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Ddl Moratti, il no della Sapienza e del resto d'Italia
La prima università d'Europa per numero di iscritti conferma con un'assemblea pubblica la sua disapprovazione nei confronti della riforma Moratti sul riassetto del sistema universitario. Solidarietà degli studenti e di alcuni parlamentari ai professori e ricercatori arrivati da tutta la penisola

Con il rimprovero di precarizzare ancora di più l'attività dei ricercatori e di voler 'premiare' i professori, che oltre alla docenza svolgono attività esterne, docenti provenienti da tutta Italia stanno manifestando contro il disegno di legge Moratti. Nell'affollatissima aula magna dell'Università La Sapienza, dove è in atto un'assemblea pubblica, a protestare contro il disegno di legge delega per il riordino dello stato giuridico della docenza ci sono anche gli studenti. Presenti alcuni parlamentari dell'opposizione (tra questi Alba Sasso dei Ds e Titti De Simone di Rifondazione comunista). Presente anche una delegazione di docenti palermitani.
"L'assemblea - dice Marco Merafina, ricercatore del Dipartimento di Fisica e membro del Comitato che ha organizzato la mobilitazione - dovrebbe concludersi con una mozione nella quale confluiranno le diverse istanze dei manifestanti. Intanto un piccolo corteo spontaneo, formatosi nel piazzale antistante l'aula magna dell'ateneo romano, si sta snodando per le vie della cittadella universitaria".
Intanto a Palermo, nella sala consiglio della facoltà di Ingegneria, oltre un centinaio di professori si sono riuniti per discutere della riforma e votare un documento congiunto del senato accademico e del consiglio di amministrazione. Anche qui presenti alcuni studenti.
Cosa accade negli atri atenei

Il senato accademico dell'Università della Calabria ha chiesto il ritiro del provvedimento manifestando dissenso per il metodo usato (nessun confronto preventivo con il mondo accademico), la riforma viene bocciata anche dal
senato accademico dell'università di Napoli Federico II dove una veemente
protesta degli studenti ha caratterizzato venerdì scorso l'inaugurazione
dell'anno accademico. Pollice verso anche dall'Ateneo di Udine e dall'Università di Salerno che ha proclamato l'astensione dalla attività
accademiche in concomitanza con la manifestazione di domani. Studenti,
dottorandi, docenti precari e di ruolo dell'Ateneo bolognese hanno
organizzato per oggi un sit-in davanti al rettorato "contro la
mercificazione dei saperi e l'ingerenza dei privati nell'universita" e tante altre
iniziative a livello locale faranno da corollario al rendez vous
romano. Contro il provvedimento della Moratti, che "pone una grave ipoteca
non solo sul destino della ricerca pubblica in Italia, ma più in generale
sullo sviluppo culturale del Paese" si sono schierati nei giorni scorsi
oltre 200 giovani studiosi delle università pugliesi che hanno scritto
una lettera aperta a Ciampi. E appelli al ministro Moratti perché
rimetta mano alla sua riforma sono arrivati anche da decine di
specializzandi in economia emigrati negli Usa 'per scelta e anche per forza'. Il ministro Moratti ha cercato di gettare acqua sul fuoco delle polemiche
incontrando la settimana scorsa i rettori e assicurando loro sia
l'apertura di un tavolo tecnico per studiare emendamenti migliorativi da
apportare al testo del ddl contestato sia il parallelo avvio di un confronto
con la Crui su tre questioni ritenute cruciali dai rettori:
programmazione, valutazione e finanziamento degli atenei. Impegni che però non sono stati sufficienti a far rientrare la protesta che coinvolgerà domani
anche studenti e personale tecnico. Il ministro ha convocato per oggi
pomeriggio i sindacati e le associazioni professionali dell'università
(in concomitanza dell'incontro è previsto un sit-in davanti alla sede
del ministero, all'Eur) e chissà se questo incontro servirà a calmare le
acque. "Al ministro - ha dichiarato Antonio Marsilia, segretario
generale della Cisl Università - diremo che è un grave errore, nel passaggio
dal vecchio al nuovo ordinamento, mettere a esaurimento il ruolo dei
ricercatori ed é sbagliato pure 'premiare' tutti i docenti, anche chi ha
una intensa attività privata che lo porta lontano dalle aule, con il
tempo pieno".

Carla Incorvaia

rev cave
(17 febbraio 2004)

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