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Cronaca universitaria

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Nascono i tecnici della cultura verde

L'Ateneo ha avviato il master per educatore ambientale, in collaborazione
con Màthesis e con l'Ente parco delle Madonie. Il corso ha sede a Petralia Sottana e prevede borse di studio per circa 11 mila euro. Ne parliamo con il referente Giovanni Sprini, docente di Psicologia generale

Forgiare tecnici competenti nel campo dell'ottimizzazione delle risorse
ambientali. E' l'obiettivo del nuovo master per Educatore ambientale, che ha sede a Petralia Sottana, dove è stato presentato nel dicembre scorso. Il corso, promosso dalla società cooperativa senza fini di lucro Màthesis, dall'Ateneo palermitano e dall'Ente parco delle Madonie, è rivolto a venti laureati.
Organizzata dalle facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali e Scienze della formazione (dipartimento di Psicologia), l'attività didattica del master è stata avviata di recente, e si articola in una durata di dodici mesi, per 2.600 ore di lavoro. "L'Ateneo - spiega il referente Giovanni Sprini, docente di Psicologia generale alla facoltà di Scienze della formazione - guarda da tempo con interesse al polo delle Madonie. Tra l'altro, si vuole richiamare l'attenzione e l'interesse sull'ambiente montano". L'idea di offrire a giovani laureati un’opportunità di formazione avente lo scopo di dare competenze specifiche sulla gestione delle problematiche ambientali è nata dall’incontro tra il professore Sprini e il preside della facoltà di Scienze, Francesco Maria Raimondo, anch'egli madonita ed esperto della botanica e delle sue relazioni con l'ambiente.
Il master richiede ai laureati che lo frequentano un impegno continuo per tutta la sua durata in momenti in cui si svolgono lezioni con frequenza obbligatoria. "Per ogni allievo - prosegue Sprini - è prevista anche una borsa di studio di poco meno di 11 mila euro netti. Ci stiamo battendo per uscire dall'ottica del master assistenzialistico, del master-parcheggio in attesa di lavoro, per sposare una prospettiva formativa. Si tratta di una borsa finalizzata a raggiungere l'obiettivo, che non è quello di integrare il reddito di docenti o assistenti universitari". Esiste infatti una domanda specifica di educatori ambientali nelle scuole superiori, nei sei grandi parchi siciliani, insomma in tutta una serie di strutture nel territorio che hanno bisogno di competenze.
Gli strumenti di lavoro non mancano. "Sono previsti - aggiunge il referente - momenti di didattica frontale in sede unica, cioè a Petralia, nonchè visite di studio in diverse parti d’Italia e stages. Il tutto in 2.600 ore complessive di lavoro, di cui il 50 per cento in aula e il resto sul campo. E' importante per chi partecipa al corso capire cosa succede in Europa in materia di tutela ambientale”. Le discipline vanno dalla psicologia ambientale agli insegnamenti inerenti la comunicazione (tra le lingue è previsto l’inglese funzionale a questo tipo di lavoro), dall’ecologia alla geografia fisica, dalla tassonomia vegetale all’informatica.
Gli allievi che frequentano il corso sono stati selezionati in base a particolari requisiti: per quelli disoccupati o in attesa di prima occupazione, aventi un’età inferiore ai ventotto anni, è stato necessario essere in possesso di una laurea in Scienze ambientali, Scienze naturali, Scienze della comunicazione, Scienze della formazione primaria, Psicologia o Scienze dell'educazione.

Massimo Provenza

(16 febbraio 2004)
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