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Scienze motorie

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Sicura e piena di attrezzi, ecco la palestra ideale
Il principio ispiratore delle attività che si svolgono all'interno di una palestra è il connubio tra divertimento e il piacere di sentirsi in forma. Secondo Marcello Traina, docente a Scienze motorie: "Le attrezzature devono adattarsi alle caratteristiche fisiche di ogni soggetto"

Una struttura sicura, efficiente e dotata di qualsiasi tipo di macchinario che possa rispondere alle esigenze di tutti coloro che decidono di fare sport. Sono queste alcune caratteristiche che dovrebbe avere una palestra per poter essere definita “ideale”, cioè un luogo in cui l’attività fisica serva non solo ad un corretto funzionamento del corpo ma anche ad un equilibrio ed un sano sviluppo della mente. Per chiarire se esistono criteri universali con cui descrivere una palestra “tipo”, è utile mettere in evidenza il punto di vista del professor Marcello Traina, docente di Medicina dello Sport alla facoltà di Scienze motorie. “Pur essendo difficile definire una palestra ideale - spiega - ritengo che una struttura deputata alla crescita psicofisica dell’individuo qual è la palestra, debba prima di tutto possedere attrezzature distinte in base alle risposte di ogni soggetto. Inoltre, per prevenire rischi, chiunque abbia intenzione di sottoporsi ad un’attività fisica dovrebbe consultare il proprio medico curante per ottenere un certificato di idoneità”.
Al di là di ogni valutazione soggettiva, l’aspetto fondamentale di una palestra è il piacere di divertirsi e stare in forma. Il principio che ispira due delle attività tradizionali di una palestra, cioè l’aerobica e il body building, è infatti quello di coniugare il divertimento con un’attività motoria strutturata su basi scientifiche che portano ad uno stato di efficienza e di benessere psicofisico della persona. Sia le lezioni di aerobica, di solito svolte a tempo di musica, che gli esercizi di tonificazione muscolare sono metodiche di allenamento efficaci ma nello stesso tempo estremamente divertenti. In questa direzione, le palestre ultimamente hanno introdotto attrezzature sofisticate con l’obiettivo di offrire all’industria del fitness programmi di allenamento che, integrati alla dinamicità di un esercizio aerobico, possano garantire un successo e un alto grado di soddisfazione. Tra le novità, da segnalare il Body Attac, tecnica innovativa utile per chi voglia acquisire una notevole carica di energia, che alterna fasi cardio-atletiche con passi base dell’aerobica tradizionale; il Power Stretching, basato su una serie di movimenti ripetuti in un’atmosfera soffusa e rilassata che sfrutta i principi della cromoterapia e dell’aromaterapia; ed ancora il Rowing, una tecnica che, avvalendosi di un sofisticato attrezzo, il “row” simile ad un vogatore, consiste nella simulazione di una gara su un’imbarcazione a remi per migliorare il fiato e la resistenza. “Per garantire una preparazione globale della persona - aggiunge Traina - una palestra, oltre a tutte le attrezzature specifiche per ogni tipo di disciplina, deve avvalersi di tutte quelle condizioni spazio-temporali (superficie ampia, temperatura mantenuta correttamente) che possano contribuire a creare un ambiente confortevole e idoneo all’applicazione dell’esercizio”.
Un altro criterio che dovrebbe stare alla base di una palestra “modello” è senza dubbio la pulizia. “Il primo principio di una palestra - sottolinea Camillo Geraci, responsabile della palestra Fitness Planet di via Romagna a Palermo - oltre ad una serie di tecniche e macchinari, testati a lungo da istruttori specializzati per valutarne l’impatto e l’efficacia, dovrebbe essere quello di un ambiente dotato di servizi quali una sala climatizzata o un impianto di purificazione e riciclo dell’aria che diano delle garanzie sotto l’aspetto igienico-sanitario”.
Infine, l’ultimo punto che merita attenzione riguarda l’opportunità di affidare la preparazione fisica di chi fa sport ad un istruttore oppure ad una persona qualificata dotata di un titolo di studio. “All’interno di una palestra - conclude Traina - il lavoro di un istruttore non basta perché a questo bisogna affiancare delle figure professionali che abbiano un diverso bagaglio di conoscenze come gli psicomotricisti. A questo proposito ritengo che gli indirizzi del corso di laurea in Scienze motorie permettano a futuri professionisti di applicare le competenze acquisite durante il corso di studi”.
Antonio La Rosa

(16 gennaio 2004)

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