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Scienze politiche - attualità

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Bordate di Berlusconi sulla politica, parla l'esperto:
"Farla per professione è una necessità"

Le dichiarazioni del cavaliere hanno sollevato un vespaio di polemiche anche all'interno della maggioranza. Abbiamo chiesto un parere "tecnico" al professore Oreste Massari, docente di Scienze politiche alla Sapienza di Roma: "Il premier non può chiamarsi fuori dall'arena politica. Le agevolazioni? Si tratta di una classe che ha certi onori a cui indubbiamente devono corrispondere certi oneri e responsabilità"

"La critica della classe politica non è recente è un cavallo di battaglia usato dall'antico populismo americano di fine '800. E' spesso usato come modo per sviare l'attenzione: quando ci si rende conto di non aver portato a termine interamente ciò di cui ci si era prefissi nel piano di governo, ecco che si diventa antipolitici. Si critica la politica accusandola di essere corrotta e di impedimento al buon governo". E ' il commento di Oreste Massari, docente di Scienze politiche alla Sapienza di Roma (fino all'anno scorso insegnava anno anche nelll'Ateneo palermitano), alle dichiarazioni di ieri del premier Silvio Berlusconi, che ha accusato i politici di professione "rubare i soldi ai cittadini" sollevando le critiche di molti esponenti centristi.
"I professionisti politici sono presenti in tutti i partiti dell'opposizione e anche della maggioranza - aggiunge il professore - Il fatto che Berlusconi venga fuori da un passato di imprenditore, non lo esculde dalle critiche. La classe politica può avere tanti difetti ma non meno ne hanno gli imprenditori: gli eventi sui dissesti finanziari di questi ultimi tempi ci hanno insegnato una bella lezione".
Tra l'altro, Max Weber, sociologo dell'XIX secolo, distingueva tra i politici che vivono di politica, i professionisti della politica che hanno da questa la base del loro mantenimento, e politici che vivono per la politica, che hanno la vocazione, vista come un mezzo per il raggiungimento dell'equità sociale e della democrazia. Questa differenziazione appare difficile da far rientrare concretamente nei giorni nostri: "I grandi leader attuali - sostiene Massari - da Blair a Schoreder a Clinton, lo fanno sicuramente per passione, ma è anche giusto che da questa ne traggano sostentamento economico per mantenere i caratteri di trasarenza e distacco che deve contraddistinguere l'attività politica".
In ballo ci sono poi le accuse del premier alle "troppe agevolazioni" di cui godrebbe la classe. "Il fare politica è un mestiere che proprio per sua natura deve possedere determinate concessioni - osserva il docente - Una certa indipendenza economica, la libertà di spostarsi con rapidità da un posto all'altro, usufruendo di mezzi di trasporto privilegiati ed essere in grado di rappresentare il popolo che lo ha eletto. Al di là degli illeciti - continua Massari - la classe politica ha certi onori a cui indubbiamente devono corrispondere certi oneri. L'onere del politico è rendere conto della sua vita privata, rinunciando a parte della propria privacy. Ha soprattutto delle responbilità verso il pubblico: la sua trasparenza di pensiero si deve riflettere nelle sue azioni e comportamenti".
L' arte di far politica, non più ristretta scienza di governo della polis greca è diventata qualcosa di più ampio e complesso. Chi fa politica non è più l'anziano saggio del villaggio a cui ci si rivolge per esperienza e consigli, ma è un professionista, proveniente da svariati settori, che ha studiato con passione e spesso per vocazione per accedere alle alte cariche politiche. La politica, intesa come missione, pretende l'assolvimento di svariati compiti, speso complessi e il più delle volte criticati. E' un fenomeno di relazione che viene fuori dall'interazione di più cittadini che si occupano degli "affari" della propria città, delle "cose politiche" appunto.
L'Italia, il cui passato recente è stato segnato da Tangentopoli, deve mantenere un certo livello di trasparenza all'interno della classe politica. "Le incompatibilità - prosegue il professore - sono sacrosante e le critiche alla classe politica, dipende come si fanno ed in nome di cosa, sono corrette e positive. E' necessario che ci siano delle regole democratiche aperte a tutti e trasparenti che controllino la nostra classe politica".
All'interno di questo scenario - conclude Massari - si deve inquadrare la "nobile missione" della facoltà di Scienze politiche: studiare, riflettere sulla politica in maniera sistematica e obiettiva.
Adriana Falsone

(20 febbraio 2004)

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