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Facoltà di Farmacia

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Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte. Ma quale?
Oggi esistono così tante tipologie di latte, che spesso non sappiamo quale scegliere. Questione di marca? No. La scelta riguarda la durata di conservazione. Più passa il tempo, e meno principi nutritivi contiene il prodotto. Allora quale comprare? Ne parliamo con Liliana Lamartina, docente di Chimica degli alimenti all’ateneo palermitano

Gli italiani consumano 55 litri a testa di latte all'anno. La scelta della tipologia, però, non è semplice. Oggi esistono tante tipologie di latte, spesso non si sa quale comprare. Come fare a scegliere quello adatto alle nostre esigenze? Ne parliamo con Liliana Lamartina, docente di Chimica degli alimenti all’Università di Palermo.
“Il latte è un alimento facilmente alterabile. A seconda del processo termico a cui è sottoposto, può essere conservato per un periodo di tempo più o meno lungo. Questa lavorazione prende il nome di processo di risanamento. Il latte che non è stato sottoposto ad alcun processo si chiama crudo. Le altre tipologie che troviamo al supermercato, invece, assumono nomi diversi a seconda del trattamento a cui sono stati sottoposti”. Come spiega Liliana Lamartina, i più classici processi di risanamento si distinguono in due categorie: la pastorizzazione e i trattamenti a lunga conservazione. “Con la prima, il latte viene tenuto ad una temperatura di 70 gradi circa per quindici secondi, eliminando così le forme patogene, ma non tutti i microrganismi che potrebbero riprodursi nell’alimento. Il latte pastorizzato può essere conservato fino a cinque giorni, passati i quali il prodotto inizia ad inacidirsi. È importante ricordare che il pastorizzato va conservato sempre in frigo, anche quando il latte non è stato ancora consumato. Esiste anche il latte fresco pastorizzato, che deve essere trattato entro 48 ore dalla mungitura. Tale terminologia, però, può indurre in errore il consumatore. Leggendo nell’etichetta l’aggettivo fresco, la gente pensa che quel latte è stato immesso sul mercato subito dopo la mungitura, ma non è così. Questo è facilmente verificabile leggendo la data di confezionamento impressa sull’etichetta, obbligatoria per legge.
Uno dei trattamenti a lunga conservazione più conosciuti è, invece, la sterilizzazione, in cui il latte viene portato ad ebollizione ad una temperatura di 120 gradi per venti minuti. Con la sterilizzazione, il latte ha una conservazione di sei mesi. Durante il processo di risanamento ha, però, perduto alcuni principi nutritivi, ma si sono eliminate le forme patogene.
Un altro trattamento a lunga conservazione è l’Uht (Ultra high temperature). “Il latte uht - spiega Lamartina - è quello che troviamo nei tetrapack e che può essere conservato fino a tre mesi. Questi trattamenti possono essere fatti o facendo scorrere il latte su delle piastre al cui esterno viene fatta scorrere acqua; oppure soffiandoci sopra del vapore acqueo. Il latte uht viene portato a temperature molto elevate, di solito 140 gradi, per due secondi. In questo modo si ottiene un decadimento dei principi nutritivi”.
La cosa a cui occorre fare attenzione è soprattutto una: conservazione non vuol dire consumazione. “Il fatto che, ad esempio, il latte uht può essere conservato fino a tre mesi, non significa che una volta aperto dura novanta giorni senza inacidire. Tre mesi di conservazione, significa che si può tenere in dispensa per novanta giorni, passati i quali va a male”, precisa Liliana Lamartina. “Inoltre, più passa il tempo, e meno principi nutritivi conterrà il latte. Giorno dopo giorno, infatti, gli enzimi del latte si deteriorano, Quindi se consumiamo latte prodotto da due mesi, è chiaro che i suoi valori nutrizionali non saranno gli stessi di un mese prima”.
Ciò non toglie che il latte di oggi abbia degli aspetti positivi. “Acquistare un prodotto che può essere conservato per mesi, risparmia alle persone il tempo di correre a comprare il latte ogni due, tre giorni. Inoltre, le tante tipologie esistenti vanno incontro alle esigenze familiari di ognuno di noi. Se nella nostra famiglia - conclude Lamartina - il latte si consuma entro pochi giorni, allora compreremo quello pastorizzato. Al contrario, ne sceglieremo un altro che possa essere conservato per più tempo”.
Veronica Eracleo

(12 dicembre 2003)

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