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Facoltà di Medicina e chirurgia

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Il miglior farmaco per prevenire e curare? Lo sport
L'attività fisica viene considerata dai medici come un rimedio per numerose patologie. Lo conferma il professore Giuseppe Francavilla, docente di Medicina dello sport alla facoltà di Medicina dell'Università di Palermo. Un progetto del Comune per sensibilizzare l'opinione pubblica su questo argomento

"L’attività fisica ormai è considerata alla stregua del farmaco e nel caso delle patologie croniche, come le malattie ematologiche, cioè leucemie e tumori, delle malattie congenite come l’emofilia, l’esercizio fisico può aiutare a migliorare lo stile di vita dei pazienti perché aiuta ad ottimizzare la terapia medica”. A parlare è il professore Giuseppe Francavilla, docente di Medicina dello sport alla facoltà di Medicina, sottolinea l’importanza di una cultura dello sport come possibilità di guarigione e prevenzione delle malattie gravi. Per sensibilizzare l'opinione pubblica su questo argomento il Comune di Palermo ha promosso un progetto che consiste nella realizzazione di alcune puntate televisive sul tema della salute rivolto a tutti i cittadini, in onda con cadenze bisettimanali sulle principali reti locali. “La medicina dello sport- afferma Francavilla - è una branca della medicina interna che interessa diversi settori dell’organismo, dal cuore ai polmoni, al distretto muscoloscheletrico, e comprende quelle nozioni mediche teoriche e pratiche che esaminano l'influenza dello sport, dell'allenamento e della mancanza di esercizio su persone sane o malate di ogni fascia di eta', in modo da ottenere conoscenze utili per la medicina preventiva, per la terapia, per la riabilitazione, e per migliorare la performance dell'atleta stesso. Le funzioni della medicina dello sport sono di prevenzione, diagnosi, terapia e riabilitazione, di educazione sanitaria che consiste nell’insegnare ad avere un maggiore rispetto per il proprio corpo, ad evitare l'uso di sostanze e di abitudini nocive (fumo, abuso di alcool, sostanze doping). Da anni ormai la disciplina ha cambiato volto e interesse, investendo alcuni settori della popolazione civile dove ha trovato la possibilità di fare prevenzione. Nel caso delle malattie cardiovascolari, per esempio interviene promuovendo l’esercizio fisico sia in assenza di patologia sia in caso di riabilitazione, in episodi di post-infarto, di ictus, ma assume un ruolo importante anche nelle malattie respiratorie e metaboliche, come il diabete e l’obesità. L’esercizio fisico aiuta poi a prevenire le patologie muscolo-scheletrico, come i paramorfismi, le alterazione posturali, causati dal modo scorretto di camminare. L’attività sportiva prevista per la riabilitazione consiste principalmente in esercizi aerobici, modulati in funzione della frequenza cardiaca. Lo sport è fondamentale praticarlo anche in età avanzata perché permette la prevenzione per esempio dell’osteoporosi, in quanto aiuta la formazione di un alto picco di massa ossea che consente durante il periodo di menopausa di avere una struttura ottimale che non subisce quella diminuizione degenerativa responsabile delle fratture spontanee. I compiti del medico sportivo consistono principalmente nell’indirizzare verso un adeguato sport, dopo aver escluso con ragionevole certezza la presenza di controindicazioni e di fattori di rischio, consigliare adeguati piani di allenamento per ottenere i migliori risultati in relazione alle proprie caratteristiche fisiche, indicare programmi dietetici idonei al raggiungimento ed al mantenimento del peso-forma, stabilire tipo e modi di attivita' sportiva anche in presenza di eventuali patologie (ipertensione arteriosa, obesita', cardiopatie, diabete, asma). La sensibilizzazione sull’importanza dell’attività fisica deve essere fatta principalmente in famiglia e nelle scuole, dove bisogna sottolineare che lo sport non solo aiuta ad allontanare dall’alcool, dal fumo e dalle droghe in generale ma serve anche a mantenere uno stato di efficienza fisica che consente di affrontare il lavoro, lo stress, e la routine quotidiana in maniera adeguata. Ma soprattutto, aiuta a prevenire quelle malattie aggressive che se non vengono curate in tempo possono portare alla morte. “L’esercizio fisico quindi deve essere somministrato insieme al farmaco per la cura delle patologie gravi, e deve essere dosato e diviso in programmi che sono personalizzati a seconda delle esigenze del paziente. Il futuro della guarigione- conclude Francavilla- consiste nel dare la possibilità agli ammalati di rimettersi in forma".
Nadia La Malfa

(6 febbraio 2004)

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