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Cronaca universitaria
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040311inca
Riforma Biagi,
"Un testo faragginoso e difficile"
Lo ha detto Alessandro Gargilli, ordinario
di Diritto del lavoro all'università di Palermo, durante convegno
organizzato dall'Istituto nazionale di previdenza sociale, allo Steri.
Dello stesso parere Giovanni Mustacchio, presidente del comitato regionale
Inps Sicilia: "L'attuale governo se n'è appropriato e
ne ha dato un'interpretazione di parte". Critico anche Gian Paolo
Sassi, presidente Inps
"Questa
riforma ha creato per sua costituzione forti dissidi". E' così
che il professore Alessandro Garilli, ordinario di Diritto del lavoro
all'università di Palermo, ha aperto il suo intervento al convegno
sulla riforma Biagi, organizzato dall'Inps nella sede del rettorato.
"Si chiama Biagi, ma non risponde alle indicazioni del collega, contenute
invece nello Statuto dei lavoratori, presentato nel '97 e nel cosiddetto
libro bianco del 2001. Il provvedimento presenta una serie di difficoltà
interpretative, che nascono dalla redazione del testo", ha continuato
Garilli, che ha presentato una brevissima storia della riforma. "Si
tratta di un testo faragginoso e difficile, ogni comma presenta difficoltà
interpretative e spesso anticostituzionali". Se l'idea iniziale della
riforma era quella di rendere i lavoratori adattabili, attrverso la formazione,
l'istruzione, la flessibilità ottenuta costruendo nuove figure
professionali più flessibili (lavoro a chiamata, ripartito ecc.),
secondo il professore di Diritto del lavoro con l'intervento dell'attuale
governo "non passa l'idea fondamentale di costruire un sistema di
tutela ad ampio spettro". Ci troviamo di fronte a un processo di
"parcellizzazione di tutte le forme di contratto", con figure
professionali che hanno "una soglia di tutela più bassa rispetto
a quelle offerte ad altre professioni". "Con questa riforma
- dice Garilli - si crea un doppio mercato: quello degli straccioni, dei
poveracci, soprattutto giovani, donne e meridionali, e quello delle forme
di lavoro più tutelate".
Della stessa opinione Giovanni Mustacchio, presidente del comitato regionale
Inps Sicilia. "Delle tesi del professore Biagi - ha detto Mustacchio
-, l'attuale governo se n'è appropriata e ne ha dato una interpretazione
di parte, senza procedere ad un confronto sereno e fattivo con le parti
sociali, determinando il varo di norme che creano disagio, precarietà,
insicurezza ai singoli, ma determinano anche l'acuirsi della frattura
esistente fra le varie regioni italiane e possono determinare fenomeni
non gestibili di emigrazione interna impoverendo ulteriormente il Sud
del paese". E' sempre Mustacchio che lancia la proposta di un'authority
"che coinvolga tutte le istituzioni, Inps innanzi tutto, e vigili
sull'applicazione dellaa legge, non concedendo spazio ad abusi e a interpretazioni".
Critico anche il presidente nazionale dell'Inps, Gian Paolo Sassi. "Oggi
un co.co.co. dovrebbe lavorare 70 anni per garantirsi una pensione pari
a quella di un operaio industriale degli anni 70". "Prima della
riforma Biagi il nostro era il peggior mercato del lavoro d'Europa e in
parte continua a esserlo - ha detto Sassi - . E' di questi giorni il dl
per l'istituzione della commissione di preparazione dello Statuto dei
lavori, nel tentativo di dare una forma organica alla tutela delle nuove
professioni".
Secondo Paolo Mezzio, segretario regionale Cisl, "i mercati del lavoro
sono più di due e il pacchetto Treu ha percorso la nuova riforma
Biagi, che per come si presenta attualmente corre il rischio di essere
inefficace e dannosa". Dure critiche anche dalla segreteria regionale
della Cgil. "Abbiamo osteggiato questa legge - ha detto Santo Inguaggiato
- che stravolge il principio della contrattazione e annulla il ruolo rappresentativo
dei sindacati, lasciando il lavoratore solo. Occorre alzare i livelli
di formazione e istruzione, che sono quelli attraverso i quali si può
stabilire una vera competitività basata sulla qualità".
Ottimista la posizione della Uil. "Siamo usciti da una situazione
in cui si contavano 4 milioni di falsi co. co. co., quelli con contratto
di collaborazione coordinata e continuativa", dice Claudio Barone,
segretario regionale Uil, per cui "la legge è comunque migliorabile".
Carla Incorvaia
(11 marzo 2004)
rev andi
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