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Scienze motorie
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040213alrAPsmo
Il diabetico può impegnarsi nello sport
"L'attività fisica è essenziale per il benessere"
E' ormai accerato che anche
chi ha il diabete può praticare sport. Per chi soffre di questa
malattia, l'attività fisica svolge un'azione ipoglicemizzante.
Per i diabetici sono consigliabili sport aerobici come corsa lenta o sci
di fondo, grazie ai quali il glucosio viene bruciato completamente ed
ha un'alta resa energetica
Lattività sportiva è un elemento essenziale
per il benessere di qualsiasi persona, in particolare se giovane, e ancor
di più se soffre di diabete. Con queste parole Giorgio Grisanti,
docente di Audiologia al Dipartimento di Biotecnologie mediche e Medicina
legale dellUniversità di Palermo, smentendo la convinzione
che diabete e pratica sportiva siano incompatibili, dimostra come lesercizio
fisico, oltre a far bene alla salute di chiunque, risulti particolarmente
utile per il diabetico, aiutandolo a rendere più regolari e controllabili
i livelli di zucchero nel sangue.
Il diabete è una malattia cronica caratterizzata da aumento della
glicemia, cioè della percentuale di glucosio nel sangue e da glicosuria
(presenza di glucosio nellurina), ed è dovuta ad una deficienza
relativa o assoluta di insulina, che provoca unalterazione generalizzata
del metabolismo non solo dei glucidi, ma anche delle proteine e dei grassi.
Premesso che per alcuni sport, soprattutto quelli agonistici in cui viene
facilmente superata la soglia delle 1500 chilocalorie, è necessaria
una consulenza specialistica, rimane da confermare che lipoglicemia
resta il rischio principale da evitare nel diabetico che pratica lo sport,
in quanto lesercizio aumenta il flusso ematico e facilita un più
rapido assorbimento dellinsulina. Un effetto favorevole dellabbinamento
sport-diabete è invece laumento della massa muscolare che
innalza le riserve di glicogeno accumulate in massima quota proprio nei
muscoli.
Non è raro sapere di atleti professionisti affetti da diabete:
considerata la prevalenza di questa malattia, non sorprende che molti
sportivi, soprattutto in età giovanile, siano affetti da una forma
insulino-dipendente. Il caso di un atleta britannico del canottaggio,
diabetico, vincitore di 5 titoli olimpici, dimostra che anche chi soffre
di questa patologia può raggiungere elevati risultati con performance
non inferiori ai coetanei non colpiti dalla malattia.
Partendo dal presupposto che il trattamento del diabete deve sempre perseguire
lo scopo di normalizzare il più possibile la vita dei pazienti,
ne deriva che, in linea generale, non si deve sconsigliare ai diabetici
di praticare lo sport. Si può anzi affermare che unalimentazione
corretta e lesercizio fisico costituiscono due cardini del trattamento
del diabete, in aggiunta al fondamentale trattamento farmacologico con
ipoglicemizzanti e insulina. Alla luce di tali premesse, quali sono le
influenze che lattività fisica esercita sul metabolismo e
in quale modo risultano favorevoli nel soggetto diabetico?
Lattività fisica - prosegue il docente - aumenta il
dispendio energetico e quindi il consumo di glucosio contribuendo, in
armonia con la dieta e la terapia farmacologica, a raggiungere e mantenere
un buon equilibrio metabolico.
E' opinione diffusa che, tranne nel caso di importanti manifestazioni
di angiopatie, cioè disturbi del sistema vascolare, quasi tutti
gli sport sono praticabili dai diabetici, di qualsiasi età, con
qualche limitazione solo per le attività in cui unimprovvisa
crisi ipoglicemica può risultare pericolosa come nel caso di immersioni
subacque e deltaplano oppure degli sport motoristici (automobilismo e
motociclismo).
Gli
sport più adatti al diabetico, invece, sono quelli aerobici (jogging,
corsa lenta, sci di fondo, nuoto e ciclismo) in quanto, in questo tipo
di attività, il glucosio viene bruciato completamente senza lasciare
scorie e con unalta resa energetica. Rispetto a sport quali calcio,
tennis, pallavolo e basket, detti anaerobici, in cui il glucosio, bruciato
solo in parte, produce una scoria chiamata acido lattico che intossica
i muscoli, lattività aerobica è più consona
al metabolismo del diabetico e può essere proseguita anche in età
adulta, contribuendo così alla prevenzione di malattie cardio-vascolare.
Oltre che per ragioni fisiopatologiche, vi è anche una motivazione
psicologica che induce i giovani insulino-dipendenti ad impegnarsi nello
sport. Lattività fisica, infatti, aumenta il senso di benessere
e di sicurezza, riducendo i livelli di ansia e di depressione e accrescendo
la fiducia in se stessi e la sensazione di controllo nei confronti del
diabete. Lo sport agonistico - conclude il docente - richiede maggiori
adattamenti della terapia ipoglicemizzante e quindi stimola nei diabetici
motivati e responsabili la capacità di autocontrollo glicemico
e di autogestione della malattia.
Antonio La Rosa
rev mpu
(11 maggio 2004)
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al n. 10 del 1/6/2001
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