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Scienze motorie
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040116alrAPsmo
Sicura e piena di attrezzi,
ecco la palestra ideale
Il principio ispiratore delle
attività che si svolgono all'interno di una palestra è il
connubio tra divertimento e il piacere di sentirsi in forma. Secondo Marcello
Traina, docente a Scienze motorie: "Le attrezzature devono adattarsi
alle caratteristiche fisiche di ogni soggetto"
Una struttura sicura, efficiente e dotata di qualsiasi tipo di macchinario
che possa rispondere alle esigenze di tutti coloro che decidono di fare
sport. Sono queste alcune caratteristiche che dovrebbe avere una palestra
per poter essere definita ideale, cioè un luogo in
cui lattività fisica serva non solo ad un corretto funzionamento
del corpo ma anche ad un equilibrio ed un sano sviluppo della mente. Per
chiarire se esistono criteri universali con cui descrivere una palestra
tipo, è utile mettere in evidenza il punto di vista
del professor Marcello Traina, docente di Medicina dello Sport alla facoltà
di Scienze motorie. Pur essendo difficile definire una palestra
ideale - spiega - ritengo che una struttura deputata alla crescita psicofisica
dellindividuo qual è la palestra, debba prima di tutto possedere
attrezzature distinte in base alle risposte di ogni soggetto. Inoltre,
per prevenire rischi, chiunque abbia intenzione di sottoporsi ad unattività
fisica dovrebbe consultare il proprio medico curante per ottenere un certificato
di idoneità.
Al di là di ogni valutazione soggettiva, laspetto fondamentale
di una palestra è il piacere di divertirsi e stare in forma. Il
principio che ispira due delle attività
tradizionali di una palestra, cioè laerobica e il body building,
è infatti quello di coniugare il divertimento con unattività
motoria strutturata su basi scientifiche che portano ad uno stato di efficienza
e di benessere psicofisico della persona. Sia le lezioni di aerobica,
di solito svolte a tempo di musica, che gli esercizi di tonificazione
muscolare sono metodiche di allenamento efficaci ma nello stesso tempo
estremamente divertenti. In questa direzione, le palestre ultimamente
hanno introdotto attrezzature sofisticate con lobiettivo di offrire
allindustria del fitness programmi di allenamento che, integrati
alla dinamicità di un esercizio aerobico, possano garantire un
successo e un alto grado di soddisfazione. Tra le novità, da segnalare
il Body Attac, tecnica innovativa utile per chi voglia acquisire una notevole
carica di energia, che alterna fasi cardio-atletiche con passi base dellaerobica
tradizionale; il Power Stretching, basato su una serie di movimenti ripetuti
in unatmosfera soffusa e rilassata che sfrutta i principi della
cromoterapia e dellaromaterapia; ed ancora il Rowing, una tecnica
che, avvalendosi di un sofisticato attrezzo, il row simile
ad un vogatore, consiste nella simulazione di una gara su unimbarcazione
a remi per migliorare il fiato e la resistenza. Per garantire una
preparazione globale della persona - aggiunge Traina - una palestra, oltre
a tutte le attrezzature specifiche per ogni tipo di disciplina, deve avvalersi
di tutte quelle condizioni spazio-temporali (superficie ampia, temperatura
mantenuta correttamente) che possano contribuire a creare un ambiente
confortevole e idoneo allapplicazione dellesercizio.
Un altro criterio che dovrebbe stare alla base di una palestra modello
è senza dubbio la pulizia. Il primo principio di una palestra
- sottolinea Camillo Geraci, responsabile della palestra Fitness Planet
di via Romagna a Palermo - oltre ad una serie di tecniche e macchinari,
testati a lungo da istruttori specializzati per valutarne limpatto
e lefficacia, dovrebbe essere quello di un ambiente dotato di servizi
quali una sala climatizzata o un impianto di purificazione e riciclo dellaria
che diano delle garanzie sotto laspetto igienico-sanitario.
Infine, lultimo punto che merita attenzione riguarda lopportunità
di affidare la preparazione fisica di chi fa sport ad un istruttore oppure
ad una persona qualificata dotata di un titolo di studio. Allinterno
di una palestra - conclude Traina - il lavoro di un istruttore non basta
perché a questo bisogna affiancare delle figure professionali che
abbiano un diverso bagaglio di conoscenze come gli psicomotricisti. A
questo proposito ritengo che gli indirizzi del corso di laurea in Scienze
motorie permettano a futuri professionisti di applicare le competenze
acquisite durante il corso di studi.
Antonio La Rosa
(16 gennaio 2004)
rev anme
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al n. 10 del 1/6/2001
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