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Palermo
è legata indissolubilmente al mare. Fin dal suo nome, che
la tradizione rinvia al greco panormos (tutto porto). Per la sua
posizione geografica, la facilità d'approdo e l'abbondanza
di acque la città divenne luogo privilegiato per i commerci,
gli scambi. Oltre che snodo delle vie di comunicazione.
Fu per questo che Palermo venne cercata, amata, invidiata. Ma
anche contesa e conquistata. Il mare era circolazione delle persone,
delle idee. Avventura, modernità, cultura, formava gli
spiriti liberi. Dal mare giunsero a Palermo genti da ogni parte,
di ogni razza, lingua, religione, ma anche i pericoli, i pirati
e la peste. Grazie al mare, Palermo divenne città multietnica,
centro e cuore del Mediterraneo, culla della civiltà occidentale.
"Palermo e il suo porto" è curata da Guglielmo
Moncada di Monforte ed è allestita fino al 18 aprile all'Arsenale
in via Cristoforo Colombo 142.
La
mostra porta alla luce modellini di barche, fotografie storiche
e documenti per ripercorrere la storia del porto della città.
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Un altro modellino di bastimento siciliano al porto di Palermo.
Miglio, zucchero di canna, grano, fave secche, sarde salate, limoni,
fichi secchi, ceci, manna e vino erano il cibo destinato all'equipaggio
delle imbarcazioni che partivano dal porto palermitano.
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Una nave inglese del XVIII secolo. Il porto di Palermo è
sempre stato cuore del Mediterraneo. Attraverso il mare sono giunti
pericoli, invasioni ma anche la cultura portata dai popoli di
ogni parte.
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