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Farmacia |
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Uno sguardo al futuro per gli studenti di Farmacia
Come si gestisce una farmacia? E quali altre strade apre questa laurea?
A queste domande ha provato a rispondere Damiano Degrassi, presidente della
Federfarma di Udine, che ha anche espresso il proprio giudizio sui corsi
di laurea e sugli effetti della proposta di riforma Moratti
Cosa
farò da grande? Per gli studenti della facoltà di Farmacia,
il seminario di Damiano Degrassi, presidente della Federfarma di Udine,
è stato un vero e proprio salto nel futuro. Organizzato dal Centro
di orientamento e tutorato dell’Università di Palermo e dal
preside della facoltà di via Archirafi, Salvatore Plescia, l’incontro
si poneva l’obiettivo di indicare agli studenti le strade da seguire
dopo la laurea. “Da sei anni la nostra Facoltà è impegnata
in queste attività extra-curriculari che vi permettono di guardare
più da vicino il mondo del lavoro – ha detto Plescia nell’intervento
d’apertura del convegno. - Tra qualche giorno, inoltre, sul nostro
sito sarà pubblicato il calendario degli incontri che abbiamo in
programma. Ad ogni seminario saranno invitati esperti del mondo del lavoro
e delle professioni”.
Nella sua lezione, Damiano Degrassi, membro della Commissione permanente
per la revisione e la pubblicazione della Farmacopea ufficiale, ha simulato
con gli studenti presenti l'apertura di una farmacia. “Il farmacista
è un distributore di salute e benessere che però maneggia
moltissimi prodotti, dagli stupefacenti ai giocattoli per bambini –
ha esordito il relatore. Prodotti differenziati non solo per qualità,
ma anche per quantità e vincoli legislativi”.
Non tutti gli iscritti della facoltà sognano però di diventare
farmacisti. Gli studenti di Chimica e tecnologia farmaceutiche, per esempio,
una volta laureati, hanno anche la possibilità di iscriversi all’albo
dei chimici. Allora, cos’altro c’è nel mondo del lavoro
oltre alle farmacie? Cosa devono attendersi gli studenti della Facoltà?
Damiano Degrassi, con sguardo ottimista, ha provato a fare una radiografia
del settore farmaceutico.
Il sistema farmaceutico italiano si è integrato con quello
vigente negli altri paesi dell'Unione europea?
“E’ un momento di grande evoluzione perché siamo nella
fase di recepimento di tutte le normative europee; in pratica, le tipologie
di farmacia comunitarie devono gradualmente uniformarsi. E questo comporta
dei momenti di riflessione e di adattamento. La farmacia italiana, per
esempio, ha dovuto scegliere tra il modello di mercato e il modello basato
sui servizi. E’ prevalso sicuramente questo secondo orientamento”.
Secondo lei, cosa dovrebbe cambiare nei corsi di laurea per restare
al passo coi tempi?
“C’è bisogno indubbiamente di una seria operazione
di svecchiamento. In primo luogo, bisogna aggiornare i corsi in riferimento
alle nuove attività che il farmacista deve svolgere. Ad esempio,
con l’incremento nelle vendite dei prodotti di automedicazione,
cresce anche l’importanza dell’attività di consulenza
del farmacista. Si tratta di una fase pre-clinica, di cui bisogna impossessarsi
adeguatamente con corsi specifici a livello universitario”.
Il convegno non ha affrontato le tematiche legate al corso di
laurea in Chimica e tecnologia farmaceutiche. Eppure è un corso
che offre molte possibilità.
“E’ un corso che va a completare l’area della gestione
del farmaco. La creazione e la produzione dei farmaci erano settori gestiti
da operatori che non avevano una preparazione specifica, quindi questa
laurea ha grandi potenzialità di valorizzazione e di spendibilità
occupazionale”.
Quali conseguenze ci saranno sul mercato del lavoro dopo l’eventuale
approvazione del disegno di legge Moratti?
“Le lauree del settore farmaceutico non si spendono solo nell’attività
commerciale e in quella di ricerca. Un settore che in Italia è
molto sottovalutato, per esempio, è quello della farmaco-vigilanza.
Chi può svolgere quest’attività se non il laureato
in farmacia? Questo settore non va vissuto in maniera rigida, bisogna
anche guardare alle nuove professionalità e soprattutto bisogna
aggiornarsi continuamente”.
Maria Teresa Camarda
(29 marzo 2004)
rev
mpu
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al n. 10 del 1/6/2001
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