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Champions League, a Praga la Lazio perde "l'Europa" Lazio eliminata, dopo lo 0-1 subito a Praga contro lo Sparta, e fuori anche dalla Coppa Uefa. Non serve a nulla la sconfitta del Besiktas con il Chelsea. Sfortunata la squadra di Mancini, che cade nel finale sul colpo di testa del ceco Kincl. Milan già qualificato sconfitto a S.Siro 2-1 dal Celta La Champions League dà i suoi primi
verdetti e per il calcio italiano arrivano le note dolenti. Lazio eliminata
dalla partecipazione agli ottavi, dopo lo 0-1 subito a Praga contro i
padroni di casa dello Sparta, e fuori anche dall'Europa "minore",
ossia quella della Coppa Uefa. Insomma, la peggior combinazione di risultati
che la squadra di Mancini potesse attendersi nell'ultima giornata della
prima fase si è verificata. E nonostante i turchi del Besiktas
si siano adoperati per incassare due reti dal Chelsea già qualificato,
perdendo per 2-0 sul neutro di Gelsenkirchen, i biancocelesti sono scivolati
inesorabilmente all'ultimo posto del girone G, con soli 5 punti in sei
gare. Certamente una squadra che ha collezionato una sola vittoria, due
pareggi casalinghi e tre sconfitte non poteva pretendere di passare il
turno. Eppure, la Lazio può ben dire di essere in credito con la
sorte per come sono andate le cose ieri sera. Al Toyota Stadium di Praga,
Mancini punta sull'aggressività e schiera una formazione che a
centrocampo unisce la regia di Albertini alla fantasia di Fiore (il migliore
dei suoi) e Stankovic, mentre in attacco vede le punte Corradi e Muzzi
affiancate a destra dal redivivo Gottardi (probabilmente poco rodato per
una gara così delicata). Il risultato iniziale, però, non
è eccezionale: la squadra è contratta e soffre il pressing
dei cechi, che hanno nel trequartista Zelenka (un ventiquattrenne in "stile
Nedved") l'arma per mettere in affanno la retroguardia laziale. Nella
ripresa Mancini corregge il tiro inserendo Liverani al posto di Gottardi,
e la musica cambia. I praghesi sono stretti nella loro metà campo;
Albertini, Fiore e Stankovic dialogano in scioltezza e la Lazio sfiora
la rete in tre occassioni, proprio con i re talentuosi centrocampisti:
tiro di Stankovic alto sopra la traversa, rasoterra di Fiore di poco a
lato e bordata al volo di Albertini con palo pieno, a portiere battuto.
A Mancini e compagnia manca, però, l'apporto degli attaccanti:
Muzzi, Corradi e il subentrato Inzaghi sono troppo abulici. Il tempo scorre
e la qualificazione sfugge. E quando sembra che tutto si concluda con
un pareggio che scontenta tutti, lo Sparta mette a segno il colpo del
ko: su calcio piazzato il centravanti Kincl anticipa l'azzardata uscita
di Peruzzi ed è la fine. "Adesso ci concentreremo su campionato
e Coppa Italia", ha dichiarato Stankovic a fine gara. Ma forse per
lui si è trattato dell'ultima dichiarazione da laziale. Nonostante,
infatti, alla domanda "ad hoc" dell'intervistatore il serbo
abbia risposto che resterà a Roma fino a giugno, la decisione,
adesso, potrebbe non dipendere più da lui. Con l'eliminazione dalla
Champions, la Lazio rinuncia ad un ingente introito di euro suonanti e
vista la situazione finanziaria in cui versa, a gennaio potrebbe lasciar
partire il suo gioiello. Moratti e l'Inter sono alla finestra.
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