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Cronaca universitaria

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Oltre un migliaio a Palermo contro il Ddl Moratti
Ateneo "a lutto", occupato lo Steri
Più di mille persone oggi hanno occupato simbolicamnete la sede del rettorato di piazza Marina.
Intervenuti docenti, studenti e personale tecnico-amministrativo. Domani alle 10 assemblea aperta a Farmacia, anche se nella maggior parte delle facoltà le attività didattiche torneranno a svolgersi regolarmente. Sabato, appuntamento in piazza Politeama per una manifestazione

La posizione dell'Università di Palermo è chiarissima. Il decreto Moratti-De Maio non piace. Più di un migliaio di persone, tra studenti, docenti e personale amministrativo, stamattina si sono ritrovate allo Steri per manifestare il proprio dissenso attraverso l'occupazione simbolica del rettorato. L'appuntamento era a piazza Marina alle 10. Gli studenti e i professori sono arrivati singolarmente o in piccoli gruppi, con mezzi propri. Solo le facoltà con sede in via Archirafi, in particolare quella di Scienze, sono arrivate in corteo, con striscioni e megafono. 'Giù le mani dal sapere' e 'Fuori il mercato dall'università' : alcuni degli slogan scelti per l'occasione. Alle 10.40 il gruppo dei partecipanti ha invaso la sede del Rettorato. L'assemblea avrebbe dovuto tenersi nell'aula magna, ma l'adesione è stata talmente alta che è stato necessario riunirsi nell'atrio del piano terra. A questo punto è partito il dibattito. Al megafono si sono alternati docenti, studenti, ricercatori, sindacalisti e molti altri esponenti del mondo accademico.
Precarizzazione dei docenti e dei ricercatori, riduzione dei contenuti e del periodo di validità delle borse di studio, eliminazione del tempo pieno, penalizzazione della didattica: sono solo alcuni dei punti discussi nel corso dell'assemblea. Per dimostrare il proprio malessere, i professori portavano sul petto un badge con il sigillo dell'università listato a nero e la scritta 'No al ddl Moratti'. "Lo porteranno in corsia anche i docenti di Medicina che, per doveri di assistenza, oggi non sono potuti intervenire", ha riferito la professoressa Maria Letizia Vittorelli, docente di Biochimica presso la facoltà di Scienze, la quale ha anche sottolineato come, dal suo punto di vista, uno dei punti più pericolosi del decreto Moratti-De Maio è l'eliminazione del tempo pieno. "Si tratta di un incentivo per i docenti a lasciare l'incarico accademico in secondo piano", ha detto la Vittorelli.
Il rettore Silvestri - anche se non è intervenuto personalmente al dibattito - ha sostenuto la protesta dei docenti e degli studenti, dimostrando la propria soddisfazione per la risposta del proprio Ateneo. "Hanno aderito in tanti alla protesta perchè la preoccupazione è tanta ed è reale. Siamo di fronte a un serio processo di dequalificazione del sistema universitario", ha dichiarato Silvestri. Meno soddisfatti alcuni rappresentanti degli studenti: Alessandro Brancati, rappresentante degli studenti dell'Udu, "avremmo potuto essere molti di più, ma va bene, è un inizio. Dobbiamo continuare a incontrarci per trovare un manifesto comune a tutti i gruppi studenteschi e discutere con i professori delle diverse forme di lotta". Tra le conclusioni, l'intervento di Marcello Capetta, rappresentante degli studenti al Senato Accademico, che ha proposto la creazione di un tavolo tecnico. "Dovremmo riunirci, studenti, professori, esperti giuridici, sindacalisti e altri, per scrivere un testo di legge", ha detto Capetta, che ha continuato con una critica politica all'opposizione, affermando "che non c'è una classe politica capace di opporsi a questo decreto".
Da domani, nella maggior parte delle facoltà, la situazione didattica tornerà normale, anche se le iniziative di protesta non si fermano qui. A Farmacia, alle 10 di domani, si terrà un'assemblea aperta. "Dobbiamo fare il punto della situazione sulle manifestazioni della settimana. Inoltre, discuteremo ancora sui riflessi del decreto sulla facoltà e sull'offerta formativa del 2004/05 - ha detto il preside Salvatore Plescia - .Comunque al dibattito possono venire anche gli studenti di altri corsi di laurea e dare il loro contributo".
Sabato pomeriggio, invece, una manifestazione di tutte le facoltà partirà alle 17 da piazza Politeama. Daniela Tantillo, studentessa di Lettere, spera che "la partecipazione sia come quella di oggi, perchè, sfilando in centro, coinvolgeremo altri cittadini, finora rimasti estranei alla nostra protesta e li metteremo al corrente del nostro malessere".
Maria Teresa Camarda

rev cave

(4 marzo 2004)

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