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Ue e antisemitismo, sfida aperta all'odio latente
Oggi a Bruxelles, al vertice sulla nuova Costituzione europea, si parlerà della lotta all'intolleranza verso gli ebrei. Problema dalle antiche radici storiche, l'antisemitismo è ancora vivo negli stati dell'Unione, come testimonia un rapporto dell'Osservatorio europeo su razzismo e xenofobia. Manifestazioni di odio in crescita dopo l'11 settembre

La presidenza italiana dell'Ue si fa portavoce della lotta all'odio contro gli ebrei. L'occasione è data dal vertice per l'adozione della nuova Costituzione europea che si terrà oggi e domani a Bruxelles. L'antisemitismo è un problema ancor oggi allarmante per la crescita tendenziale fatta registrare negli ultimi tempi, soprattutto in reazione agli sviluppi del conflitto israelo-palestinese. Di qualche settimana fa è la polemica esplosa sul sondaggio promosso dalla Commissione europea, che ha avuto come risultato l'individuazione nello stato di Israele del pericolo numero uno alla pace nel mondo.
Nonostante il dato attuale, le radici dell'antisemitismo affondano nella storia del vecchio continente fin dai tempi della dominazione romana, responsabile della catastrofe etnica che fu la prima diaspora, la cacciata degli ebrei dal suolo israeliano, nel 70 dC.
Da quel momento in poi dispersione e inserimento delle genti ebraiche in tutti i paesi dell'Europa è andata di pari passo con l'intolleranza degli autoctoni verso una cultura tanto operosa, quanto chiusa e intransigente circa i propri usi e costumi. L'apice drammatico di questa tendenza si è verificato con la Shoah.
Oggi tutti sono consapevoli di quale sia stato il prezzo pagato dall'umanità per l'inasprimento delle posizioni antisemite, eppure esistono ancora atteggiamenti e modi pensare che tradiscono un'accettazione non ancora completa dell'ebreo. Nel marzo 2003 l'Osservatorio europeo dei casi di razzismo e xenofobia ha realizzato un rapporto sintetico sulle "Manifestazioni di anti-semitismo nell'Ue " relativamente al primo semestre del 2002. A motivare una simile ricerca il dato proveniente dai recenti sondaggi d'opinione che mostrano come l'antisemitismo sia costantemente presente in Europa in modo più o meno occulto.
Attualmente gli ebrei godono di un'integrazione economica, sociale e culturale piuttosto avanzata negli stati membri dell'Unione. Ma gli attentati a New York e Washington dell'11 settembre e il conflitto in Medio Oriente hanno contribuito a creare in Europa un'atmosfera che conferisce nuova forza e nuovo potere di seduzione all'antisemitismo e all'odio latenti. Hanno
trovato orecchio in alcune realtà persino le voci che indicavano Israele come responsabile degli attacchi al World trade center e al Pentagono e su Internet circolano varie teorie circa cospirazioni antisemite. In questo senso il web fornisce alla diffusione dell'odio un veicolo a basso costo.
Questa ricerca ha elaborato i dati dei rapporti sull'antisemitismo realizzati in 15 paesi membri. In particolare la ricerca individuava alcuni punti focali sui quali basare il grado di antisemitismo nell'Ue. Sono stati prese in considerazione le violenze fisiche perpetrate a danni di ebrei e delle loro comunità, organizzazioni o proprietà; aggressioni verbali ed altre più sottili forme di discriminazione; studi circa la violenza antisemita o sondaggi di opinione sul mutato atteggiamento nei confronti degli ebrei; azioni da parte delle organizzazioni non governative mirate a ridurre i pregiudizi, la violenza e le aggressioni; reazioni dei politici e di altri opinionisti per ridurre tendenze nazionali negative. I rapporti rivelano, per la primavera 2002, un'ondata di episodi antisemiti in molti stati membri. Durante la prima metà del 2002 l'intensificarsi dell'antisemitismo raggiunge il culmine nel periodo
tra la fine di marzo e la metà di maggio, in parallelo all'escalation del conflitto in Medio Oriente. Nei mesi successivi al periodo di monitoraggio, il dibattito dai toni talvolta accesi sul conflitto mediorientale nella sfera pubblica e nei media è andato sfumando e il numero degli casi è diminuito. In paesi come Danimarca, Grecia, Spagna, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Olanda, Austria, Portogallo e Finlandia nel periodo successivo al luglio 2000 sono stati riportati pochi o nessun incidente. In alcuni stati membri come il Belgio, la Francia e la Svezia gli episodi antisemiti, comprese le aggressioni violente e le minacce telefoniche sono tornate ad aumentare nel
mese di settembre e ottobre, ma non hanno raggiunto i livelli del periodo monitorato. In Germania e nel Regno unito si sono verificati casi di volantinaggio antisemita, lettere e telefonate ingiuriose.
Conferme a questi andamenti tendenziali delle manifestazioni di antisemitismo vengono anche dalla realtà italiana. Nel 1995 gli episodi di violenza contro ebrei sono passati da 30 a 50 all'anno; dalla metà del 2000 (aumento del 30-40%) al marzo-aprile 2002 è stata registrata un'impennata del 100% (254).
Ciò è dovuto in prima istanza al conflitto in Medio Oriente, ma al di là di questo fattore, è riscontrabile nella popolazione una grossa presenza di idee e atteggiamenti xenofobi, a loro volta alimentati da osservazioni razziste nel dibattito pubblico (politica e carta stampata).
In Italia le aggressioni antisemite si sono per ora limitate a insulti verbali, scritte sui muri e simili. Ma da quando è iniziata la seconda Intifada, tra gli episodi si registrano minacce di morte contro gli ebrei, con stereotipi sia antisemiti che anti-israeliani, spesso usati come sinonimi.
Resta basso il numero di casi di aggressione fisica ad ebrei, mentre interessante è il dato che emerge su Internet. Il sito web che può vantare il maggior numero di partecipanti alle liste di discussione è quello del gruppo militante di estrema destra Forza Nuova. Alcuni di questi siti - di destra o filoarabi e filopalestinesi ("Lo straniero senza nome", "Holy War", "Radio Islam", "Associazione Italia-Iraq", "Oltre la verità ufficiale") - fanno uso dell'intera gamma di stereotipi antisemiti e hanno immesso sul web il testo completo dei "Protocolli degli anziani di Sion", un falso antisemita della Russia zarista.
A fronte di questo, diverse sono le iniziative per ridurre i pregiudizi: si va dalla giornata della memoria dell'olocausto del 27 gennaio, istituita per decreto legislativo due anni fa, alla distribuzione di video informativi attraverso le principali pubblicazioni periodiche (come il video "Promesse" distribuito da L'Espresso).
Fabio Giacalone
rev. bute/sian

(11 dicembre 2003)

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