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Scienze della formazione

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Una laurea specialistica al servizio della cultura

Il corso in Informatica per la comunicazione del patrimonio culturale , presieduto da Michele Cometa, permette agli studenti di accedere a tutte le istituzioni pubbliche e private che gestiscono i "giacimenti culturali" in Italia. L’urgenza di colmare l’handicap della situazione siciliana, assai carente

“Produrre materiale informativo sui beni culturali della nostra terra, significa comunicare ed esportare le nostre tradizioni fuori dalla Sicilia. E questo non può che fare bene.” E’ Michele Cometa (nella foto), presidente del corso di laurea specialistica in Informatica per la comunicazione del patrimonio culturale, a fare luce sui motivi che hanno spinto l’Ateneo palermitano, unico in Sicilia, a istituire quest’importante corso di studi.
L'obiettivo è di insegnare agli studenti a creare e gestire siti e cd rom su materiali letterari per colmare il ritardo che questo settore ha in Sicilia rispetto al resto dell’Italia e all’estero. Bisogna specializzare i ragazzi su diversi fronti della comunicazione multimediale.
Innanzitutto, come afferma Cometa, bisogna “dare spazio alla letteratura su supporto informatico, soprattutto se si guarda ad altri paesi dove la produzione di materiale digitale su fenomeni letterari è nettamente maggiore”. Le gravi carenze si notano facendo anche soltanto una breve ‘navigazione’ su Internet: "mancano siti siciliani e materiale sulla nostra letteratura. Si trova soltanto materiale prodotto da stranieri”. Una carenza che comprende anche tutto quello che riguarda le informazioni sui giacimenti culturali siciliani. L’istituzione di questa laurea specializzata è volta proprio a colmare il ritardo, superando l’attuale situazione. Nella nostra regione infatti “non esistono cd sugli autori siciliani, nei pochi siti prodotti mancano persino le informazioni essenziali e mancano pure buone home pages su musei e siti archeologici”.
Questo nuovo corso dà il giusto spazio anche ad altre arti che non sono supportate in Sicilia da una sufficiente produzione informatica: la musica e il cinema.
Come per tutti gli altri corsi di lauree specialistiche, lo studente può accedervi dopo aver conseguito la laurea, che, nella riforma del nuovo ordinamento, avviene dopo un ciclo di studi della durata di tre anni. “Il corso è aperto a tutti gli indirizzi del nuovo ordinamento e persino a quelli del vecchio - assicura Cometa -, ma è costruito per il riconoscimento totale dei crediti degli studenti di Discipline della comunicazione e per quelli di Comunicazione internazionale".
L’obiettivo dichiarato è formare giovani laureati in grado di lavorare con profitto e dimestichezza nell’ambito dei giacimenti culturali sia nel contenuto che nella forma (attraverso un’ottimale conoscenza dell’informatica). L’Ateneo palermitano si propone in questo modo di riempire musei, biblioteche, archivi e fondazioni, con giovani consapevoli delle difficoltà di questi mestieri, e che conoscano strumenti teorici e metodologici per il trattamento informatico di testi, immagini e suoni negli ambiti umanistici.
Il corso, della durata di due anni, renderà gli studenti capaci di impostare e realizzare banche dati e catalogazioni informatiche, nonchè produrre ipertesti, edizioni su supporti digitali, computer e videoart.
Il corso di laurea prevede diciassette esami (10 il primo anno, 7 il secondo) più la prova finale per un totale di 120 crediti, equamente divisi tra i due anni di durata.
Il biennio si conclude con la prova finale che dà diritto a 24 crediti. Questa consiste nella realizzazione di un progetto comunicativo che utilizzi le tecnologie del web e le tecnologie digitali; dall’alto numero di crediti cui dà diritto, si evince l’importanza della componente pratica, “della reale applicazione delle conoscenze apprese durante i due anni di corso”. Difatti, continua Cometa, “all’inizio del biennio, lo studente sceglie, a seconda dei propri interessi, un oggetto multimediale che vuole realizzare e da quel momento, oltre a frequentare le lezioni, costruirà il suo prodotto nei laboratori, supportato da tecnici professionisti.”
Non bisognerà più uscire dalla Sicilia - conclude Cometa - per imparare a comunicare, tramite l’informatica, l’enorme patrimonio culturale della nostra regione. Questa laurea darà infatti ai giovani che la sceglieranno, svariate possibilità di occupazione in un settore in cui il mercato del lavoro è florido.
Aldo Cangemi

(22 aprile 2004)

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