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Facoltà
di Medicina e chirurgia
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040202adri2
Ho un sogno: "La pediatria nasce a Palermo"
Elio Adelfio Cardinale,
preside della facoltà di Medicina e chirurgia, assicura il sostegno
della Facoltà al miglioramento dei servizi verso il bambino.
"Creeremo
nuovi corsi di laurea"
"Porto
il sostegno di tutta la facoltà di Medicina ai pediatri".
Così Adelfio Cardinale, preside della facoltà di Medicina
e chirurgia, ha iniziato il suo intervento durante l'incontro sul riordino
della pediatria a Palermo. Anche l'università, in quanto responsabile
della formazione dei futuri medici, si trova ad operare in situazioni
di grave disagio.
"L'Ospedale dei bambini è fatiscente - ha commentato Vittorio
La Grutta, ex docente della cattedra di pediatria - Rifatto nella sua
ultima edizione negli anni Cinquanta, adesso è privo di qualsiasi
funzionalità moderna. Basti pensare che per circa vent'anni, a
causa del crollo di alcuni calcinacci, sono stati chiusi alcuni reparti
convenzionati con l'università. Non esiste più un'astanteria,
i medici si trovano ad operare in uno stato di disorganizzazione e i macchinari
sono obsoleti".
In che termini allora l'università può contribuire al miglioramento
degli standard qualitativi delle strutture e delle professionalità
esistenti? A questi interrogativi Cardinale risponde che "è
possibile realizzare delle azioni concrete. Oggi, nel settore pediatrico,
si instaura un patto per la salute: l'unione tra le strutture
universitarie ed ospedaliere per fare crescere l'intera sanità.
Non basta costruire in una Regione, grande e particolare come la Sicilia,
tre centri di eccellenza come stabilito dal Ministero per la salute. Nel
Nord in cinque minuti di autostrada posso spostarmi da un ospedale all'altro.
In Sicilia, per la sua conformazione geografica e per le inadeguatezze
strutturali, questo è del tutto impensabile.
Credo che si imponga una pausa di riflessione: l'assistenza diventa qualificata
e si vivifica soltanto dove c'è la ricerca scientifica. La realtà
ospedaliera pura e quella universitaria non possono essere staccate, ma
devono, al contrario, lavorare sinergicamente. La nuova pediatria che
si prospetta a Palermo deve tenere presente anche questi aspetti e la
nascita di un policlinico infantile sarebbe un ottimo punto di partenza".
Disponibilità massima, dunque, da parte dell'ateneo palermitano
che con i nuovi corsi di laurea si propone di contribuire efficacemente
al miglioramento delle professionalità esistenti. "Il riordino
delle scuole di specializzazione deve essere inteso in questo senso -
continua Cardinale - Le lauree triennali, grazie all'attuazione della
riforma, permettono la settorializzazione di cui la sanità italiana
ha bisogno. Nel campo pediatrico, vista la complessa articolazione dei
settori, ritengo che si possa ipotizzare una laurea ad hoc per alcune
figure specifiche. L'università è disponibile purchè
dalla Regione arrivino le risorse necessarie. All'università di
Napoli è già attiva la laurea in infermiere pediatrico e
a Messina verrà attivata il prossimo anno. Il nostro ateneo sta
programmando il suo inserimento nel corpus degli studi".
Gli ospedali inoltre, in quanto sedi delle specializzazioni, non possono
essere visti come una realtà divisa da quella universitaria ed
è per questo che "tra poco verrà riconosciuta la nuova
figura ospedaliera del professore affiliato - continua il preside
- ovvero il medico che operando in contesto ospedaliero, contribuisce
alla formazione universitaria degli specializzandi. Nei corsi di medicina
ci vuole la docenza mista. La nostra università, inoltre, è
stata pioniera in Italia proprio per la possibilità di effettuare
il tirocinio post-laurea presso gli studi degli ambulatori privati. La
medicina è una frontiera quotidiana che, passo dopo passo, deve
essere aggiornata in base alle nuove esigenze".
Adriana Falsone
(2 febbraio 2004)
rev anme
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