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NOTIZIARIO / Fotoreportage
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040325alr
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Il
fumetto tra impressionismo e stile lineare
Alla riscoperta del poliedrico Alessandrini
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Un appuntamento
d'arte intrigante nella forma e assolutamente originale nel contenuto.
Un'occasione di incontro con un autore che non nasconde nulla di
sè, ma si propone in assoluta semplicità. La mostra
di Giancarlo Alessandrini è una sorta di viaggio scanzonato
ricco di personaggi ed avventure che vuole valorizzare il fumetto,
genere tradizionalmente considerato meno impegnativo rispetto alla
pittura, scultura e fotografia. Un diversivo, un gioco della moda,
della fantasia collettiva: modi di vedere che l'artista vuole confutare.
Promossa dalla Galleria Affiche in collaborazione con la Provincia
regionale di Palermo, ed allestita all'Orto Botanico, la mostra
conta circa 400 tavole. Si spazia dai primi disegni giovanili utilizzati
dall'artista per la creazione dei suoi giochi fino alle ultime produzioni
presentate in Francia e solo successivamente in Italia. Passando
attraverso schizzi, tavole di prova e produzione destinata a manifesti
per eventi culturali sino a tavole realizzate per puro piacere personale.
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Queste tavole
inedite sono state presentate da Alessandrini come provino di presentazione
al Corriere dei Ragazzi. L'opera, che racchiude il percorso cronologico
dell'artista, ha uno stile espressionistico anche se ancora non
c'è un carattere stilizzato dei personaggi.
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Con i disegni
dedicati a Ken Parker, eroe del fumetto western moderno, l'artista
è riuscito ad esternare tutte le sue potenzialità
espressive, connotando fortemente i personaggi senza mai perdere
l'entusiasmo nei confronti di questo mezzo narrativo. L'opera esalta
lo stile impressionistico o chiaroscurale che nasce dal contrasto
luminoso, più o meno accentuato, tra i bianchi e i neri.
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A proposito
di eroi di fumetti, Martin Mystere è il personaggio creato
visivamente da Alessandrini. L'opera dimostra che l'artista ha trovato
nella semplicità, leggerezza e libertà della linea,
il segreto di un'espressività grafica agile, flessibile ed
essenziale, in perfetto equilibrio tra il segno d'autore ed una
facile ed immediata leggibilità.
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Con "L'uomo
di Mosca" viene rappresentato uno spaccato del fumetto sia
d'autore che seriale. Qui, nell'ambito del disegno, trovano analoga
corrispondenza due tradizioni pittoriche, affermatesi nel corso
dei secoli, quella fiorentina e quella veneta. Nella prima è
la linea che costruisce l'immagine poi vivacizzata dal colore. Nella
seconda è il colore con le sue ombreggiature e lumeggiature
a costruire l'immagine priva di una netta linea di contorno.
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Anastasia
Brown è un eroe che l'autore ha sempre amato Un personaggio
diverso dagli altri stereotipi del fumetto classico d'avventura,
una figura con la quale ha potuto sbizzarrirsi in espressioni, situazioni
e atmosfere assolutamente "fuori" dagli schemi del fumetto
seriale. Il tratto caratteristico è l'elemento umoristico
che si lega a quella sperimentazione della linea "chiara"
cominciata con "l'Uomo di Mosca".
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A conclusione
del suo percorso grafico, va segnalata la sua ultima produzione
presentata in Francia in quattro volumi. In essa ogni vocazione
impressionistica o chiaroscurale viene definitivamente abbandonata.
L'opera segna infatti la conversione alla tradizione della "linea
chiara", ritenuta dalla critica il suo inconfondibile marchio
di fabbrica. Questo stile è diffuso nel fumetto franco-belga
ed è basato su una precisa linea di contorno. |
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rev cave
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ateneonline
Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Palermo al n. 10 del 1/6/2001
Direttore Giuseppe Silvestri - Direttore responsabile Dario Fidora
Redazione: Scuola di giornalismo professionale
Tel.091.3819200 Fax 091.6114188 e-mail: ateneo@unipa.it
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