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Architettura

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Atelier del patrimonio Culturale, facoltà di Architettura
Fare impresa nel settore dei beni culturali

Un progetto nato dalla collaborazione fra Università, Regione e Fondo sociale europeo con l'obiettivo di creare nuove figure con le "carte in regola" per valorizzare in modo innovativo le ricchezze patrimoniali della nostra Isola. Se ne è parlato allo Steri, nel convegno dal tema La Sicilia romana. Temi per la valorizzazione dei beni culturali in Sicilia

"Per valorizzare il sitema dei beni culturali in Sicilia bisogna trovare il giusto equilibrio fra fruizione colta e conservazione. Permettere a chiunque di visitare un sito e nel contempo custodirlo e proteggerlo è una questione di importanza peculiare, attuale più che mai". Sono le parole di Giuseppe Silvestri, rettore dell'Ateneo palermitano, intervenuto all'apertura del convegno allo Steri dedicato al tema La Sicilia romana. Temi per la valorizzazione dei beni culturali in Sicilia.
La manifestazione, organizzata dal dipartimento di Storia e progetto nell'architettura, è stata il momento conclusivo del master di specializzazione post-universitario Atelier del patrimonio Culturale seconda annualità, diretto dalla professoressa Carla Quartarone della facoltà di Architettura e dedicato allo studio degli insediamenti romani in Sicilia. Per esporre i risultati della ricerca è stata allestita anche una mostra, visitabile fino a sabato 20, dalle 9,30 alle 18, nella Sala delle Armi di palazzo Steri.
Il progetto, pensato dal dipartimento di Storia e progetto, è stato realizzato grazie al sostegno del Fondo sociale europeo e alla collaborazione dell'assessorato regionale al Lavoro. L'obiettivo? Offrire a giovani laureati una formazione specialistica per creare nuove figure professionali in grado di costruire imprese innovative che si occupino di valorizzare in modo nuovo i beni culturali.
In sostanza, Università, Regione e Comunità europea insieme stanno cercando di creare figure imprenditoriali nuove in grado di dare una veste innovativa al sistema dei beni culturali in Sicilia.
A rappresentare il governo regionale sono intervenuti l'assessore ai Beni culturali, Fabio Granata, e Alessandra Russo, in vece dell'assessore al Lavoro, Raffaele Stancanelli.
In partricolare, Granata ha sottolineato che dalla sinergia con l'assessorato al Lavoro e dalla collaborazione con l'Università, ci si aspetta "la formazione di figure esperte ma allo stesso tempo dotate della necessaria cultura manageriale, oggi più che mai necessaria anche in un settore tradizionalmente vocato alla ricerca come quello dei beni culturali". E' necessario "coniugare tecnica e ricarca alla managerialità", ha concluso l'assessore.
Ma la risposta alla domanda di nuove imprese in questo settore non è tardata ad arrivare: da gennaio sarà pienamente attiva "Terraquae", una società nata all'interno del'Atelier dall'iniziativa di cinque specializzandi.
Giuseppe Armadio, Valentina Cuccia, Isabella Fiume, Giuseppina Galifi e Adele Scordi saranno quei professionisti che metteranno al servizio di istituzioni e privati le loro competenze per migliorare la realtà territoriale e culturale siciliana. Come? Pensando a nuovi progetti per valorizzare in modo moderno e adeguato i luoghi dell'Isola più conosciuti, ma soprattutto puntando l'attenzione sui siti meno noti ai più.
"Il corso di formazione professionalizzante - ha detto il direttore Carla Quartarone - è rivolto a giovani laureati che hanno la passione e l'attenzione ai beni culturali. La peculiarità del corso è quella di essere strutturato come una risposta concreta alle domande di questi ragazzi. La didattica, infatti, lungi dall'avere la tradizionale impostazione dei corsi universitari classici, è dinamica e costruita come un dialogo fra docenti e futuri professionisti dei beni culturali". Oltre al momento "didattico" di ricerca scientifica, però, ai ragazzi viane offerta la possibiltà di svolgere stage e work experience che li mettano a contatto con la realtà del settore.
Pierangela Maniscalchi

(17 dicembre 2003)

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