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Scienze
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031219ermi
Biotecnologie, pochi studenti e molti sbocchi
La specializzazione permette di trovare occupazione in tempi brevi
nelle industrie farmaceutiche, alimentari e nel campo della ricerca. Quest'anno
conta solo due studenti. "Le
industrie vinicole, quelle che producono formaggio o pesce richiederanno
sempre di più una competenza specifica",spiega Maria Letizia
Vittorelli, presidente del corso di laurea
E'
partito il corso di laura specialistica in "Biotecnologie per l'industria
per la ricerca scientifica". Di nuovissima istituzione, il corso
per adesso è seguito soltanto da due studenti, in attesa che gli
altri finiscano il triennio di primo livello in Biotecnologie. "A
questa laurea specialistica - spiega il presidente di corso di laurea
Maria Letizia Vittorelli - si può accedere dopo avere conseguito
una laurea di primo livello, preferibilmente in Biotecnologie. Nel triennio,
infatti, lo studente può scegliere tra quattro curricula, agrario,
farmaceutico, medico e alimentare. Chi sceglie quest'ultimo indirizzo
potrà accedere alla laurea specialistica senza debiti formativi.
Gli altri dovranno invece colmare con un corso di chimica specializzata.
Chi proviene da altre facoltà dovrà colmare debiti più
o meno grandi, a seconda degli studi fatti in precedenza". Non sono
previsti test di ingresso, non c'è numero chiuso. Anche se, come
spiega la professoressa, il ministero prevede un tetto massimo, che "difficilmente
verrà superato, dato che la laurea triennale è a numero
chiuso". Il corso di laurea si propone di fornire allo studente contenuti
e metodi scientifici specifici dell'area biotecnologica, nonché
le possibili applicazioni delle biotecnologie in campo industriale e di
ricerca. "Queste ultime - continua la Vittorelli - possono essere
molto differenziate. Ovviamente non si può fare un corso di laurea
specifico per ciascuna ipotesi di utilizzazione che può avere lo
studente. Quindi, la specificità verrà fuori da due cose:
dal tipo di triennio svolto e dal tipo di tesi sperimentale scelta, alla
quale è dedicata la metà dei crediti".
Ci sono materie tipiche dell'indirizzo industriale. Ad esempio, "quelle
di ingegneria, che fanno comprendere, tra le altre cose, come sono fatti
i bioreattori per la produzione delle proteine in vitro. Ci sono poi approfondimenti
di chimica, biologia, biologia molecolare, biochimica e biologia dello
sviluppo. C'è spazio anche per la bioinformatica, importante sia
per la ricerca che per le industrie, perché sono tantissime le
banche dati presenti nei computer e bisogna che il giovane sappia ottenere
i dati che gli interessano" spiega la Vittorelli. Questa laurea specialistica
è incardinata nella facoltà di scienze, mentre la laurea
specialistica del settore medico appartiene alla facoltà di Medicina
e chirurgia".
Gli sbocchi lavorativi riguardano sia il campo industriale che quello
della ricerca. Nelle industrie che hanno utilizzazioni biotecnologiche,
come quelle farmaceutiche e alimentari. "In quest'ultimo settore
la Sicilia ha una grande vitalità. Le industrie vinicole, quelle
che producono formaggio o pesce richiederanno sempre di più una
competenza specifica", spiega la professoressa. Per quanto riguarda
la ricerca scientifica, si potrà operare in campo biomedico, farmaceutico
e industriale. I settori che sono coltivati specialmente in questa laurea
specialistica sono quelli per cui esistono applicazioni industriali, e
quindi lutilizzo di proteine enzimi, anticorpi ricombinanti per
la preparazione di farmaci, diagnostica, tecnologica, per gli alimenti.
Erminia Guastella
(3 febbraio 2004)
rev anme/cave
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