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Cronaca universitaria

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Cerimonia di inaugurazione del nuovo Anno Accademico
Docenti senza ermellino per protesta

Alla manifestazione di apertura dell'Anno Accademico, che si è tenuta sabato scorso presso l’ex-cinema Edison, i 24 docenti membri del Senato accademnico si sono presentati senza ermellino. In rappresentanza del governo nazionale sono intervenuti il vicepresidente del Senato, Domenico Fisichella e il ministro per gli affari regionali, Enrico La Loggia. Inevitabili i riferimenti al ddl Moratti, anche nei cartelli alzati da diversi docenti, in segno di protesta. Nel suo discorso inaugurale il Rettore, Giuseppe Silvestri ha sottolineato che “il disegno di legge mette a rischio la sopravvivenza dell’intero sistema universitario”

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Sulle note di “Gaudeamus igitur”, eseguite dal coro dell’Ersu, si è rinnovata per il secondo anno consecutivo la tradizionale inaugurazione dell’anno accademico, ripresa nel 2003 dopo ben diciassette anni d’interruzione.
Questa volta però i docenti membri del Senato accademico hanno messo da parte toga e mantello per protesta contro il ddl Moratti.
Si è aperto ufficialmente così il 198° A.A. dell'Università di Palermo, “un momento per fare una riflessione su se stessa, ha sottolineato il rettore”. Per l’occasione l’Agenzia del demanio ha consegnato all’ateneo "il complesso di S.Antonino, ex-convento francescano che dopo la ristrutturazione sarà destinato a molteplici attività didattiche.
I 24 membri del Senato accademico e i rettori di varie università italiane si sono presentati all’ex-Cinema Edison, dove si è tenuta la cerimonia inaugurale, non ammantati del tradizionale ermellino per ribadire il loro no alla riforma del ministro dell’Istruzione che in questi giorni minaccia di sconvolgere l’università Italiana.
“Dal testo attuale del ministro Moratti - ha sottolineato il rettore Giuseppe Silvestri nella sua relazione d’apertura - traspare una tensione verso situazioni di tipo statunitense, che se trapiantate nel nostro Paese potrebbero produrre pericolosi effetti di rigetto, e mettere a rischio la sopravvivenza dell’intero sistema universitario nazionale. Oggi mi chiedo – ha detto il rettore – se sia possibile continuare ad essere ottimisti, come, quasi obbligatoriamente, richiede l’essere professore universitario”.
Ma la preoccupazione è condivisa, e non investe solo i docenti.
Come l’anno scorso, anche un gruppo di studenti all’esterno dell’Auditorium - dove si è tenuta la cerimonia - ha protestato, non contro il rischio di una guerra, ma contro un disegno di legge che compromettendo la stessa funzione docente e la capacità di produrre ricerca e formazione andrebbe a svalutare in pochi anni la qualità del sistema universitario.
A rassicurare gli animi ci pensa il ministro per gli affari regionali Enrico La Loggia, intervenuto all’inaugurazione come lo scorso anno e accolto da un’alzata di cartelli di protesta con la scritta: "Ministro Moratti ritira il decreto''. “Considero aperto - ha detto il ministro - il testo del disegno di legge sul riordino dello stato giuridico dei docenti universitari. Tuttavia, ai tavoli di confronto si deve arrivare senza precostituite diffidenze. Le questioni poste da studenti e docenti – ha continuato La Loggia - riceveranno la dovuta attenzione da parte del Governo e del Parlamento, aumentando le risorse finanziarie compatibilmente con le altre esigenze del paese. Formazione e ricerca devono alimentarsi reciprocamente”.
Della stessa opinione, il consigliere d’amministrazione Manfredi Lombardo, intervenuto all’inaugurazione in rappresentanza degli studenti. “Condividiamo in pieno lo slogan 'più ricerca uguale più formazione' - ha detto - sappiamo bene che i docenti migliori sono anche i ricercatori migliori e che disincentivare la ricerca significa disincentivare la formazione o comunque ridimensionarla o scolarizzarla”.
Sempre in tema di ricercatori, Mario Giannone, direttore amministrativo, ha rilevato la necessità d’intervenire per la rimozione del vincolo normativo che impedisce di utilizzare adeguatamente le economie del turn over. “Quasi il 70 per cento del personale docente ha un’età superiore ai cinquanta anni - ha detto - , soltanto l’immissione di giovani ricercatori può costituire un investimento certo e duraturo per l’università”.
Tra gli altri interventi, quello di Luigi Pagliaro, ordinario di Medicina interna, che ha presentato una prolusione sulla storia della terapia medica in Occidente, dal titolo “Aspettativa di vita, malattie e farmaci, ovvero: dal salasso alla farmacogenomica”. Simbolo, ha sottolineato il docente di “come l’Università al di là dei momenti tragici deve continuare a produrre cultura”.
Una sorta di questione morale ha sollevato invece il "vicepresidente del Senato Domenico Fisichella intervenuto alla cerimonia in rappresentanza del governo. “Oggi si è verificata una caduta della razionalità organizzativa e cognitiva con attenuazione del ruolo intellettuale e scientifico degli atenei a vantaggio del ruolo, improprio, di parcheggio assistenzialmente precario e poco dignitoso per molti studenti e pochi docenti”. L’Università - ha aggiunto - contribuendo in prima fila a preparare la classe dirigente della nazione, ha il dovere di predisporre e abituare docenti e discenti alle sfide intellettuali e cognitive più ardue e difficili. Si sta nell’università per insegnare cose difficili, si viene all’università per imparare cose difficili”.
Alla fine della cerimonia, dall’ex-cinema Edison ci si è spostati nel "complesso di Sant’Antonino, dove alla presenza del presidente della Regione, Totò Cuffaro, del sindaco di Palermo Diego Cammarata e del viceministro dell’Economia Gianfranco Micciché, il direttore generale dell’agenzia del Demanio, l’architetto Elisabetta Spitz, ha consegnato le chiavi dell’ex-convento al rettore Giuseppe Silvestri. Oltre 10 mila metri quadrati di superficie, di cui 8 mila coperti che potranno essere ampiamente destinati, una volta ristrutturati a una fruizione molteplice: una zona museale, vista la presenza di un antico mulino in legno, laboratori di tecnologia dei materiali, e uno spazio per l’insegnamento delle lingue. ”Il complesso – ha detto entusiasta il rettore – accende interessi e proposte e stimola alla fruizione. Ringrazio le istituzioni, Regione, Provincia e Comune perché non hanno esercitato nessun diritto di prelazione. E’ stato un momento d’interlocuzione positiva che permetterà di riqualificare una struttura e di essere ancora una volta presenti come Università nella città di Palermo”.
Elisa Pizzillo

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(23 febbraio 2004)

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