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Facoltà d'Ingegneria

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Un progetto proposto da Salvatore Lo Presti, docente dell'Ateneo

L'energia del futuro? Si estrarrà dalle saline di Trapani

"Teletrasporto" Sole-Terra è la chiave dello studio sulla produzione di idrogeno condotto da Salvatore Lo Presti, professore associato di Tecnologia dell’architettura alla facoltà di Ingegneria. Il carburante di domani verrebbe prodotto grazie a un processo di elettrolisi

Energia pulita a basso costo. E' questa l'idea che ha spinto Salvatore Lo Presti, professore associato di Tecnologia dell’architettura alla facoltà di Ingegneria dell’università di Palermo, a ideare un progetto dove le saline di Trapani sono viste come fonti di energia elettrica. Quest’ultime possono essere sfruttate come veri e propri solar ponds (stagni solari) assolutamente naturali in grado di trasformare l’energia solare in idrogeno.
L’idea di utilizzare le saline come fonti di energia risale al 1980. Allora sottolinea il professore Lo Presti “c’è stata un po’ di notorietà, perché si interessarono del progetto aziende come la Pirelli e la Fiat. Poi, purtroppo, non se ne fece più nulla – continua il docente - immagino per un fatto politico e ambientalista. In realtà, le saline sono state in parte interrate per costruirci sopra dei fabbricati. Quindi l’interesse ecologico non era vero ed è stato solo mascherato l’interesse economico”. “Ho peccato d'ingenuità – racconta Lo Presti - ho presentato il progetto ma non l'ho brevettato. Nel 1990 hanno ripreso la mia idea e l’hanno applicata nelle saline di Regina Maria in Puglia, per conto dell’Agip petroli”.
Oggi, a vent’anni dal primo progetto, il professore ha ripensato la sua idea in chiave più attuale. “Si può produrre energia elettrica – spiega Lo Presti - non per immetterla nella rete, ma per far in modo che le saline producano idrogeno in modo continuo. Un sistema di “teletrasporto” che spilla con continuità l’idrogeno dal sole per portarlo sulla Terra. Il processo - spiega lo studioso - avrebbe i seguenti passaggi: l’idrogeno sul sole, energia solare, radiazione solare, stagno solare, energia elettrica, elettrolisi, idrogeno sulla Terra”. Attraverso il processo di elettrolisi si potrebbe, così, ottenere un metro cubo all’ora ogni 5 chilowattore. Secondo le previsioni “si potrebbero ottenere dalle saline di Trapani 7.400 metricubi ora di idrogeno a costi bassissimi e con continuità”.
Il processo è una fonte continua di energia soprattutto se pensato in località dove il sole abbonda, i terreni sono vasti, in prossimità del mare, pianeggianti e poco cari. Ma perché il professore Lo Presti ha pensato proprio alle saline di Trapani? Nei bacini d’acqua a forte concentrazione salina, si riscontra un’inversione di temperatura: l’acqua degli strati più bassi risulta essere più calda di quella in superficie. In questo modo il bacino funziona da accumulatore di calore grazie alla diversa concentrazione salina dei suoi strati, superficiale e di fondo, dove è contenuta una quantità superiore di sale. Così in superficie c’è una concentrazione salina più bassa che funge da isolante termico, mentre in basso la perdita di calore può essere evitata trattando opportunamente il fondo con adeguati materiali isolanti. Attualmente l’area interessata dalle saline è di circa 7,8 chilometri quadrati e la loro trasformazione in stagni solari non sembra poi tanto difficile. “Le saline – spiega il docente - si estendono a sud della città di Trapani e sono state realizzate in forme geometriche semplici, pur non avendo una regolare distribuzione”. Il valore dell’insolazione, mediamente nell’arco dell’anno e di 178 watt ora per metro quadro. Dallo studio di un campione è emerso che la produzione elettrica potrebbe essere di circa 37,5 megawattora. Si può prevedere, inoltre, che una spesa d’impianto globale sarebbe di 75 milioni di euro.
Silvia Iacono

(19 marzo 2003)

 

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