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Scienze motorie

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Il diabetico può impegnarsi nello sport
"L'attività fisica è essenziale per il benessere"

E' ormai accerato che anche chi ha il diabete può praticare sport. Per chi soffre di questa malattia, l'attività fisica svolge un'azione ipoglicemizzante. Per i diabetici sono consigliabili sport aerobici come corsa lenta o sci di fondo, grazie ai quali il glucosio viene bruciato completamente ed ha un'alta resa energetica

“L’attività sportiva è un elemento essenziale per il benessere di qualsiasi persona, in particolare se giovane, e ancor di più se soffre di diabete”. Con queste parole Giorgio Grisanti, docente di Audiologia al Dipartimento di Biotecnologie mediche e Medicina legale dell’Università di Palermo, smentendo la convinzione che diabete e pratica sportiva siano incompatibili, dimostra come l’esercizio fisico, oltre a far bene alla salute di chiunque, risulti particolarmente utile per il diabetico, aiutandolo a rendere più regolari e controllabili i livelli di zucchero nel sangue.
Il diabete è una malattia cronica caratterizzata da aumento della glicemia, cioè della percentuale di glucosio nel sangue e da glicosuria (presenza di glucosio nell’urina), ed è dovuta ad una deficienza relativa o assoluta di insulina, che provoca un’alterazione generalizzata del metabolismo non solo dei glucidi, ma anche delle proteine e dei grassi. Premesso che per alcuni sport, soprattutto quelli agonistici in cui viene facilmente superata la soglia delle 1500 chilocalorie, è necessaria una consulenza specialistica, rimane da confermare che l’ipoglicemia resta il rischio principale da evitare nel diabetico che pratica lo sport, in quanto l’esercizio aumenta il flusso ematico e facilita un più rapido assorbimento dell’insulina. Un effetto favorevole dell’abbinamento sport-diabete è invece l’aumento della massa muscolare che innalza le riserve di glicogeno accumulate in massima quota proprio nei muscoli.
Non è raro sapere di atleti professionisti affetti da diabete: considerata la prevalenza di questa malattia, non sorprende che molti sportivi, soprattutto in età giovanile, siano affetti da una forma insulino-dipendente. Il caso di un atleta britannico del canottaggio, diabetico, vincitore di 5 titoli olimpici, dimostra che anche chi soffre di questa patologia può raggiungere elevati risultati con performance non inferiori ai coetanei non colpiti dalla malattia.
Partendo dal presupposto che il trattamento del diabete deve sempre perseguire lo scopo di normalizzare il più possibile la vita dei pazienti, ne deriva che, in linea generale, non si deve sconsigliare ai diabetici di praticare lo sport. Si può anzi affermare che un’alimentazione corretta e l’esercizio fisico costituiscono due cardini del trattamento del diabete, in aggiunta al fondamentale trattamento farmacologico con ipoglicemizzanti e insulina. Alla luce di tali premesse, quali sono le influenze che l’attività fisica esercita sul metabolismo e in quale modo risultano favorevoli nel soggetto diabetico?
“L’attività fisica - prosegue il docente - aumenta il dispendio energetico e quindi il consumo di glucosio contribuendo, in armonia con la dieta e la terapia farmacologica, a raggiungere e mantenere un buon equilibrio metabolico”.
E' opinione diffusa che, tranne nel caso di importanti manifestazioni di angiopatie, cioè disturbi del sistema vascolare, quasi tutti gli sport sono praticabili dai diabetici, di qualsiasi età, con qualche limitazione solo per le attività in cui un’improvvisa crisi ipoglicemica può risultare pericolosa come nel caso di immersioni subacque e deltaplano oppure degli sport motoristici (automobilismo e motociclismo).
Gli sport più adatti al diabetico, invece, sono quelli aerobici (jogging, corsa lenta, sci di fondo, nuoto e ciclismo) in quanto, in questo tipo di attività, il glucosio viene bruciato completamente senza lasciare scorie e con un’alta resa energetica. Rispetto a sport quali calcio, tennis, pallavolo e basket, detti anaerobici, in cui il glucosio, bruciato solo in parte, produce una scoria chiamata acido lattico che “intossica” i muscoli, l’attività aerobica è più consona al metabolismo del diabetico e può essere proseguita anche in età adulta, contribuendo così alla prevenzione di malattie cardio-vascolare.
Oltre che per ragioni fisiopatologiche, vi è anche una motivazione psicologica che induce i giovani insulino-dipendenti ad impegnarsi nello sport. L’attività fisica, infatti, aumenta il senso di benessere e di sicurezza, riducendo i livelli di ansia e di depressione e accrescendo la fiducia in se stessi e la sensazione di controllo nei confronti del diabete. “Lo sport agonistico - conclude il docente - richiede maggiori adattamenti della terapia ipoglicemizzante e quindi stimola nei diabetici motivati e responsabili la capacità di autocontrollo glicemico e di autogestione della malattia”.
Antonio La Rosa
rev mpu
(11 maggio 2004)

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