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Cronaca universitaria |
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Continua
la protesta palermitana contro la riforma degli atenei
Ddl Moratti, per i ricercatori una settimana di mobilitazione
La proposta
è stata approvata oggi durante l'attesa
riunione a Ingegneria. Dal
22
al
26
marzo
i
ricercatori
dell'Università di
Palermo
si
asterranno dall'attività didattica e di ricerca, organizzando una serie
di iniziative che vedono come ultima tappa lo sciopero generale di Roma. "Non
dobbiamo lasciare che la protesta si spenga - sottolinea Francesco Musacchia,
coordinatore locale dell'Associazione docenti universitari - E soprattutto
dobbiamo
rimanere uniti e coordinarci con il resto d'Italia"
L'Ateneo di Palermo, testa d'ariete della
protesta universitaria nazionale, scenderà nuovamente in piazza
la settimana prossima. L'attività didattica, comunque, sarà
sospesa solo limitatamente alle lezioni dei ricercatori precari che organizzano
i cinque giorni di mobilitazione. Dal 22 al 26 marzo è infatti prevista
una serie di
iniziative per chiedere il ritiro immediato del disegno di legge Moratti,
che nel
frattempo ha iniziato il proprio iter parlamentare in commissione. "
Speravo
che la protesta avrebbe almeno rallentato il processo di approvazione
del ddl contestato, e invece non è affatto così",
ha detto oggi la professoressa Teresa Cannarozzo, ordinaria
di Architettura, alla riunione che si è tenuta oggi nella Sala del consiglio
della facoltà di Ingegneria, in viale delle Scienze.
I ricercatori allestiranno un gazebo nella Città universitaria per distribuire
materiale informativo e mantenere un contatto diretto con gli studenti.
Martedì 23 marzo, inoltre, organizzeranno un
sit-in in viale delle scienze, mentre mercoledì e giovedì una
delegazione si recherà
all'interno delle diverse facoltà per esporre i motivi della protesta.
"E' importante che si crei una carovana di assemblee itineranti
- sottolinea Alessandro
Brancati, studente d'Ingegneria dell'Unione degli universitari - perchè,
prima di proporre iniziative come il blocco delle attività didattiche,
biogna informare il maggior numero di studenti". "Sarebbe
poi utile che anche i professori e i ricercatori aderenti alla protesta
facessero parte dei gruppi che gireranno per le aule", aggiunge
Corrado Battaglia, iscritto a Lettere.
Intanto, la professoressa Cannarozzo ha anche riferito che il
preside di Architettura, Giovanni Leone, ha fissato una sessione di
lauree proprio
per la prossima settimana. Nei prossimi giorni verrà chiesto al preside
un rinvio delle sedute.
La settimana di mobilitazione si concluderà venerdì
26 a Roma, dove una rappresentanza dei ricercatori precari dell'Università
di Palermo parteciperà allo sciopero generale
indetto dai sindacati confederali, nella cui piattaforma sono ora
state ufficialmente inserite le problematiche relative all'istruzione.
Questi i risultati del
tavolo tecnico di oggi pomeriggio, che ha registrato comunque un'affluenza
più bassa di quella raggiunta nell'assemblea
dell'11 marzo. In quell'occasione era stato proposto anche il ritiro
delle supplenze, ma al momento si pensa di far scattare questa forma
di protesta solo se verrà intrapresa anche dagli altri atenei italiani. "Anche
se i tempi ancora non sono maturi per un confronto diretto
con il ministro - ha concluso Francesco Musacchia, coordinatore locale
dell'Andu
(l'Associazione
nazionale
dei docenti
universitari) -
non
dobbiamo lasciare che la mobilitazione si spenga, e soprattutto
dobbiamo rimanere uniti e coordinarci con il resto d'Italia".
Maria Teresa Camarda
(18 marzo 2004)
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