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040108damo
Terni, la Regione Umbria con i lavoratori
delle acciaierie
Assemblea
straordinaria del Consiglio regionale umbro. Monito del presidente Liviantoni,
che difende le ragioni degli operai dopo l'ipotesi di chiusura annunciato
dalla Thyssen Krupp. L'azienda titolare dello stabilimento ha intanto
reso nota l'intenzione d'investire in Corea del Sud. E continuano le proteste
nel settore: in piazza anche i lavoratori dell'Ilva
Continua la mobilitazione a Terni. Dopo
il corteo dei giorni scorsi, oggi si è mobilitato anche il Consiglio
regionale, che si è riunito in seduta straordinaria per discutere
il problema.
"Siamo qui - ha detto Carlo Liviantoni, presidente della Regione
Umbria - per salvaguardare molto di più di una fabbrica. Oggi in
gioco c'è il futuro, ed il consiglio regionale a Terni testimonia
la chiara volontà politica di difendere le ragioni dello sviluppo
dell' economia umbra. Un sistema che è stato in condizione di reggere
e vincere il confronto delle grandi ristrutturazioni industriali e del
mercato internazionale con produzioni di forte competitività".
Le dichiarazioni di Liviantoni arrivano subito dopo un comunicato della
Thyssen Krupp che annuncia le nuove strategie industriali dell'azienda.
L'industria ha annunciato oggi di voler investire a tutto campo in Asia
e di voler usare la Corea del Sud come piattaforma vincente in Oriente.
Le industrie sudcoreane parlano di una cifra di investimento da parte
della Thyssen di circa 390 milioni di euro. Cifra che tuttavia potrebbe
aumentare nel corso dei prossimi anni. "La Corea del Sud - ha detto
a Seoul Eckhard Rohkamm, membro del consiglio d'amministrazione - offre
numerose opportunità che noi vorremmo sfruttare per sviluppare
le nostre attività nella regione dell'Asia e del Pacifico".
La multinazionale tedesca, che ha annunciato la chiusura della produzione
del "magnetico" negli stabilimenti di Terni a causa di un ridimensionamento
strategico, è interessata a sfruttare il mercato della componentistica
delle auto in Oriente e a lungo termine potrebbe anche concludere accordi
di joint -venture con le industrie automobiliste che operano in Corea
del Sud.
Dall'assemblea straordinaria, giunge però il monito della Regione,
"Occorre fermare il piano di Thyssen Krupp per Ast - ha detto Liviantoni
- occorre battere questa linea. Quando gli industriali tedeschi insieme
a quelli italiani acquistarono dallo Stato tutto il sistema siderurgico
ternano, e non capannoni vuoti si assunsero un impegno, poco importa se
scritto o no".
Sempre nell'ambito della siderurgia, sono scesi in strada per protestare
i lavoratori dell'Ilva, aderenti a Cigl, Cisl e Uil. Gli operai chiedono
un incontro unitario di
istituzioni, proprietà e sindacati giovedì a Roma per discutere
del futuro dell'azienda e della chiusura dell'altoforno. In mattinata,
però, dopo che una delegazione sindacale era stata ricevuta dal
prefetto Giuseppe Romano, ottenendo la risposta che da parte governativa
non era arrivata l'ufficializzazione del vertice plenario fissato per
giovedì, i manifestanti hanno espresso la loro rabbia contro le
forze dell'ordine. Sono volati bastoni, qualche bottiglia e sono nati
piccoli tafferugli, subito sedati dalla polizia. Un operaio dell'Ilva
è rimasto leggermente ferito alla testa. Tornata la calma, i manifestanti
hanno deciso di proseguire la loro protesta e si sono diretti verso la
stazione ferroviaria di Brignole dove hanno occupato i binari.
Daniela Mogavero
(9 febbraio 2004)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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