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Cronaca universitaria

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Nel resto d'Italia tutti compatti nella protesta
Sono stati tanitssimi gli Atenei italiani che oggi hanno partecipato alla giornata di protesta nazionale contro il decreto di riforma del sistema universitario. Da Milano arriva la proposta di un nuovo sciopero nazionale e di un blocco dell'attività didattica

"Penso che oggi sarà così in tutta Italia". Così, il rettore dell'Università di Palermo, Giuseppe Silvestri, ha commentato l'occupazione dello Steri. E aveva ragione. In molte città italiane, infatti, gli esponenti del mondo accedemico hanno fatto sentire il proprio malcontento. Ecco alcuni resoconti.
Nelle università milanesi si va verso il blocco dell'attività didattica. E' quanto emerso dalle assemblee che si sono tenute oggi negli atenei del capoluogo lombardo e che si sono concluse con l'adesione ad uno sciopero nazionale da tenersi entro al fine del mese.
A Roma, la protesta ha preso la forma dell'occupazione del Rettorato dell'Università 'La Sapienza". L'iniziativa è stata organizzata dalle associazioni della docenza universitaria "per dire no al disegno di legge-delega presentato dal ministro Letizia Moratti per riordinare reclutamento e stato giuridico dei professori universitari". Dopo un'assemblea nell'aula magna, docenti e ricercatori hanno verbalizzato gli esami in piazza. Sul colonnato della sede del Rettore, gli striscioni "Moratti addio" e quello contro "la politica delle tre I: ignoranti, ignari e imbelli".
All' "Alma Mater" di Bologna, circa duecento tra dottorandi, borsisti, assegnisti e professori a contratto hanno occupato il Rettorato. Precariato, mancanza di tutele sociali per maternità, malattia, contributi previdenziali e ferie sono stati gli argomenti discussi nel corso dell'assemblea.
Nell'Ateneo di Firenze, studenti, ricercatori, assegnisti di ricerca, precari e docenti sono riuniti da stamani in un' assemblea affollata e composta nell'aula magna dell'ateneo.
Anche nell'Ateneo di Perugia c'è stata una manifestazione di protesta contro il disegno di legge Moratti. Un corteo di circa 200 persone formato da studenti, dottorandi, assegnisti di ricerca, ricercatori e qualche professore ha occupato simbolicamente l'aula magna del Rettorato.
In entrambi gli atenei di Torino, il politecnico e l'università degli Studi, in centinaia hanno partecipato all'occupazione dei Rettorati e alle assemblee.
A Genova, professori universitari, ricercatori e sindacalisti si sono radunati questa mattina per un presidio davanti al portone di via Balbi 5, dove si trovano giurisprudenza, lettere e il Rettorato. Sulla facciata del palazzo i manifestanti hanno attaccato uno striscione con la scritta "Università pre-occupata contro il DDL Moratti".
Anche Cagliari ha detto no al decreto di riforma dell'Università. un centinaio di partecipanti, riuniti in assemblea nell'aula magna del rettorato, hanno ribadito la necessità del ritiro immediato del Moratti-De Maio.
Proteste anche nelle altre due università siciliane, quelle di Catania e Messina. A Catania un migliaio di docenti, ricercatori, funzionari amministrativi e studenti hanno occupato simbolicamente il Rettorato, dove si è tenuta un'assemblea. A Messina, dove studiano anche centinaia di giovani calabresi, i dimostranti si sono invece riuniti nella facoltà di Lettere.
Maria Teresa Camarda

(4 marzo 2004
)

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