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NOTIZIARIO / Fotoreportage

 
031218alr
"Renzo Barbera"
uno stadio da salvare

Promesse non mantenute da parte dell'Amministrazione cittadina e continui ritardi nell'esecuzione dei lavori necessari per scongiurare il rischio di chiusura per inagibilità, fanno del Barbera uno stadio al momento non all'altezza delle potenzialità di una società che vuol portare la squadra a livelli sempre più competitivi e di un pubblico che da oltre 30 anni attende la serie A. L'impianto, di proprietà del Comune, soffre di alcune carenze strutturali che ne riducono l'efficienza e la funzionalità creando disagi agli spettatori, costretti così a subire, durante le partite casalinghe, le conseguenze di una gestione per molti aspetti deficitaria.
Una delle cause del cattivo funzionamento dell'impianto è proprio la mancata concessione alla società U.S. Palermo che, da luogo destinato esclusivamente all'evento calcistico, vorrebbe trasformarlo
in un'ottica multifunzionale in un punto di ritrovo giornaliero, dotato di vari servizi come ristoranti, megastore e un museo storico





Risolti alcuni problemi logistici (rifacimento del manto erboso, allestimento del settore ospiti), rimangono ancora alcune carenze di tipo strutturale. Per ottenere il visto di agibilità ed evitare la chiusura è necessario che entro la fine di febbraio vengano effettuati dei lavori nel primo anello: rifinitura delle parti in cemento armato, trattamento antiruggine e impermeabilizzazione del parterre sottostante, dove, nelle giornate di pioggia, si registrano infiltrazioni d'acqua.

Anche il secondo anello necessita di lavori di ammodernamento. Tra le opere previste, l'applicazione di alcuni dispositivi ammortizzatori alle impalcature metalliche per ridurre le vibrazioni oltre che il consolidamento della parte sovrastante che soffre di "carbonatazione", un processo chimico, che per l'azione dell'anidride carbonica, può arrivare a corrodere la struttura in metallo.


In base alle prescrizioni degli addetti ai lavori, bisogna affrontare anche il potenziamento del servizio d'ordine e l'innalzamento della recinzione esterna. Quest'ultima è troppo bassa e facilmente superabile da chi ha intenzione di non pagare il biglietto.
I"portoghesi", soprattutto nelle partite che richiamano più spettatori, approfittano della mancanza di controlli per arrampicarsi sulle inferriate e scavalcare indisturbati.
Come se non bastasse si aggiungono anche i problemi del servizio di manutenzione igienico. Sporchi, maleodoranti, fatiscenti, i gabinetti dello stadio sono in condizioni disastrose e inadeguati alle esigenze di tutti. Le porte sono divelte e sui muri appaiono scritte di ogni tipo.

Un lavoro sicuramente meno urgente degli altri, ma che rientra tra le opere di manutenzione ordinaria, è la reinstallazione del display luminoso. Dopo dieci anni l'amministrazione comunale non si è ancora adoperata a sistemare nuovamente l'impianto in sostituzione del cartellone pubblicitario "Primavisione".

Infine, il problema parcheggio. Mancano vicino all'impianto gli spazi per lasciare le automobili, che spesso si trovano in doppia fila o in sosta vietata, invadendo aiuole e scivoli per disabili. I tifosi lamentano anche la mancanza di un numero sufficiente di tratte autobus per raggiungere lo stadio.
"E' inconcepibile - sottolinea Paolo Casisa, un tifoso rosanero - che in occasione delle partite ci sia una sola linea a disposizione. Io, che abito ad una certa distanza, non oso neppure avventurarmi in macchina, sapendo che vicino allo stadio non esistono aree attrezzate dove lasciarla custodita".
Fotoreportage di
Antonio La Rosa

rev elpi/cave

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