|
|
|
|
I grandi temi
- Approfondimenti
|
|
|
040212alr
Artrosi,
una task-force per dare sollievo agli anziani
L'Ateneo
di Padova, insieme all'ospedale Niguarda di Milano, ha sponsorizzato un
progetto di prevenzione dell'artrosi che coinvolge varie figure della
branca medica. Si è
scoperto che un'infiltrazione di acido ialuronico è indicata per
l'artrosi dell'anca, determinando un miglioramento dell'indice funzionale
motorio
Uno sforzo coordinato sul versante della prevenzione e della cura che
vede impegnati accanto a reumatologi, ortopedici e fisiatri, anche farmacologi,
nutrizionisti e medici di base. Questa lidea centrale del progetto
promosso dallAteneo di Padova in collaborazione con lospedale
Niguarda di Milano, orientato a contrastare i fattori che possono favorire
lo sviluppo dellartrosi, la malattia reumatica in assoluto più
frequente. Prima di entrare nel merito delle cure e delle tecniche terapeutiche
specifiche, è utile soffermarsi sulle cause ed individuare il quadro
diagnostico per avere una conoscenza più approfondita dei fattori
che intervengono nella insorgenza della patologia.
Lartrosi è tra le più comuni malattie degenerative
delle articolazioni. Tipica dellanziano (si stima che circa l80
per cento delle persone ultra settantacinquenni hanno segni di osteoartrosi),
si instaura quando, per motivi diversi, la cartilagine articolare non
è più in grado di resistere alle continue sollecitazioni
cui è sottoposta durante i movimenti articolari. In una o più
articolazioni si determina un processo artrotico quando su di esse si
verifica per fattori generali o locali, uno squilibrio tra la capacità
di resistenza delle cartilagini e le sollecitazioni funzionali date dai
movimenti e dal peso corporeo. Tra le cause considerate al momento più
importanti nellattivazione della malattia, innanzitutto letà:
inevitabilmente linvecchiamento colpisce anche le strutture articolari,
sempre meno capaci di sopportare i carichi e di rinnovarsi;
anche il sovrappeso, in particolare quando diviene obesità, è
sicuramente uno dei fattori di rischio più incisivi nellartrosi,
soprattutto in quella delle ginocchia, delle anche e della parte lombare
della colonna vertebrale; inoltre, alcune alterazioni ormonali, e in particolare
la carenza di estrogeni, hanno mostrato una spiccata azione che favorisce
la malattia che, proprio per questo, può colpire le donne in menopausa.
Assume una certa importanza anche il contesto ambientale: lartrosi,
infatti, può essere considerata una malattia "professionale"
in quanto ogni attività lavorativa, quando richiede posture fisse
tipiche di chi, ad esempio, utilizza il martello pneumatico, guida camion
o lavora per molto tempo con il computer, può predisporre alla
insorgenza di traumi artrosici, provocati da usura in rapporti articolari
scorretti.
Come tutte le malattie cronico-degenerative, lartrosi nasce spesso
in modo subdolo, senza dare inizialmente chiari segni della sua presenza;
si evolve più o meno lentamente e la diagnosi può arrivare
troppo tardi. Le articolazioni più frequentemente colpite sono
lanca, il ginocchio, la colonna vertebrale (artrosi cervicale, artrosi
lombare) e la diagnosi si basa sullesame dei sintomi e sullesame
radiografico che mette chiaramente in evidenza le alterazioni dellarticolazione.
I sintomi, esclusivamente locali e con periodi di attenuazione o remissione
spontanea, sono il dolore e la limitazione funzionale. Il primo si manifesta
in modo acuto, soprattutto la mattina quando inizia il movimento, e spesso
in modo continuo quando il processo artrosico è molto avanzato
o durante i cambiamenti climatici. La ridotta capacità di movimento
è provocata, invece, dagli eventuali ostacoli meccanici causati
dallalterazione dei capi articolari o da contrazioni muscolari,
conseguenza di una reazione difensiva dell'organismo.
Per quanto riguarda la guarigione, se da un lato si è tuttoggi
ancora lontani dalla restituzione dellintegrità corporea,
dallaltro la medicina ha fatto molti passi avanti nella prevenzione
e nella cura. Nel trattamento dellartrosi, infatti, accanto ad un
approccio terapeutico convenzionale che consiste in sedute di riabilitazione
muscolare, diete bilanciate per raggiungere una determinata perdita di
peso ed uso di anti-infiammatori, che pure hanno
dimostrato di rallentare il danno cartilagineo, studi clinici condotti
negli ultimi dieci anni hanno evidenziato come la somministrazione per
via iniettiva di acido ialuronico (sostanza viscosa ed elastica che serve
ad ammortizzare i traumi dellarticolazione ed evitare lattrito)
abbia la capacità di fermare la degenerazione della malattia allanca,
presentando notevoli miglioramenti delle funzioni motoria e articolare.
Questa tecnica - spiega Piero Bonsangue, fisiatra dellAsl
6 di Palermo - eseguita in day hospital, non prevede anestesia, né
alcuna tecnica invasiva, e permette di risolvere la degenerazione cartilaginea
delle articolazioni interessate.
Sia la ricerca che la messa in atto di tale terapia innovativa sono il
risultato di sperimentazioni svolte in collaborazione tra diverse figure
di specialisti che, attraverso il loro lavoro di gruppo, si confrontano
e danno vita a nuove conquiste scientifiche da applicare nellambito
della medicina.
Antonio La Rosa
rev. bute/cave
(16 febbraio 2004)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo
al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore
responsabile: Dario Fidora
Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
laurea in Scienze della Comunicazione
Presidente: Antonio La Spina
|