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040317sic
Bisturi dei desideri, boom di interventi nel 2003
Le trasmissioni televisive stanno diffondendo in tutto il mondo un
nuovo tipo di "consumi", quelli di tipo estetico. La chirurgia
plastica fa da padrona tra i desiseri di uomini e donne di tutte le
età
e nazionalità. Le operazioni più richieste
sono quelle di mastoplastica, rinoplastica, liposuzione e quant'altro
possa
rendere
più
"belli" e conformi ai modelli televisivi
Il
fenomeno degli interventi di chirurgia plastica si sta diffondendo in
maniera incontrollata, complici anche le trasmissioni televisive che
rendono tutto più pericolosamente accessibile. La settimana scorsa
è andata
in onda l'ultima puntata del programma "Bisturi", ma continuerà
ad andare il onda, anche se in seconda serata, il telefilm americano
Nip/Tuck. Ma il fenomeno non è solo locale, pare che in paesi
come l'Arabia Saudita o il Pakistan, prima immuni, la chirurgia estetica
stia dilagando.
Sono gli Stati Uniti, però, come sempre, a fare da battistrada
e i dati appena pubblicati dall'American Society for Aesthetic Plastic
Surgery lo confermano.
Gli americani che si sottopongono alla chirurgia plastica per eliminare
difetti fisici sono aumentati del 20 per cento nel 2003, circa 8,3 milioni
di interventi.
Solo la strage dell'11 settembre era riuscita a rallentare il business
degli interventi di chirurgia estetica. Ma già nel 2002 si è
potuto registrare un aumento 12 per cento per le procedure chirurgiche
e del 22 per cento per le non chirurgiche. Ma quali sono gli interventi
più richiesti? Tra le procedure chirurgiche svettano la mastoplastica
additiva (aumento del seno), la blefaroplastica (l'eliminazione delle
borse sotto gli occhi), la rinoplastica,
in aumento e la mastoplastica riduttiva.
Numeri che si ripresentano sistematicamente anche alle nostre latitudini,
dove secondo i più recenti dati Eurispes spiccano la blefaroplastica
( in aumento del 22 per cento), e la mastoplastica additiva (in crescita
del 42 per cento), nonostante il seno "made in Italy" sia il
riferimento per le donne europee che decidono di sottoporsi all'intervento.
Ma è dato in crescita anche il fenomeno opposto, a conferma della
gran confusione che regna in materia, visto che sono in crescita le donne
che chiedono una riduzione del seno. E le procedure non chirurgiche?
Anche le giovani generazioni non resistono al richiamo della chirurgia
plastica. Spiccano l'iniezione di botox, la tossina botulinica purificata,
che provoca un indebolimento temporaneo dei muscoli mimici del viso, attenuando
così rughe e segni d'espressione, quindi la microdermoabrasione,
peraltro in calo, trattamento levigante della pelle, in grado di correggere
le cicatrici lasciate dall'acne. E ancora il peeling chimico sempre per
il trattamento della pelle, infine l'iniezione di collagene, in diminuzione
del 21 per cento. E per le procedure non chirurgiche i numeri sono destinati
a lievitare ulteriormente nell'imminenza dell'arrivo sul mercato di nuovi
"filler", sostanze riempitive per il trattamento delle rughe,
a base di acido ialuronico, che in dosaggi superiori dovrebbe donare volume
e pienezza. A sottoporsi a questi interventi sono per la maggior parte
persone che vogliono combattere i segni del tempo, con un'età compresa
tra i 35 e i 50 anni, ma è in netto e preoccupante aumento il numero
dei giovanissimi che si sottopongo a questi interventi, in numero addirittura
superiore a quello degli over 50. E ancora più inquietante il numero
di minorenni. Un dato che vale anche per l'Italia, dove le adolescenti
rappresentano il 20 per cento di chi si rivolge al chirurgo plastico (dati
Eurispes). Segno dei tempi, l'operazione spesso rappresenta un regalo,
come conferma l'impennata natalizia, il più delle volte delle mamme
alle figlie.
Quanto al sesso, sono ancora le donne a farla da padrone, più del
doppio quelle che si sottopongono a un intervento. Ma il dato più
rilevante riguarda la costante crescita degli uomini sottoposti a intervento,
1,1 milione circa, con un aumento del 31 per cento. In Italia vale, come
sempre, lo stesso con un 23 per cento di italiani, raddoppiati in due
anni, che si sottopongono a interventi. Ma quali? Vanno per la maggiore
interventi come l'addominoplastica o ricostruzione addominale e il trapianto
di capelli. Ma sono sempre sulla cresta dell'onda la rinoplastica, la
liposuzione e il ringiovanimento facciale, che ha tra i suoi adepti anche
il presidente del Consiglio Berlusconi. Nell'ambito degli interventi femminili
poi pare diffuso il cosiddetto effetto J-Lo, donne che chiedono un aumento
dei glutei, per assomigliare alla celebre cantante Jennifer Lopez. Numeri
e tipologie d'intervento che inducono sicuramente alla riflessione, ma
al di là delle considerazioni sociologiche, come sottolinea il
report statunitense, non bisogna sottovalutare questo tipo di interventi,
che portano con sé rischi e complicanze. La ciarlataneria in quest'area
sanitaria la fa da padrona, tanto che secondo una recente denuncia di
Niccolò Scuderi, direttore della cattedra di chirurgia plastica,
ricostruttiva ed estetica alla Sapienza di Roma, nell'80 per cento dei
casi i chirurghi estetici che appaiono in Tv non hanno una specializzazione
precisa. E del resto manca a livello universitario una specializzazione
ad hoc. È necessario perciò raccogliere tutte le informazioni
sul chirurgo prima di sottoporsi a un ritocco estetico. Ne va della pelle.
Silvia Iacono
rev. bute
(22 marzo 2004)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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1/6/2001
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