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NOTIZIARIO / Fotoreportage
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040202alr
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Arte dell'Abitare,
scoprire
il rapporto tra noi e il mondo
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Introdurre all'osservazione e alla conoscenza
del cielo di giorno e di notte, di quei fenomeni che ritmano e
scandiscono l'architettura e la vita di un essere umano, così
come il disegno e la geometria di una città. Questo l'obiettivo
del laboratorio itinerante "Arte dell'Abitare Astronomia
e Architettura", orientato alla conoscenza del cielo e dei
fenomeni celesti che rappresentano uno degli aspetti fondamentali
per organizzare da parte dell'essere umano lo spazio e il tempo
ambientale in relazione alla terra. Il laboratorio, condotto dal
gruppo di astronomia del Movimento di Cooperazione Educativa diretta
dalla professoressa Nicoletta Lanciano dell'Università
La Sapienza di Roma, è rivolto agli studenti dell'Università
di Palermo, facoltà di Ingegneria e Architettura. A partire
da giovedì scorso, le attività hanno avuto come
scenario la Chiesa dello Spasimo, l'Orto Botanico, il Museo della
Specola, la Cattedrale di Monreale, dove gli studenti hanno potuto
confrontarsi su fenomeni di tipo astronomico e architettonico
attraverso un momento di "didattica partecipata", cioè
una metodologia di studio basata non sulla trasmissione asimmetrica
di nozioni, come avviene nelle lezioni, ma su un'esperienza pratica
di gruppo che prevede il coinvolgimento fisico ed emotivo dello
studente
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Concentrandoci sulle prime due tappe del
laboratorio, il primo "atto" ha come suggestiva cornice
la Chiesa dello Spasimo luogo che - spiega la professoressa Marisa
Conti, coordinatrice dell'iniziativa - "si presta particolarmente
a questo tipo di laboratorio per la presenza di spazi chiusi e
aperti dove poter 'agire' ". Gli studenti si esibiscono in
canti e balli, cercando attraverso l'interazione tra discipline,
pratiche e linguaggi differenti, di scoprire la relazione tra
il ritmo del corpo umano e quello del cosmo.
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Dopo aver intonato musiche evocative di
miti che sin dalle origini hanno accompagnato l'umanità
nella lettura del cielo, gli studenti si dispongono a forma di
cerchio, che sta a simboleggiare la forma del sole e della luna.
L'intento è quello di scoprire, attraverso il linguaggio
del corpo, le particolarità e i significati nascosti della
configurazione spaziale, legata alla conoscenza del rapporto tra
microcosmo umano e macrocosmo dello spazio che lo circonda.
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Dopo la fase iniziale tenutasi allo Spasimo,
nella seconda parte della mattinata, il laboratorio, come previsto,
si "sposta" all'Orto Botanico, la più rilevante
struttura didattico-scientifica del Dipartimento di Scienze Botaniche,
dove ha inizio la fase operativa.
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Gli studenti sono chiamati alla realizzazine
di uno strumento elementare che non sia la bussola, in grado di
fornire le coordinate per orientarsi nello spazio e di indicare
i quattro punti cardinali. L'esperimento consiste nel fissare
in posizione verticale, al centro di una tavoletta di legno, un
bastoncino, detto gnomone. Attorno al bastoncino, si devono formare
dei cerchi concentrici, detti indù, per prendere delle
misure d'ombra e vedere su quale cerchio poggiano.
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Una volta fissato lo gnomone e creati
i cerchi, si aspetta l'ora di Mezzogiorno che indica il Nord geografico,
attraverso la misura di due cerchi che in tempi diversi ricadono
in punti diversi della stessa circonferenza.
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La mattinata si conclude con l'osservazione
dei mappamondi, per confrontare la rappresentazione cartografica
della superficie terrestre con la nostra posizione sulla terra.
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Fotoreportage di Antonio La Rosa
rev
elpi/cave
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ateneonline
Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Palermo al n. 10 del 1/6/2001
Direttore Giuseppe Silvestri - Direttore responsabile Dario Fidora
Redazione: Scuola di giornalismo professionale
Tel.091.3819200 Fax 091.6114188 e-mail: ateneo@unipa.it
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