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- Cronaca universitaria |
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i040119inca
Riordino
degli atenei, ecco i nodi della riforma
Varato
dal governo il ddl delega sull'università. Previsti concorsi
nazionali per le nomine dei docenti, che potranno svolgere anche attività
extra universitarie. I professori avranno contratti a termine e i
ricercatori saranno assunti attraverso i
"co.co.co"
Via
libera del governo al disegno di legge delega per il riordino dello statuto
giuridico dei docenti universitari. Secondo la nuova normativa i professori
saranno scelti attraverso concorsi nazionali. Ogni due anni le selezioni,
una volta per gli ordinari e una per gli associati. Il primo incarico
avrà una durata triennale e sarà rinnovabile una sola volta.
Saranno poi ridotti i contratti a termine quindi e dalle attuali 120
ore, su un totale di 350 ore di insegnamento l'anno, si passerà
a 60 di attività scientifica. Oltre alla retribuzione fissa, se
ne prevede una variabile nei casi di attività di ricerca, didattica
e di gestione aggiuntive a quelle di contratto.
Non esisterà più il ricercatore a tempo indeterminato, mentre
chi possiede una laurea specialistica potrà svolgere attività
di ricerca attraverso contratti di collaborazione "co.co.co",
con una durata massima di cinque anni, un unico possibile rinnovo, fino
al raggiungimento del limite di dieci anni.
Le università potranno coprire il 6 per cento dei posti nominando
studiosi di fama nazionale e internazionale, provvedere ad assunzioni
con contratti continuativi che non superino i tre anni e finalizzati all'insegnamento.
Cattedre e corsi potranno essere finanziati attraverso la stipula di convenzioni
con imprese o fondazioni.
Carla Incorvaia
(19
gennaio 2004)
rev damo
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