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Facoltà di Economia

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Il caso BMW diventa una lezione di Economia
Le strategie aziendali che hanno portato al successo dell’azienda e alla sua posizione di market leader nel settore automobilistico. A spiegarne le caratteristiche il presidente di BMW Italia Marco Saltalamacchia, laureato alla facoltà di Economia di Palermo

La BMW e la sua leadership nel mercato automobilistico. Questo il caso aziendale di successo che la facoltà di Economia ha proposto ai suoi studenti nel corso del Seminario su “Strategie aziendali tra qualità e processi innovativi” organizzato dal professore Salvatore La Rosa, ordinario di Statistica Aziendale e controllo della qualità all'università di Palermo.
“La competitività e la capacità di attrarre e soddisfare il consumatore - ha detto il docente - sono i fondamentali paradigmi per il successo di un’azienda e la BMW in questo senso ha una storia che può essere presa come modello”.
A illustrare le strategie aziendali e i percorsi intrapresi dalla casa automobilistica bavarese per raggiungere e mantenere una posizione internazionale di prestigio, è stato invitato Marco Saltalamacchia, presidente e amministratore delegato della BMW Italia nonchè ex studente del corso di laurea in Scienze statistiche della facoltà di Economia di Palermo.
Ripercorrendo la storia della BMW, dal suo esordio nel mercato automobilistico (1928) ad oggi, passando per la serie dei successi che hanno contribuito a farne un marchio di qualità nel settore (come la 328 Roadster, la Millemiglia interamente in alluminio, le moderne Z3 e Mini Cooper), Saltalamacchia ha sottolineato come la ricerca dell’eccellenza e della qualità sia stata sempre una caratteristica della casa automobilistica bavarese. La BMW, ha sottolineato il presidente, ha compreso sin dall’inizio l’importanza d’includere nelle proprie strategie aziendali elementi fra loro differenti come la presenza sui mercati, il miglioramento continuo della qualità e dell’affidabilità del prodotto, la ricerca, l’attenzione alle esigenze del consumatore e la responsabilità sociale dell’azienda.
“Per quanto riguarda i mercati - ha aggiunto Saltalamacchia - BMW è presente su tutto il globo non soltanto con centri di assemblaggio ma con veri e propri centri di produzione. In particolare l’azienda ha recentemente rafforzato la sua presenza in Cina, un mercato su cui ha indirizzato i suoi investimenti (circa 450 milioni di euro) “.
L’attenzione al prodotto si è concretizzata invece in una continua ricerca per migliorare le prestazioni e la qualità delle vetture. “Le automobili BMW - ha spiegato Saltalamacchia - sono controllate ad ogni livello della produzione, il che consente non solo una maggiore garanzia sulla qualità ma anche una riduzione dei costi complessivi per l’impresa”. La qualità è inoltre misurata continuamente con indagini di mercato relative alla soddisfazione del cliente. La BMW Group ha creato in proposito un segmento premium in ogni comparto della sua produzione, soddisfacendo così i desideri di consumatori con caratteristiche differenti.
L’azienda inoltre agisce sul mercato come market leader e questo le garantisce un vantaggio strategico rispetto alle altre case automobilistiche. La BMW chiede ai suoi fornitori innanzitutto innovazione e ottiene, in virtù della sua competitività sul mercato, l’esclusiva su una determinata innovazione tecnologica per un periodo di due anni. “Questo significa - ha continuato il presidente di BMW Italia - che per quel periodo le automobili dell’azienda sono le uniche ad offrire sul mercato quel tipo di tecnologia”.
Ma essere un’impresa attiva a livello mondiale significa anche far parte di una comunità globale. Il mercato automobilistico è uno dei settori in cui le economie di scala assumono maggiore importanza e “ciò è vero - ha sottolineato Saltalamacchia - soprattutto in quei settori, come l’ambiente, in cui l’impatto è fondamentale per tutti”.
L’azienda bavarese ha ultimamente concentrato l’attenzione sul problema dell’inquinamento e del rispetto dell’ambiente. I motori BMW sono dotati di impianti per ridurre l’emissione di sostanze nocive e il consumo di carburante; la casa automobilistica collabora con le università tedesche al fine di portare avanti le ricerche sulla clean energy, ossia l’utilizzo dell’idrogeno come carburante del futuro; infine in tutti i siti di produzione BMW i sistemi di gestione ambientale hanno ridotto del 15% la produzione del biossido di carbonio.
“L’importanza del caso BMW - ha commentato il direttore dell’Isida Gabriele Morello, intervenuto al seminario con i corsisti del master in General management - sta nell’aver saputo adottare una strategia che riesce ad integrare le necessità dell’azienda con la flessibilità richiesta dal mercato”.
Dello stesso parere anche Ettore Artioli, presidente di Confindustria Sicilia, che con i professori Antonio Purpura e Corrado Vergara, ha sottolineato l’importanza di questa iniziativa. "Aprire le porte dell’università all’analisi delle realtà di mercato, creare una rete di relazioni fra mondo accademico, ricerca e imprese - ha commentato Artioli - è la ricetta giusta per la crescita della Sicilia".
Alla giornata di studio hanno partecipato anche numerosi studenti della facoltà di Economia a cui il professor La Rosa ha ricordato che "sono numerosi i nostri laureati che raggiungono posizioni di grande prestigio nel panorama nazionale ed internazionale, a testimonianza dell'elevata qualità dei percorsi formativi proposti “.

Manuela Azzarello

(3 febbraio 2004)


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