esame per accedere al triennio consiste nel superamento di tre prove, quella grafica, il tema e l’orale. Il ciclo di studi prevede 2 anni di formazione e l’ultimo sulla preparazione della tesi. Nei primi due anni di corso - continua la docente - bisogna accumulare 60 crediti. Buona parte delle 600 ore del dottorato è costituita da lezioni frontali. Vengono tenute lezioni ad invito anche da docenti internazionali quali il professore Villanueva dell’Università di Barcellona e il professore statunitense James Wines. Un consistente numero di ore viene poi dedicato alle esercitazioni e ai laboratori. Grande importanza viene infine data alla sperimentazione sul luogo".
Aldo Cangemi

(6 aprile 2004)

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