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Scienze

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Biologia Marina, così la passione diventa scienza
Il corso di laurea triennale, con sede a Trapani, si concentra sullo studio degli ambienti marini e sulle tecniche che ne favoriscono lo sviluppo. Agli studi teorici affianca esercitazioni su barche attrezzate a laboratorio

Tre anni per imparare a conoscere il mare e la sua vita. La laurea di primo livello in Biologia Marina propone un approccio scientifico alle popolazioni marine, dal livello microbiologico dei batteri ai banchi di pesce, non trascurando lo studio degli ambienti artificiali come colture e acquari.
Il corso di laurea si svolge presso la sede distaccata di Trapani (sulla base di una convenzione con il locale Consorzio della provincia) e questo porta a un numero limitato di studenti, solitamente intorno ai 90 per anno. Secondo Antonio Mazzola, presidente del corso di laurea, ciò "permette di instaurare un rapporto diretto molto proficuo fra studenti e professori. Nell'università accade infatti che molti si perdano lungo la strada non per mancanza di capacità, ma perchè privi di punti di riferimento".
Fondamentale in questi ambiti è il contatto con l'impresa privata. "Abbiamo attivato diversi scambi con le imprese locali - precisa Mazzola - specie col mondo della pesca, dell'acquacoltura e della depurazione delle acque. Riteniamo molto importante la fase pratica. Oltre a imbarcazioni-laboratorio che utilizziamo molto spesso, ogni anno alcuni dei nostri studenti hanno la possibilità di usare, come ricercatori, la strumentazione avanzata dell'Universitatis".
L'Universitatis è una nave-laboratorio di 44 metri del Conisma, consorzio interuniversitario a livello nazionale. La barca, che dedica una parte della sua attività alla formazione, ha base operativa a Milazzo e può ospitare a bordo 17 persone, oltre l’equipaggio, quando è previsto il pernottamento. Può arrivare a ospitare anche 25 ricercatori quando la campagna si conclude in un giorno, da mattina a sera.
"L'obiettivo generale del corso - continua Mazzola - è assicurare allo studente un'adeguata padronanza di contenuti e metodi scientifici generali". I laureati in Biologia marina quindi, oltre ad avere una formazione biologica di base, possiedono specifiche competenze sulla diversità degli organismi marini, sulle loro attività vitali e sulla continuità ed evoluzione della vita, con particolare attenzione alla dinamica delle popolazioni, delle comunità e delle loro interazioni con l’habitat marino.
Le principali aree di studio sono zoologia e biologia (con particolare attenzione a microbiologia, biologia molecolare e biochimica), ecologia, genetica e fisiologia, biotecnologie animali, oceanografia e monitoraggio ambientale. Il primo anno tuttavia è dedicato ad ambiti propedeutici forse meno fascinosi, ma indispensabili al lavoro succesivo: matematica, chimica e fisica. Gli studi di Biologia Marina prevedono di fornire competenze e abilità operative in ambito comunicativo, la capacità di utilizzare almeno una lingua dell’Unione europea oltre l’italiano, nonchè l'autonomia necessaria a inserirsi negli ambienti di lavoro ed essere in grado di utilizzare i sistemi informatici, anche avvalendosi di banche dati e di reti informatiche.
Gli sbocchi occupazionali principali sono tutti quei compiti che riguardano la gestione delle risorse marine relative alla pesca, al ripopolamento, acquacoltura e maricoltura, ma anche l'intervento sulle condizioni sanitarie, l'alimentazione e la patologia degli animali in coltura. Altre possibilità sono la gestione di acquari, parchi e riserve marine, e il settore della consulenza per enti pubblici ed imprese.
Il corso ha visto i primi laureati addirittura due anni fa, al suo primo anno di vita. A Trapani infatti esisteva un Diploma di laurea i cui studenti, all'attivazione del nuovo ordinamento, hanno effettuato il passaggio e colmato il divario in pochi mesi.
Giuseppe Troncale
rev-nu

(21 gennaio 2004)



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