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Cronaca universitaria
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040116vera
Laboratorio
didattico di Teatro di animazione
I giochi di Pitré rivivono a teatro grazie allUniversità
Mano manuzza,
nia nia, le ninne nanne e le filastrocche di una volta interpretate
da alcuni studenti iscritti al terzo anno del corso di laurea in Scienze
della formazione primaria di Palermo. I ragazzi hanno "raccontato"
i giochi dei nostri nonni ispirandosi
ai testi del noto studioso di tradizioni popolari siciliane, riscoperti
da Aurelio Rigoli, coordinatore dell'iniziativa
I
giochi ottocenteschi raccontati nei testi di Giuseppe Pitré hanno
preso vita in una rappresentazione teatrale. Centoventi studenti del laboratorio
didattico di Teatro di animazione, del corso di laurea in Scienze della
formazione primaria di Palermo, hanno interpretato i passatempi siciliani
di una volta. Sul palco di villa Amarù di via Imperatore Federico,
gli spettatori hanno assistito a giochi come mano manuzza in cui,
girando in cerchio tenendosi per mano, i bambini del passato si fermavano
al grido di olè. O ancora al gioco nia nia,
dove le bambine si rincorrevano allegramente.
Un modo nuovo per entrare nel vivo di quelli che fino ad allora erano
stati solo testi di studio. Portando a teatro i giochi raccontati da Pitré,
gli studenti hanno rivissuto quei momenti in cui i bambini di tanti anni
fa si divertivano inventando sempre nuovi passatempi.
Cè molta differenza tra i giochi di oggi e quelli di
ieri. Le nuove generazioni - ha spiegato Aurelio Rigoli, docente
di Tradizioni popolari e coordinatore del laboratorio di teatro di animazione
allAteneo palermitano - non
sanno cosè la fantasia. La pubblicità dice loro con
cosa e come giocare. I bambini di una volta, invece, si costruivano i
giochi da sé, erano dotati di molta fantasia. Gli studenti che
oggi hanno vestito i loro panni hanno dimostrato come da un niente si
sopprimeva la noia.
Ma comè nato questo interesse per i divertimenti del passato?
A risponderci è ancora Rigoli: Sono un profondo conoscitore
di Pitré. Anni fa ho svolto delle ricerche sulle sue pubblicazioni
che trattano appunto di questi giochi. Mi è sembrato molto interessante
farli conoscere agli studenti che si sono appassionati a tal punto da
volerli rappresentare.
Veronica Eracleo
(16 gennaio 2003)
rev pima/cave
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