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040220damo
Si
contano almeno 31 morti e 500 feriti
Kosovo: scontri in tutto il Paese, arriva
la Nato
Incendiate
moschee, monasteri, chiese. Il personale Onu è stato
già trasferito in una località più sicura. Dal quartier
generale di Bruxelles, la Nato ha deciso l’invio di tre compagnie
di peacekeeper nella regine serba a maggioranza albanese
Continua
l'ondata di violenza in Kosovo. Per riportate la situazione sotto controllo
la Nato ha annunciato l'invio di nuove truppe in Kosovo "fino a"
mille unità. Si tratta di tre compagnie di peacekeeper che agiranno
nella regione serba a maggioranza albanese. Inoltre una compagnia di
militari
Usa sarà trasferita in Kosovo dalla Bosnia. L’Italia fornirà
una seconda compagnia mentre una terza sarà stanziata dalla riserva
strategica delle forze di pace della Nato. Attualmente, la forza di
pace
Nato, la Kfor, ha 18.500 uomini in Kosovo.
Oggi il segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, ha comunicato
il ritiro del personale internazionale dell’Onu dalla città
di Kosovska Mitrovica, nel nord del Kosovo, infiammato da mercoledì
quando sono scoppiati i primi scontri tra serbi e albanesi. Da Mitrovica,
epicentro degli scontri, il personale Onu è stato trasferito in
una località più sicura, ha aggiunto Annan.
Con il moltiplicarsi dei disordini sale il numero dei morti: secondo fonti
della polizia delle Nazioni Unite sarebbero 31 mentre è di almeno
500 il bilancio dei feriti. Fra questi diversi poliziotti che sono stati
feriti a Belgrado mentre tentavano inutilmente di mantenere l'ordine pubblico.
Sempre a Belgrado, le manifestazioni di protesta contro gli albanesi e
la violenza nei confronti dei serbi in Kosovo sono sfociate in pesanti
scontri, con almeno due moschee incendiate. Il ministro degli interni
serbo, Dragan Jocic parla di "situazione grave".
Daniela Mogavero
(19 marzo 2004, ore
10:15)
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sage
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