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Scienze della
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040319aldo
Una laurea specialistica al servizio della
cultura
Il
corso in Informatica per la comunicazione del
patrimonio culturale , presieduto da Michele
Cometa, permette agli studenti di accedere a tutte le
istituzioni pubbliche e private che gestiscono i "giacimenti culturali" in
Italia. L’urgenza
di colmare l’handicap della situazione siciliana, assai carente
“Produrre
materiale informativo sui beni culturali della nostra terra, significa
comunicare ed esportare le nostre tradizioni fuori
dalla Sicilia. E
questo non può che fare bene.” E’ Michele
Cometa (nella foto), presidente del corso di laurea specialistica in Informatica
per la comunicazione
del patrimonio culturale, a fare luce sui motivi che hanno spinto l’Ateneo
palermitano, unico in Sicilia, a istituire quest’importante corso di
studi.
L'obiettivo è di insegnare agli studenti a creare e gestire siti
e cd rom su materiali letterari per colmare il ritardo che questo settore ha
in Sicilia rispetto al resto dell’Italia
e all’estero. Bisogna specializzare i ragazzi
su diversi fronti della comunicazione multimediale.
Innanzitutto, come afferma Cometa, bisogna “dare
spazio alla letteratura su supporto informatico, soprattutto se si guarda
ad altri paesi dove la produzione di materiale digitale su fenomeni
letterari è nettamente
maggiore”. Le gravi carenze si notano facendo anche soltanto
una breve ‘navigazione’ su Internet:
"mancano siti siciliani e materiale sulla nostra letteratura. Si trova soltanto
materiale prodotto da stranieri”.
Una carenza che comprende anche tutto quello che riguarda le
informazioni
sui
giacimenti
culturali siciliani. L’istituzione di questa laurea specializzata è volta
proprio a colmare il ritardo, superando l’attuale situazione. Nella
nostra regione infatti “non esistono cd sugli autori siciliani, nei
pochi siti prodotti mancano persino le informazioni essenziali e mancano
pure buone
home pages su musei e siti archeologici”.
Questo nuovo corso dà il giusto spazio anche
ad altre arti che non sono supportate in Sicilia
da una sufficiente produzione informatica: la musica e il cinema.
Come per tutti gli altri corsi di lauree specialistiche, lo studente può accedervi
dopo aver conseguito la laurea, che, nella riforma del nuovo ordinamento,
avviene dopo un ciclo di studi della durata di tre anni. “Il corso è aperto
a tutti gli indirizzi del nuovo ordinamento e persino a quelli del vecchio
- assicura Cometa -, ma è costruito per il riconoscimento totale dei
crediti degli studenti di Discipline della comunicazione e per quelli di
Comunicazione
internazionale".
L’obiettivo dichiarato è formare giovani laureati in grado di lavorare
con profitto e dimestichezza nell’ambito dei giacimenti culturali sia nel
contenuto che nella forma (attraverso un’ottimale conoscenza dell’informatica).
L’Ateneo palermitano si propone in questo modo di riempire musei, biblioteche,
archivi e fondazioni, con giovani consapevoli delle difficoltà di
questi mestieri, e che conoscano strumenti teorici e metodologici per il
trattamento
informatico di testi, immagini e suoni negli ambiti umanistici.
Il corso, della durata di due anni, renderà gli studenti capaci di impostare
e realizzare banche dati e catalogazioni informatiche, nonchè produrre
ipertesti, edizioni su supporti digitali, computer e videoart.
Il corso di laurea prevede diciassette esami (10 il primo anno, 7 il secondo)
più la prova finale per un totale di 120 crediti, equamente divisi
tra i due anni di durata.
Il biennio si conclude con la prova finale che dà diritto a 24 crediti.
Questa consiste nella realizzazione di un progetto comunicativo che utilizzi
le tecnologie del web e le tecnologie digitali; dall’alto numero di
crediti cui dà diritto, si evince l’importanza della componente
pratica, “della
reale applicazione delle conoscenze apprese durante i due anni di corso”.
Difatti, continua Cometa, “all’inizio del biennio,
lo studente sceglie, a seconda dei propri interessi, un oggetto multimediale
che vuole realizzare e da quel momento, oltre
a
frequentare
le lezioni, costruirà il suo prodotto nei laboratori,
supportato da tecnici professionisti.”
Non bisognerà più uscire dalla Sicilia - conclude
Cometa - per imparare a comunicare, tramite l’informatica, l’enorme
patrimonio culturale della nostra regione. Questa laurea darà infatti
ai giovani che la sceglieranno, svariate possibilità di occupazione
in un settore in cui il mercato del lavoro è florido.
Aldo Cangemi
(22 aprile 2004)
rev mpu
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