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Cronaca universitaria
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040212pima
La
protesta dei ricercatori dell'Università di Palermo
Silvestri: "più fondi e meno contraddizioni"
Il rettore dell'Ateneo palermitano sostiene la necessità di maggiori
finanziamenti per "evitare differenze preoccupanti fra le tante istituzioni
preposte alla formazione accademica nel nostro Paese" e ritiene che
l'abolizione del ruolo del riceratore penalizzi una classe di operatori
che ha dato un contributo rilevante alla riuscita della riforma dei corsi
di laurea
"Prima di applicare la riforma dell'Università
proposta dal ministro Moratti è necessario dotare gli Atenei di
maggiori fondi, evitando così di creare differenze preoccupanti
fra le tante istituzioni in Italia preposte alla formazione accademica".
E' l'opinione del rettore dell'Università di Palermo, Giuseppe
Silvestri, a seguito delle recenti mobilitazioni scatenate dalla legge
delega del Governo sul riassetto del variegato sistema universitario italiano.
"L'abolizione della terza fascia di docenza (i ricercatori, ndr)
- ha continuato il rettore - non è in linea con le attuali situazioni
europee e la conseguente soppressione del ruolo penalizza e demotiva una
classe di operatori che sta dando un fondamentale contributo alla programmazione
didattica delle lauree triennali e specialistiche". Secondo quanto
ha dichiarato Silvestri, infatti, è una contraddizione includere
i ricercatori "da un lato, fra i docenti che garantiscono i requisiti
minimi per l'avvio dei nuovi corsi di laurea" e prevedere dall'altro
"la chiusura a esaurimento della loro figura".
Pierangela
Maniscalchi
(12 febbraio 2004)
rev sian
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