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NOTIZIARIO / Fotoreportage
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040319inca
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Palermo crocevia di culture
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"Da Bahia a Salvadòr"
recitava una canzone di Rino Gaetano, ma non solo. Palermitani
di adozione, ai palermitani doc offrono la loro cultura, dando
vita a professioni, di cui nel capoluogo è arrivato
forse solo un'eco.
Capoeira o danza del ventre, i latinos che vivono
qui coinvolgono e si fanno coinvolgere, hanno una famiglia
e amici o parenti li seguono nei loro viaggi.
"Vittime"
del fascino siciliano, di certo non dimenticano
il loro Paese, nel quale ritornano puntualmente, portando con
sé un pezzo di Trinacria.
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Roberta ha 25 anni e vive a Palermo da
poco. Arriva da Resife, Brasile, vicino Sao Paulo. Insegna danza
del ventre in una palestra di Trapani. Le sue allieve hanno
dai 13 ai 52 anni. Nel capolugo siciliano "è difficile
trovare dei posti in cui poter praticare tranquillamente questa
danza". Per questo
a partire da domani, 23 marzo, Roberta ha scelto casa sua per
"iniziare" al culto le donne palermitane. "Anch'io
ho iniziato in uno spazio che non era quello di una palestra,
racconta Roberta. Quando
studiavo psicologia, prima ancora di laurearmi, una mia collega
teneva dei corsi come quelli che ho intenzione di tenere".
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La sua ispiratrice è Lulù
Bongi, anche lei brasiliana, da 20 anni danzatrice del ventre.
"E' stata la prima a proporre dei video didattici - spiega
Roberta - e a presentare quest'arte non solo come danza, ma soprattutto
come rituale femminile. Una forma di riscatto dell'autostima,
senza escludere i benefici fisici". La danza del ventre,
pratica araba di origine sconosciuta, "è una celebrazione
alla vita", che nasce per insegnare alle donne a partorire
da sole e aiuta quelle che hanno difficoltà legate alla
gravidanza e alla fertilità.
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Carla: "Sono arrivata per la prima
volta a Palermo nel '95, con il progetto Leonardo, dopo la laurea
in graphic designer e ci sono rimasta per due anni. Alla fine
del'96 sono tornata in Portogallo, dalla mia famiglia, sneza scordare
Palermo e le persone che ho conosciuto e con cui mi rivedevo per
le vacanze. Nel 2002 ho sentito il bisogno di tornare qui un'altra
volta ". Adesso Carla lavora come graphic designer per un'agenzia
di Palermo.
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Zoi: "C'è chi mi conosce come
quello che corre a piedi nudi per strada, chi come maestro di
capoeira, altri come percussionista e chi per la danza afro".
Nato nel '59 a Bahia, Luis Carlos Nascimiento, in arte Zoi, dal
'90 vive a Palermo. Oggi la sua associzione culturale "Zumbì",
in cui insegna capoeira, l'arte marziale afro-brasiliana nata
fra gli schiavi di proprietà portoghese, conta circa 250
iscritti. Oltre che sedi a Firenze, Pisa, Catania e Bagheria.
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Terella: è di Palermo e la compagna di Zoi. "Si
allenava allo stadio delle Palme e incuriosita gli ho chiesto
se poteva insegnarmi qualcosa. Dopo quattro anni ho iniziato a
insegnare anch'io. E oggi sono istruttrice".
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Nirvana: anche lei di Palermo, è entrata a far parte
dell'accademia di Zoi nel 1998. Oggi che ha 20 anni insegna ai
bambini dai sette anni in sù.
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Cacao: di Sao Paolo, vive a palermo da 5 anni. ha frequantato
un corso di clownistica presso il "teatro delle sedie"
e adesso Adriana, il suo vero nome, goni sabato è Cacao,
il clown della "circoteca", un laboratorio per bambini
a partire dai 6 anni, in via Gioacchino di Marzo, 43.
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Fotoreportage di Carla Incorvaia
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ateneonline
Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Palermo al n. 10 del 1/6/2001
Direttore Giuseppe Silvestri - Direttore responsabile Dario Fidora
Redazione: Scuola di giornalismo professionale
Tel.091.3819200 Fax 091.6114188 e-mail: ateneo@unipa.it
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