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Scienze politiche
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040220adri
Bordate di Berlusconi sulla politica, parla
l'esperto:
"Farla per professione è una necessità"
Le dichiarazioni del cavaliere hanno sollevato un vespaio di polemiche
anche all'interno della maggioranza. Abbiamo chiesto un parere "tecnico"
al professore Oreste Massari, docente di Scienze politiche alla
Sapienza di Roma: "Il premier non può chiamarsi
fuori dall'arena politica. Le agevolazioni? Si tratta
di una classe che ha certi onori a cui indubbiamente devono corrispondere
certi oneri e responsabilità"
"La critica della classe politica
non è recente è un cavallo di battaglia usato dall'antico
populismo americano di fine '800. E' spesso usato come modo per sviare
l'attenzione: quando ci si rende conto di non aver portato a termine interamente
ciò di cui ci si era prefissi nel piano di governo, ecco che si
diventa antipolitici. Si critica la politica accusandola di essere
corrotta e di impedimento al buon governo". E ' il commento di Oreste
Massari, docente di Scienze politiche alla Sapienza di Roma (fino all'anno
scorso insegnava anno anche nelll'Ateneo palermitano), alle dichiarazioni
di ieri del premier Silvio Berlusconi,
che ha accusato i politici di professione "rubare i soldi ai cittadini"
sollevando le critiche di molti esponenti centristi.
"I professionisti politici sono presenti in tutti i partiti dell'opposizione
e anche della maggioranza - aggiunge il professore - Il fatto che Berlusconi
venga fuori da un passato di imprenditore, non lo esculde dalle critiche.
La classe politica può avere tanti difetti ma non meno ne hanno
gli imprenditori: gli eventi sui dissesti finanziari di questi ultimi
tempi ci hanno insegnato una bella lezione".
Tra l'altro, Max Weber, sociologo
dell'XIX secolo, distingueva tra i politici che vivono di politica,
i professionisti della politica che hanno da questa la base del loro mantenimento,
e politici che vivono per la politica, che hanno la vocazione,
vista come un mezzo per il raggiungimento dell'equità sociale e
della democrazia. Questa differenziazione appare difficile da far rientrare
concretamente nei giorni nostri: "I grandi leader attuali - sostiene
Massari - da Blair a Schoreder a Clinton, lo fanno sicuramente per passione,
ma è anche giusto che da questa ne traggano sostentamento economico
per mantenere i caratteri di trasarenza e distacco che deve contraddistinguere
l'attività politica".
In ballo ci sono poi le accuse del premier alle "troppe agevolazioni"
di cui godrebbe la classe. "Il fare politica è un mestiere
che proprio per sua natura deve possedere determinate concessioni - osserva
il docente - Una certa indipendenza economica, la libertà di spostarsi
con rapidità da un posto all'altro, usufruendo di mezzi di trasporto
privilegiati ed essere in grado di rappresentare il popolo che lo ha eletto.
Al di là degli illeciti - continua Massari - la classe politica
ha certi onori a cui indubbiamente devono corrispondere certi oneri. L'onere
del politico è rendere conto della sua vita privata, rinunciando
a parte della propria privacy. Ha soprattutto delle responbilità
verso il pubblico: la sua trasparenza di pensiero si deve riflettere nelle
sue azioni e comportamenti".
L' arte di far politica, non più ristretta scienza di governo della
polis greca è diventata qualcosa di più ampio e complesso.
Chi fa politica non è più l'anziano saggio del villaggio
a cui ci si rivolge per esperienza e consigli, ma è un professionista,
proveniente da svariati settori, che ha studiato con passione e spesso
per vocazione per accedere alle alte cariche politiche. La politica, intesa
come missione, pretende l'assolvimento di svariati compiti, speso complessi
e il più delle volte criticati. E' un fenomeno di relazione che
viene fuori dall'interazione di più cittadini che si occupano degli
"affari" della propria città, delle "cose politiche"
appunto.
L'Italia, il cui passato recente è stato segnato da Tangentopoli,
deve mantenere un certo livello di trasparenza all'interno della classe
politica. "Le incompatibilità - prosegue il professore - sono
sacrosante e le critiche alla classe politica, dipende come si fanno ed
in nome di cosa, sono corrette e positive. E' necessario che ci siano
delle regole democratiche aperte a tutti e trasparenti che controllino
la nostra classe politica".
All'interno di questo scenario - conclude Massari - si deve inquadrare
la "nobile missione" della facoltà di Scienze politiche:
studiare, riflettere sulla politica in maniera sistematica e obiettiva.
Adriana Falsone
(20 febbraio 2004)
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