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Cultura e spettacolo |
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040202giol
Che fine ha fatto Dylan Dog?
L’inedito di febbraio, intitolato La bestia, conferma
l’andamento deludente che il fumetto bonelliano sta seguendo negli
ultimi mesi. E il calo di qualità si ripercuote sulle vendite
Il
declino di Dylan Dog sembra proseguire inesorabilmente.
Il fumetto creato da Tiziano Sclavi ha infatti perso lo smalto dei tempi
migliori. Dopo lo splendido numero 200, che aveva segnato la consacrazione
della nuova sceneggiatrice Paola Barbato, è stata pubblicata una
serie di albi mediocri e banali. Fatta eccezione per Il settimo girone,
scritto dalla stessa Barbato, otto delle ultime nove storie appaiono deboli
e prevedibili. Le sceneggiature si reggono infatti su impianti tutt’altro
che solidi e non sempre sono accompagnate da disegni in grado di nasconderne
le evidenti lacune. L’albo di febbraio, il numero 209 intitolato
La bestia, conferma l’andazzo degli ultimi mesi. Il soggetto
scritto da Michele Medda, uno dei creatori di Nathan Never, è piatto,
scontato, statico. Anche i disegni di Casertano sono lontani anni luce
da quell’atmosfera dark che per tanto tempo ha caratterizzato il
personaggio di Dylan Dog: il disegnatore mostra una grande attenzione
per i particolari dei visi ma cura pochissimo i dettagli degli ambienti.
Il calo di vendite che la Bonelli, casa editrice del fumetto, ha registrato
negli ultimi anni riflette probabilmente la diminuzione di qualità
della serie.
Dylan Dog compirà ad ottobre diciotto anni di vita. Pensare a un’operazione
di restyling, simile a quella compiuta dalla Marvel verso i suoi personaggi
storici, da Hulk a Spiderman, non sembra la strada giusta per rilanciarlo.
Una dolorosa uscita di scena potrebbe essere forse il modo migliore per
porre fine all’agonia di questi ultimi mesi.
Giorgio La Bruzzo
rev cave
(2 febbraio 2004)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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al n. 10 del 1/6/2001
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