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Inchiesta

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Alcool, in crescita il consumo fra i giovani
Dalle interviste condotte su un campione di ragazzi palermitani di età compresa fra i 12 e i 29 anni emerge che i giovani consumano mediamente 2 o 3 cocktail a serata. Si beve per le motivazioni più varie: l'euforia che produce l'alcool e il desiderio di sentirsi accettati all'interno del gruppo dei pari

Bottiglie vuote semiriverse sulla strada e bicchieri di plastica pieni di mozziconi. Così si presenta via Spinuzza, il ritrovo giovanile palermitano noto ai più come "Champagneria", poco dopo l'alba di ogni giorno.
Sono tanti i ragazzi, per lo più universitari, ad andare a bere "un bicchierino" in uno dei locali del quartiere adiacente al teatro Massimo.
Ma per ammissione degli stessi sono tante le sere in cui al bicchierino in preventivo se ne fa seguire un altro, un altro ancora e poi ancora un altro...insomma come si dice si finisce per alzare un po' il gomito.
Una recente indagine condotta da un istituto di ricerca per conto dell'Unione Europea rileva che il consumo di vino, birra e liquori tra i ragazzi è cresciuto in maniera considerevole. "Infatti, se i cinquantenni d'oggi hanno iniziato a bere tra i 15 e i 16 anni - dicono i rilevatori - oggi si inizia a 12".
Le interviste condotte a Palermo su un piccolo campione di ragazzi di età compresa fra i 12 e 29 anni sembrano confermare questo dato.
La maggior parte degli intervistati ha dichiarato di consumare abitualmente alcolici.
Solo pochi lo fanno in casa, a tavola durante i pasti per esempio.
La maggior parte beve la sera, dopo cena, all'interno di pub, bar o discoteche. Questo significa che il consumo di bevande alcoliche è associato sempre di più al divertimento e allo sballo.
Solo una percentuale esigua degli intervistati, infatti, ha detto di bere perchè gli piace. La motivazione fornita più spesso alla domanda: "Perchè bevi?" è: "Perchè dopo mi sento euforico, disinibito...pronto a tutto".
L'alcool, dunque, come arma per vincere la timidezza e divenire più intraprendenti.
Altro aspetto emerso dalle interviste è che la pericolosità insita nell'abitudine di bere non è percepita come "dato reale", nemmeno dagli ultra ventenni, che dicono: "Esposti come siamo ai rischi della vita moderna: inquinamento, terrorismo, aids...bere un bicchiere in più non segnerà certo la nostra condanna".
Ma quanto bevono i ragazzi palermitani? "In media due cocktail a serata, senza considerare il fine settimana, quando può capitare di lasciarsi un po' andare".
Se a questo si somma l'aperitivo delle 18.30, consuetudine assai praticata al nord d'Italia, ma da qualche anno approdata anche da noi arriviamo a un consumo medio settimanale piuttosto elevato.
Se dalla Champagneria ci spostiamo di qualche isolato verso il Politeama troviamo i teen ager, che contriariamente a quanto si possa pensare bevono esattamente quanto i più grandi.
Le motivazioni sono molteplici, ma le più diffuse riguardano il desiderio di sentirsi parte integrante del gruppo e di affascinare i coetanei del sesso opposto.
Nonostante questi risultati possano apparire sconfortanti, secondo l'inchiesta della Ue gli Italiani bevono più spesso, ma in quantità minore rispetto agli irlandesi (che detengono il record europeo), i finlandesi, gli svedesi e gli inglesi. Intanto, una campagna nazionale d'informazione partirà a settembre per sensibilizzare i più giovani e le famiglie.
Bere può regalare piacevoli sensazioni di benessere, ma non bisogna dimenticare che in Italia, sebbene i consumi siano bassi rispetto alla media europea, si registrano ogni anno quaranta mila morti per abusi di alcool.
Maria Catena Salerno

rev. bute/cave

(9 febbraio 2004)

 

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