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Cronaca universitaria |
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Intervista
a Vittorio Venezia, vincitore del Bombay Sapphire Martini
Il
bicchere che non ti aspetti
Non
ama definirsi né un futuro architetto, né un giovane promettente
designer, per scaramanzia, dice lui. Lo studente palermitano che ha vinto
5 mila euro disegnando un bicchiere ci parla del suo "Icona",
nome di battesimo del calice che ha realizzato
Un
giovane promettente designer?! Non proprio, non solo. Vittorio Venezia,
24 anni compiuti oggi, è lo studente palermitano vincitore del
primo premio del Bombay Sapphire Martini art student collection,
il concorso online riservato agli studenti delle facoltà di Architettura
e delle Scuole di design.
Il concorso, promosso da Martini&Rossi con il coordinamento del portale
della creatività Aedo-to.com, è giunto alla sua terza edizione
e ha l’obiettivo di creare nuovi calici per ampliare la "Bombay
Sapphire Martini Art Collection".
La collezione esistente è composta sia da bicchieri firmati da
designer noti, sia da bicchieri disegnati dagli studenti vincitori delle
precedenti edizioni del concorso, aperto ai giovani dal 2001. L'edizione
italiana del concorso è realizzata simultaneamente a iniziative
analoghe in altri paesi europei e i vincitori dei concorsi parteciperanno
ad una finale internazionale, che si svolgerà durante il Salone
del Mobile a Milano.
Ma questa è solo una tra le tante partecipazioni ai concorsi promossi
da Aedo, una comunità online di design che favorisce l’interazione
tra industria e designer. “Mi interessa tanto il mondo del design
extra-universitario - sottolinea Vittorio - per avere una possibilità
di confronto in un panorama più ampio, al di fuori dell’ambito
regionale. I concorsi promossi da Aedo sono quelli più al passo
coi tempi, perché online. Non occorre né spedire né
stampare materiale, mi piace l’idea di poter fare tutto attraverso
il mio Mac”.
Vittorio Venezia è un appassionato di disegno, e ama cimentarsi
nell’ideazione di qualsiasi cosa, sia esso un bicchiere, un regolatore
della luce (altro concorso di Aedo-to.com), un logo o un paio di occhiali.
E veniamo al brindisi, ops, al bicchiere.
“Accolto e votato all'unanimità dalla giuria – si legge
nella motivazione del premio - per il suo aspetto provocatorio, interprete
del mondo progettuale digitale e del codice comunicativo contemporaneo
che cavalca il registro dell'ironia”, il progetto di Venezia ha
vinto su oltre 300 progetti e 270 partecipanti.
Un bicchiere provocatorio perché è quello che non ti aspetti.
Una forma rigida, squadrata, che altera la percezione, fuori dalla logica
del bicchiere in senso classico, che svela un atteggiamento ironico. Non
serioso ma giocoso nei confronti dell’oggetto.
Un’ “Icona”, come l’ha battezzato il suo ideatore,
che conferma il simbolo del bicchiere Martini, pur tradendone la forma
tradizionale.
Vittorio si è chiesto: “Cos’è che passa di più,
qual è il significato che resta più impresso: la forma del
bicchiere in sé o il simbolo del calice?”
Nel prototipo da lui disegnato, alla fine ciò che rimane è
l’essenza del bicchiere Martini, ma non la sua forma reale. “Tutti
i bicchieri che fanno parte della collezione - sottolinea - sono un’interpretazione
della forma, io ho cercato di realizzare un oggetto partendo dal simbolo
del calice e non dal classico bicchiere”.
“L’icona - spiega - è la sintesi di ciò che
contiene, in questo caso ho confermato l’icona ma il contenuto è
diverso”.
Come cliccare sull’icona del Word e vedersi aprire il Photoshop?!
“Una persona che ti osserva - precisa Vittorio - mentre bevi in
quel bicchiere vede di profilo il bicchiere Martini… ma se ti gira
attorno, scopre che è un’altra cosa… un icona che non
contiene esattamente quello che ti aspetti…”.
Elisa
Pizzillo
(26 febbraio 2004)
rev sian
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