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NOTIZIARIO / Fotoreportage

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Palermo crocevia di culture

"Da Bahia a Salvadòr" recitava una canzone di Rino Gaetano, ma non solo. Palermitani di adozione, ai palermitani doc offrono la loro cultura, dando vita a professioni, di cui nel capoluogo è arrivato forse solo un'eco.
Capoeira o danza del ventre, i latinos che vivono qui coinvolgono e si fanno coinvolgere, hanno una famiglia e amici o parenti li seguono nei loro viaggi.
"Vittime" del fascino siciliano, di certo non dimenticano il loro Paese, nel quale ritornano puntualmente, portando con sé un pezzo di Trinacria.


Roberta ha 25 anni e vive a Palermo da poco. Arriva da Resife, Brasile, vicino Sao Paulo. Insegna danza del ventre in una palestra di Trapani. Le sue allieve hanno dai 13 ai 52 anni. Nel capolugo siciliano "è difficile trovare dei posti in cui poter praticare tranquillamente questa danza". Per questo a partire da domani, 23 marzo, Roberta ha scelto casa sua per "iniziare" al culto le donne palermitane. "Anch'io ho iniziato in uno spazio che non era quello di una palestra, racconta Roberta. Quando studiavo psicologia, prima ancora di laurearmi, una mia collega teneva dei corsi come quelli che ho intenzione di tenere".

La sua ispiratrice è Lulù Bongi, anche lei brasiliana, da 20 anni danzatrice del ventre. "E' stata la prima a proporre dei video didattici - spiega Roberta - e a presentare quest'arte non solo come danza, ma soprattutto come rituale femminile. Una forma di riscatto dell'autostima, senza escludere i benefici fisici". La danza del ventre, pratica araba di origine sconosciuta, "è una celebrazione alla vita", che nasce per insegnare alle donne a partorire da sole e aiuta quelle che hanno difficoltà legate alla gravidanza e alla fertilità.
Carla: "Sono arrivata per la prima volta a Palermo nel '95, con il progetto Leonardo, dopo la laurea in graphic designer e ci sono rimasta per due anni. Alla fine del'96 sono tornata in Portogallo, dalla mia famiglia, sneza scordare Palermo e le persone che ho conosciuto e con cui mi rivedevo per le vacanze. Nel 2002 ho sentito il bisogno di tornare qui un'altra volta ". Adesso Carla lavora come graphic designer per un'agenzia di Palermo.
Zoi: "C'è chi mi conosce come quello che corre a piedi nudi per strada, chi come maestro di capoeira, altri come percussionista e chi per la danza afro". Nato nel '59 a Bahia, Luis Carlos Nascimiento, in arte Zoi, dal '90 vive a Palermo. Oggi la sua associzione culturale "Zumbì", in cui insegna capoeira, l'arte marziale afro-brasiliana nata fra gli schiavi di proprietà portoghese, conta circa 250 iscritti. Oltre che sedi a Firenze, Pisa, Catania e Bagheria.
Terella: è di Palermo e la compagna di Zoi. "Si allenava allo stadio delle Palme e incuriosita gli ho chiesto se poteva insegnarmi qualcosa. Dopo quattro anni ho iniziato a insegnare anch'io. E oggi sono istruttrice".

 

Nirvana: anche lei di Palermo, è entrata a far parte dell'accademia di Zoi nel 1998. Oggi che ha 20 anni insegna ai bambini dai sette anni in sù.
Cacao: di Sao Paolo, vive a palermo da 5 anni. ha frequantato un corso di clownistica presso il "teatro delle sedie" e adesso Adriana, il suo vero nome, goni sabato è Cacao, il clown della "circoteca", un laboratorio per bambini a partire dai 6 anni, in via Gioacchino di Marzo, 43.
Fotoreportage di Carla Incorvaia

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