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Giurisprudenza

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Diritto pubblico, un dipartimento che non è solo ricerca
La struttura si distingue non solo per l’intensa attività di ricerca ma anche per il forte impegno nel settore della formazione. Due i progetti didattici attivi nei prossimi anni: un master internazionale per la formazione di esperti in politiche pubbliche e manager del territorio, e la riattivazione sotto forma di master della Scuola di perfezionamento e di specializzazione in Diritto regionale. A raccontarne pregi, attività e problemi il direttore della struttura, Andrea Piraino

Non solo un’intensa attività di ricerca ma anche una continua evoluzione nella didattica. Il dipartimento di Diritto pubblico della facoltà di Giurisprudenza si distingue proprio per la sua continua attenzione alle esigenze formative degli studenti e dei neolaureati della facoltà. “Pur essendo la ricerca la principale attività di un dipartimento - spiega il professore Andrea Piraino, direttore della struttura - il dipartimento di Diritto pubblico ha sempre riconosciuto una grande importanza all’attività didattica, anche perché ritengo che l’ambiente meno dispersivo possa facilitare i processi di apprendimento”.
E proprio nell’ambito della formazione il dipartimento ha in cantiere due progetti di grande importanza. Il primo riguarda la creazione di un master congiunto internazionale con l’università spagnola di Deusto per la formazione di esperti in politiche pubbliche e manager del territorio. Il progetto, che dovrebbe partire già da settembre, darà la possibilità a 30 studenti provenienti da tutta Europa di accedere a un master riconosciuto a livello internazionale. I corsi si svolgeranno nelle sedi delle due università e, almeno per il primo anno, saranno tenuti in italiano e in spagnolo.
Il secondo progetto riguarda invece la trasformazione di una vecchia scuola di specializzazione in un master. “Quando era ancora istituto il dipartimento di Diritto pubblico - racconta il professore Piraino - era la sede storica della Scuola di perfezionamento e di specializzazione in Diritto regionale, poi Diritto regionale degli enti locali”. Ora la nuova riforma dell’università non prevede più l’esistenza delle scuole di specializzazione e l’idea è quella di creare un master in Diritto regionale degli enti locali. Ma per questo nuovo percorso formativo non è ancora stata stabilita una data di attivazione.
Sempre nel settore della didattica il dipartimento sta sperimentando un’apertura verso la realtà esterna a quella accademica. Ultimamente il dipartimento si è occupato di gestire e organizzare dei corsi di formazione, alcuni autonomamente, come nel caso del corso per i funzionari dirigenti della Regione, e altri in collaborazione con altre strutture formative, come per il corso per i funzionari dirigenti degli enti locali degli enti locali che è stato organizzato con la Scuola superiore della Pubblica amministrazione.
La stessa volontà di aprirsi e comunicare con l’esterno è riscontrabile anche nella più consueta attività di ricerca della struttura. Sempre più spesso spunti a nuove ricerche provengono da richieste poste da soggetti esterni, come la regione, un ministero, la presidenza del Consiglio. “Si tratta di contatti - dice il direttore - che hanno una notevole importanza per il nostro lavoro in quanto ci consentono di misurare le nostre teorie con i dati concreti, e in più hanno anche dei vantaggi di carattere economico”. Con l’autonomia universitaria le singole facoltà hanno dovuto fare i conti con l’esigenza di finanziare autonomamente la loro attività, e per i dipartimenti aver commissionato una ricerca da un soggetto esterno al mondo accademico costituisce una risorsa economica.
Ma la ricerca non finisce quì. Il dipartimento continua a svolgere un’attività di ricerca che si potrebbe definire tradizionale, partecipando a progetti di ricerca nazionali, finanziati dal ministero della Pubblica istruzione, e a progetti locali finanziati dall’università. Infine, oltre ad essere sede di diversi dottorati consorziati con altre università italiane, il dipartimento ha dato vita a un dottorato di ricerca in Diritto comunitario e costituzionale.
Ma nonostante i suoi mille pregi anche il dipartimento di Diritto pubblico conosce una serie di problemi e difficoltà. “Per la maggior parte - spiega il professore Piraino - si tratta di problemi riconducibili alle scarse risorse economiche”. Fra i progetti del docente vi sarebbe infatti quello di offrire maggiori servizi ai ricercatori e agli studenti, arricchire ulteriormente il patrimonio della biblioteca e magari incrementare gli orari di apertura al pubblico, insomma iniziative che richiederebbero disponibilità economiche e di personale. “Per capire le difficoltà - continua il docente - basta pensare che alla sua nascita il dipartimento aveva circa 18 dipendenti e ora, nonostante l’incremento dei professori che vi lavorano e dei settori disciplinari di cui si occupa, sono solo sei”.

Manuela Azzarello

(21 giugno 2004)


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