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Ritorno a Cold Mountain, il nuovo elegante melodramma del regista La nuova odissea di Minghella Lacrime e drammi durante la guerra di secessione. Ottimi fra gli interpreti un ispirato Jude Law nel ruolo del protagonista e una convincente Zwelleger che conferma la sua abilità. Delude invece Nicole Kidman Sono
passati i secoli, molte guerre sono state combattute, molte donne sono rimaste
a casa a piangere compagni perduti, e un altro Noman (Nessuno), anzi, Inman,
intraprende un viaggio degno di essere raccontato. La terra che attraversa
Inman per tornare a casa non è un Mediterraneo mitico e favoloso,
ma il sud degli Stati Uniti straziato dalla guerra civile; ad attenderlo
non c'è il trono di Itaca, ma una fattoria sperduta tra le montagne
del North Carolina. Non per questo la sua Penelope non vale i rischi e le
tribolazioni del viaggio.La guerra, l'amore e l'Odissea. La sceneggiatura è ispirata dall'omonimo best seller di Charles Frazier, che ha vinto il prestigioso National Book Award raccontando questa storia (che era anche il suo romanzo d'esordio) nel 1997. L'intero film è pervaso da lirismo nella narrazione ma appesantito dalla prevedibilità della trama. Pecca, inoltre, di mancanza di organicità fra le singole storie in esso incastonate. Ciononostante, il finale è toccante, come divese scene del film, e può strappare qualche lacrima allo spettatore. La pellicola si snoda fra anticipazioni e flashback per tutta la prima parte, rivelando a poco a poco i dettagli della breve conoscenza di Inman e Ada prima dell'inizio della guerra. Tra i due vi sono state poche parole ed un unico bacio. Ma la forza di questo amore è il suo mistero. Un amore che farà affrontare a Inman tutti i demoni degli Stati Confederati, e darà a Ada il coraggio di rimanere ad aspettarlo a Cold Mountain. Questo assurdo sentimento che si è nutrito di nulla si trasforma in una doppia odissea, in cui i due protagonisti compiono l'eroica impresa di sopravvivere l'uno per l'altra. Il viaggio risulta la metafora del percorso esistenziale di ogni essere umano, che per sopravvivere deve fare delle scelte incontrandosi o scontrandosi con la realtà. Nicole Kidman veste i panni di questa Penelope del diciannovesimo secolo, e spiace dire che, nonostante la bravura e la bellezza dell'australiana, ormai la sua continua presenza sul grande schermo sembra avere un po' stufato lo spettatore. L'entrata in scena di Renèe Zellweger, che interpreta Ruby, ragazza senzatetto che si offre di aiutare Ada a rimettere in sesto la fattoria, la eclissa quasi del tutto. Nicole Kidman ha fin troppa gelida grazia, è troppo consapevole e flemmatica per incarnare i sentimenti teneri e i casti rossori di una fanciulla del Sud. Molto buona l'interpretazione di Jude Law, intenso e credibile soprattutto nei lunghi silenzi. Ottima la fotografia di John Seale che dà un tocco di realismo alle scene della battaglia di Petersburg, piuttosto toccanti. Curata alche la colonna sonora del film che si avvale di brani folk particolarmente azzeccati per ricreare le atmosfere del tempo. Ritorno a Cold Mountain rimane, però, una serie di cartoline splendide da vedere, un tripudio di piccole micro-storie non autosufficienti, che si susseguono nella ricerca di un melodramma corale che resta sospeso, inespresso, trattenuto. Ritorno a Cold Montain (Usa 2003) Regia:Anthony Minhella Cast:Jude Law, Renè Zwelleger, Nicole Kidman Silvia Iacono rev gept (16 marzo 2004)
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